La giunta "monca" del sindaco Manlio Torquato

A distanza di circa un mese dalla proclamazione, il primo cittadino presenta una giunta incompleta. Ancora due tasselli da definire, ma le difficoltà create dai partiti, oltre ai malumori delle civiche, sono evidenti. Il 12 il primo consiglio

La "new generation" del sindaco Manlio Torquato pare aver già lasciato i primi strasischi in seno alla sua maggioranza. Se il primo cittadino si dice sereno, dopo aver annunciato i primi cinque dei sette assessori che andranno a comporre la sua giunta, così non è all'interno della sua coalizione. Significative le riunioni fiume, ma anche doppie, fatte dal sindaco con le delegazioni che rappresentavano tutti gli alleati. E i malumori sono sparsi tra alcuni dei più votati delle liste, che speravano di essere maggiormente coinvolti, se non interpellati. Come è accaduto nel Partito Democratico, che ha convinto la giovane new entry Federica Fortino ad accettare l'assessorato alle politiche giovanili. Un settore sul quale Fortino aveva battuto molto nella sua personale campagna elettorale. La sua è una scommessa e, almeno per ora, le buone intenzioni ci sono. Pare che il partito l'abbia imposta per le quote rosa e che lei stessa, tuttavia, non fosse convinta di fare già il grande passo. Si vedrà. Il secondo assessore di riferimento del Pd è Gianfranco Trotta, nato con Manlio Torquato e ora tesserato Pd. La sua delega è tra le più impegnative: quelle politiche sociali, da sempre teatro di scontri tra alleati e di denunce pubbliche negli anni passati e più recenti. Ma è nel partito di sinistra che si registrano diversi malucontenti: da chi, avendo raccolto centinaia di voti, non è stato neanche interpellato a chi, invece, sperava in una riconferma. Come chi premeva per una riconferma dell'ex assessore all'ambiente, Francesco Scarfò. Sorprende che il nome di Paolo De Maio, futuro capogruppo del partito in consiglio, sia rimasto fuori. In realtà, sarebbe stato proprio lui a rifiutare un posto in giunta, il vicesindaco, per concentrarsi meglio sul suo ruolo di capogruppo. Ma anche per coltivare - a detta dei bene informati - il suo percorso politico da qui ai prossimi anni. L'impressione, tuttavia, soprattutto in seno al Pd, è che a ragionare su decisioni come queste sia soprattutto Salerno, con la figura del figlio del Governatore Vincenzo De Luca, Piero, grande sponsor del primo cittadino in campagna elettorale. Ancora più contorto il ragionamento in seno ai socialisti, il cui assessorato sembra essere sempre più una chimera. Il partito aveva scelto Maria Laura Vigliar, l'ex vice sindaco. Proposta che ha avuto come conseguenza l'uscita dei tre consiglieri eletti dal partito, come Fausto De Nicola, che aspira alla presidenza del consiglio. Ma anche qui, nulla di certo. Da voci interne, pare che il consigliere regionale Enzo Maraio abbia messo il veto anche sul nome di Massimo Torre, il nome che avrebbe probabilmente trattenuto i tre ex consiglieri nel Psi

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Una terza donna potrebbe invece entrare in giunta, se il sindaco deciderà di fare un esecutivo a sette. In caso di un sesto assessore, invece, non vi sarà l'obbligo della presenza femminile. Anche qui le cose sembrano essere tutt'altro che definite. Annunciare una giunta a metà, o per meglio dire monca, è sintomatico delle difficoltà che il sindaco Manlio Torquato vive in questo momento. Le liste civiche di diretta espressione del sindaco non sarebbero molto soddisfatte di queste prime cinque scelte. Un posto in giunta dovrà necessariamente riservato a loro, considerato l'ok - piuttosto forzato secondo molti - dato sulla scelta di Mario Campitelli al bilancio. Assessore fuori quota, e non candidato. Torquato vorrebbe poter contare anche su Ciro Amato - che abbia tenuto per se la delega all'urbanistica e ai lavori pubblici è un dato significativo - ma sa che dovrà farne a meno. Per lui potrebbe esserci una delega. All'appello manca ancora l'assessorato per la lista "Uniti per Torquato", che ha fatto eleggere quattro consiglieri comunali. In questo caso, la scelta potrebbe essere tra quelli non eletti. Il capitolo Udc invece si è definito come previsioni: dopo il veto a Saverio D'Alessio (coinvolto in un'indagine della Procura dopo il famoso video che riprendeva tessere elettorali nel suo comitato), dai vertici provinciali dello scudo crociato hanno insistito per l'ingresso in assise di Gennaro Della Mura. E in questo caso, Antonio Franza ha dovuto accettare il posto in giunta, con delega alle politiche comunitarie - nonostante avesse dichiarato che avrebbe preferito restare nel suo ruolo di consigliere comunale. D'Alessio, invece, sembra già orientato ad entrare in un altro partito. Il Pd sarebbe la meta ambita. Ed è una scommessa anche la delega alla manutenzione stradale -tutt'altro che leggera - per Annarita Pagliara, altra new entry dell'esecutivo. Con l'augurio, così come per Federica Fortino, che forze fresche possano trasmettere un approccio diverso nella risoluzione delle tante problematiche cittadine. Da riempire restano ancora il settore Ambiente, la presidenza del consiglio e quella della Multiservizi. Ruoli tutt'altro che secondari 

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