Nuova regole per musica nei locali, Lambiase: "L'ordinanza è illegittima"

Il consigliere comunale di opposizione critica il provvedimento adottato dall'amministrazione comunale di Salerno e attacca: "Aumenterà l'inquinamento acustico nei quartieri"

Gianpaolo Lambiase

L’inquinamento acustico aumenterà senza controlli in ogni quartiere della città?”. E’ il quesito che il consigliere comunale di Salerno di Tutti Gianpaolo Lambiase pone direttamente all’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Napoli, alla luce dell’ordinanza sindacale finalizzata a disciplinare le attività rumorose in città, in particolare le quelle di pubblico spettacolo/trattenimento, in ambiente chiuso ed all’aperto, presso locali di pubblico spettacolo e/o presso pubblici esercizi di somministrazione (bar – ristoranti e similari).   

La denuncia

L’esponente della sinistra reputa tale ordinanza “poco opportuna” in quanto - spiega – “elimina alcune indispensabili limitazioni alle emissioni sonore, non solo aumentando gli orari delle manifestazioni musicali e intrattenimenti al chiuso ed all’aperto, non solo consentendo musica live anche amplificata  all’esterno dei pubblici esercizi (prima tassativamente vietata), non solo ampliando il periodo delle possibili autorizzazioni (prima consentite dal 30 aprile al 30 settembre, oggi in ogni mese dell’anno!), ma anche estendendo le aree nelle quali è possibile fare musica fino alle 4 di notte. Lambiase ricorda che “gli orari in deroga fino alle 4 di notte erano consentiti esclusivamente all’interno di “stabilimenti balneari nel tratto litoraneo da via Allende fino al fiume Picentino”; oggi la nuova ordinanza consente di suonare, con “impianti elettroacustici” fino alle 4 di notte in qualsiasi “zona del territorio a scarsa densità abitativa”.

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Per il consigliere di opposizione, dunque, la nuova ordinanza sindacale ignora e cancella le “premesse importanti contenute nelle vecchie ordinanze”. Erano le “sacrosante motivazioni” dalle quali scaturivano giustificate ed equilibrate “restrizioni” alle emissioni sonore, che producevano e continuano a produrre diffuso inquinamento acustico”. Di qui la considerazione finale: “La nuova ordinanza sindacale ritengo non sia valida né legittima perchè va “oltre” i limiti e le norme contenute nel “regolamento per la disciplina delle attività rumorose” approvato dopo approfondita discussione dal Consiglio Comunale. Ogni modifica e/o integrazione di tale regolamento  non può essere apportata da una semplice ordinanza sindacale, ma è necessario che torni all’attenzione del Consiglio Comunale. L’ultima questione da segnalare riguarda il “controllo” di normativa ed orari, troppo spesso disattesi: né il Comune né l’Arpac sono attrezzati per eseguire la “sorveglianza” necessaria!”.

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