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Rosario Peduto

Rosario Peduto

Esclusiva/ Peduto (Noi con Salvini): "Il centrodestra è vecchio, riparta dalle primarie"

Il coordinatore cittadino del movimento meridionalista creato da Matteo Salvini lancia, attraverso un'intervista a Salernotoday, la sfida alle altre forze di opposizione

"Il centrodestra salernitano è vecchio, rinnoviamolo partendo dalle primarie e da un'Agenda comune per Salerno". E' la sfida che, attraverso Salernotoday.it, il coordinatore cittadino di Noi con Salvini Rosario Peduto lancia ai dirigenti delle altre forze politiche e civiche di opposizione a Palazzo di Città in vista delle elezioni comunali del 2016.

Come nasce "Noi con Salvini" a Salerno? 
E' il nuovo soggetto politico nato, anche a Salerno, per raccogliere sostegno e consenso rispetto alle idee e al progetto di Matteo Salvini nelle regioni italiane del Centro, del Sud e delle Isole. Fa riferimento ad una Carta dei Valori che ricalca quella traccia di impegno e quelle battaglie comuni che verranno condotte da Noi con Salvini insieme alla Lega Nord, a sostegno sempre di una leadership, quella appunto di Matteo Salvini, che si è imposta – e continua ad imporsi – nell' immaginario collettivo come l'unica capace di sfidare Matteo Renzi sul campo, assolutamente nuovo per la politica nostrana, della disintermediazione e della velocizzazione 'digitale' delle battaglie politiche. Per un centrodestra nazionale e locale che, tramontata definitivamente la stella berlusconiana, si connota esclusivamente per la lentezza, il frazionismo, la litigiosità ma soprattutto l'assoluta mancanza di una visione e di un progetto, Matteo Salvini guida e rappresenta oggi l'unica speranza per ricostruire, con forza e con dignità, un'alternativa vera sia al Pd di Matteo Renzi che al M5S di Beppe Grillo.

Com'è stato l'impatto con la comunità salernitana?  
Da neo-coordinatore cittadino del movimento non posso che dirmi soddisfatto dell'attenzione e della disponibilità che moltissimi cittadini salernitani - by-passando il coro ostile e prevenuto di buona parte della grancassa mediatica – ci hanno dimostrato fin dall'inizio, sostenendo con la propria sottoscrizione le principali battaglie politiche del movimento ma anche chiedendo, da subito, di aderire al nostro partito. Un entusiasmo che personalmente non mi aspettavo in tal numero e di tale consistenza ma che dimostra ampiamente l'altissimo indice di gradimento popolare, anche a Salerno, per la figura di Matteo Salvini e per le principali parole d' ordine della sua azione politica. Un clima che però, ad un'attenta analisi, non deve poi tanto sorprendere: Salerno è e rimane una citta di destra e Matteo Salvini fa e rappresenta, unico e solo nel panorama nazionale, una politica di Destra in senso – diciam così – 'teologico' e 'teleologico', senza infingimenti da politicamente corretto e senza compiacimenti a certa vetusta 'intellighenzia'. 

Quali sono i vostri cavalli di battaglia politica?
Basta euro e difesa del “Made in Italy”, mettere stop all’invasione, viene prima la nostra gente; stop allo Stato-ladro, sì alla Flat Tax con un’aliquota unica al 15% per tutti, eliminazione degli studi di settore, abolizione della Legge Fornero, introduzione delle “No Tax Area” per tutte le aree colpite da disastri naturali, eliminazione del limite dei mille euro per gli acquisti in contanti ecc…; giustizia, legalità e sicurezza sono un diritto ed infine vogliamo un futuro fondato sul lavoro, sull’identità, sulla tradizione, sulla cultura delle differenze, su di una rinnovata azione di difesa della natura e del territorio. Crediamo fortemente nei valori dell’autonomia, del federalismo e del diritto all’autodeterminazione dei popoli. Lottiamo pertanto a difesa delle diversità territoriali, dell’individuo e della famiglia tradizionale. La nostra priorità è dare, infatti, aiuti concreti a sostegno dell’infanzia, della natalità e del benessere sociale ed economico delle nostre famiglie.

Come giudica gli anni di amministrazione De Luca?
Io credo che sugli anni dell' amministrazione De Luca vada espresso finalmente un giudizio che, superando gli steccati di una dicotomica quanto sterile diatriba per appartenenze politico-partitiche, vada nel merito di quanto effettivamente realizzato in città attraverso una valutazione obiettiva che dica finalmente anche se - e come - ciò che è stato realizzato ha inciso, incida e inciderà in futuro su di uno sviluppo complessivamente solido della nostra comunità. Tanto premesso, io ritengo pertanto che sia indubbio il “rifacimento” strutturale del volto urbanistico della città ma che tale operazione amministrativa sia rimasta non sostanzialmente agganciata alla creazione di una nuova “anima”, di una nuova “vocazione” della città stessa in termini proprio di concreto sviluppo futuribile dal punto di vista sociale, economico e soprattutto occupazionale. Insomma, una sterile operazione di “estetica amministrativa” che, per rincorrere il sogno della ( ad oggi ) impalpabile città turistica, ha cancellato una storica e più rassicurante vocazione commerciale ed industriale della città. Tutto questo, è evidente, ci fa vedere con preoccupazione il futuro in termini soprattutto di assenza sostanziale di opportunità occupazionali e di consequenziale non appetibilità dello “status” di residenti salernitani.

Il ruolo di opposizione finora è stato portato avanti solo da poche persone. Cosa ha sbagliato finora il centrodestra? Perchè non riesce a vincere?
Il centrodestra salernitano praticamente non esiste perchè nei suoi ruoli apicali e rappresentativi – salvo rarissime eccezioni - è risultato, e continua a risultare, fondamentalmente vecchio, “inoperoso”, puntualmente attento alle “poltrone” e per nulla al “territorio”, assolutamente incapace di esprimere una visione ed un progetto di governo della città. Difronte all' iper-attivismo amministrativo di Vincenzo De Luca, queste tare ataviche di buona parte della classe politica del centrodestra cittadino sono andate via via “amplificandosi” relegando la nostra parte politica in una dimensione di poca, o nulla, credibilità politica ed elettorale. I tracolli - in termini di consenso raccolto - che scontiamo da venti anni a questa parte in città ancora oggi non hanno convinto dell'assoluta necessità di azzerare tutto...ma, per grazia di Dio, ci penseranno gli elettori alla prossima scadenza, ed in maniera – questa volta – definitiva.

Nel 2016 si rinnoverà il consiglio comunale e De Luca non sarà in campo. Voi come vi potete su alleanze e programmi? 
Noi con Salvini ragionerà con tutti coloro che sposeranno prioritariamente le due battaglie politico-sociali che saranno centrali nel programma di governo della città che stileremo con i nostri militanti e con i nostri candidati e che porteremo successivamente nell'agone pre-elettorale: lavoro e sicurezza. Non porremmo - in tal senso - preclusioni di sorta alle ipotetiche alleanze né risolveremo – in maniera esclusiva – la nostra disponibilità ad un ragionamento d'insieme al solo centrodestra. Chi parlerà e si batterà per promuovere in città un' agenda di impegno sui temi citati poc'anzi, sarà senza dubbio nostro interlocutore privilegiato. 

Il nodo  più insidioso sembra essere quello del candidato sindaco. In che modo si può scegliere un nome forte e condiviso da tutti?
Per far ritrovare, ad un centrodestra oggi letteralmente atomizzato, una traccia di battaglia comune a partire dall' individuazione di un comune e condiviso candidato sindaco l' unica strada concretamente percorribile è, a mio personalissimo avviso, la celebrazione delle primarie, promosse dai partiti dell' area di centrodestra ma aperte a tutti coloro che si muovono, in opposizione a De luca, anche con un approccio civico. Ogni scelta calata dall'alto sarà – invece - sicuramente un moltiplicatore di divisioni e di litigiosità, che avrà un unico risultato: portare alla competizione elettorale almeno cinque o sei candidati di area che, nel migliore dei casi, prenderanno non più del 3-4%. Ad oggi, però, non vedo e non sento parole di realismo politico ma anzi si scorgono troppi convincimenti “personalistici” che, come al solito, porteranno dritto ad un ennesimo tracollo elettorale della nostra parte. Ma, come già rilevato in precedenza, sarà questo forse – paradossalmente – un bene per ripartire da quello che diventerà platealmente una sorta di “Zenit” raggiunto da una disastrosa stagione del centrodestra locale.

Il Modello Venezia le piace?
Il modello Venezia non mi piace per un duplice motivo: non ho mai creduto alle virtù amministrativamente taumaturgiche di “tycoon” che credono di calare pedissequamente modelli imprenditoriali privati - anche di successo - su realtà di governo della cosa pubblica sempre particolarmente variegate e complicate; ma credo anche che a Salerno non esista una “società civile” che in questi anni si sia distinta da un potere, quello deluchiano, che si connotava per la sua capillare pervasività nell'economia e nel tessuto sociale della città. De Luca é riuscito a saldare, nella sua impeccabile ed inarrestabile macchina del consenso, le esigenze “urlate” delle fasce popolari con il silenzio “comprensivo” della borghesia cittadina, creando un blocco elettorale vastissimo che, di certo, rende assolutamente remota la possibilità di far stagliare all'orizzonte – fuori dai contenitori partitici - la figura di una sorta di Brugnaro salernitano. 
 

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