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De Luca

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Caso Bindi, De Luca ammette: "Da me parole inaccettabili, chiedo scusa"

A quarantotto ore di distanza dall'esplosione della polemica sulle sue dichirazioni contro la presidente della commissione parlamentare Antimafia, l'ex sindaco di Salerno si scusa pubblicamente. E Renzi lo difende: "E' un campione della lotta alla camorra"

A quarantotto ore di distanza dall’esplosione della polemica nazionale scoppiata a seguito delle sue dichiarazioni, pronunciate durante un’intervista a Matrix, contro Rosy Bindi, il governatore della Campania prima paragona le sue parole alle battute di attori e cantanti italiani. Ma poi, nella serata di ieri, tramite il suo profilo Facebook, chiede scusa alla presidente della commissione parlamentare Antimafia: “Credo di aver chiarito la mia posizione mezz'ora dopo, esprimendo il mio rispetto per l'onorevole Bindi. E tuttavia, qui e lì, c'è chi continua l'opera di strumentalizzazione. È del tutto evidente – dichiara - che le mie parole, presentate così come sono state presentate, erano obiettivamente inaccettabili e obbligavano a chiedere scusa. Cosa che ho fatto e che faccio. Ho chiarito il contesto, credo di non avere più nulla da aggiungere”.

E, sempre nella serata di ieri, pochi minuti prima del post di De Luca, era tornato sulla questione il premier Matteo Renzi, che oggi sarà a Benevento e Caserta proprio con l’ex sindaco di Salerno: “De Luca ha detto cose profondamente sbagliate ma non lo si può associare alla mafia. La frase su Bindi è indifendibile ma lui è campione della lotta alla mafia e alla camorra nel suo territorio”. Una dichirazione chiara e netta che avrebbe spinto, successivamente, il governatore a chiedere pubblicamente scusa alla deputata del Pd.

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