Venerdì, 12 Luglio 2024
Politica

Otto anni fa morì il "sindaco galantuomo" Vincenzo Giordano: il ricordo degli amici

L'appello di Ragosta (Dp) a Napoli: "Sappia trovare il modo giusto per ricordarlo e soprattutto per valorizzare la sua opera. Noi non ti dimenticheremo". Amatruda (Fi): "Rimane il suo insegnamento"

Sono passati otto anni dalla morte di Vincenzo Giordano, già primo cittadino socialista di Salerno dal 1987 al 1993 (conosciuto come "sindaco galantuomo”) quando fu coinvolto in un'inchiesta giudiziaria sugli appalti del Comune di salerno, dalla quale ne uscì assolto alcuni anni dopo. Giordano nel 1987 formò la prima giunta laica-socialista (Psi-Pci-Psdi-Verdi) dando il via all'opera di riqualificazione del centro antico della città che è proseguita negli anni successivi. A lui si devono, in particolare, i progetti del “Corso da re”, la copertura del trincerone ferroviario, la ristrutturazione dell’ex seminario, la riqualificazione e progettazione di molte aree e parchi urbani. La stagione di Tangentopoli, però, non lo lasciò indenne: fu accusato di abuso, falso e turbativa d’asta e rinchiuso in carcere assieme al suo assessore ai lavori pubblici e vicesindaco, Fulvio Bonavitacola, e il consigliere comunale dc, Aniello Salzano. Restò in cella sessanta giorni. Successivamente fu assolto da tutte le accuse con formula piena insieme agli altri due amministratori coinvolti.

L’ex sindaco è deceduto, a seguito di una malattia, il 13 aprile del 2009 lasciando un vuoto incolmabile in quanti (familiari, amici, conoscenti, semplici cittadini) hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo nel corso della sua attività politica e amministrativa. Tanti i messaggi di ricordo pubblicati su Facebook: “Giordano è stato un maestro, ci ha insegnato – scrive il deputato di Dp Michele Ragosta - a servire la cosa pubblica nell'esclusivo interesse dei cittadini, aveva anticipato il nuovo ruolo del sindaco eletto direttamente dai cittadini. Non aveva capi ed era sempre pronto a rivedere, con il confronto, le sue posizioni. A lui sono stato molto legato: fui protagonista della manifestazione, a quei tempi pericolosa, per ottenere la sua scarcerazione e gli fui molto vicino anche dopo che quell'incubo terminò. Oggi, a otto anni dalla scomparsa, manca fortemente una figura come la sua all'interno del panorama politico della città e della provincia di Salerno”. Di qui l’appello all’attuale sindaco: “Mi auguro che Vincenzo Napoli, anch'egli come me assessore nella giunta Giordano (1987-1993) e protagonista di quella stagione politica, sappia trovare il modo giusto per ricordarlo e soprattutto per valorizzare la sua opera. Noi non ti dimenticheremo!”.

Era considerato il suo figlioccio l'attuale vice segretario provinciale di Forza Italia Gaetano Amatruda: "Rimane il suo insegnamento. Per me il professore era molto più di un maestro politico, molto di più". Sulla stessa linea il segretario dei Radicali Donato Salzano: “Conobbi un Socialista e Radicale, che sapeva affermare il suo rigore nella lotta di militante antiproibizionista e della Giustizia Giusta. Consegnò a me la sua riflessione forse più amata: Sono entrato in carcere da proibizionista, ne sono uscito da antiproibizionista, perché ho trovato più umanità tra i compagni di cella, paragonabile soltanto a quella della mia famiglia.  Questo dovrebbe essere scritto all'ingresso della ex sezione tossicodipendenti del carcere di Fuorni, dove fu letteralmente sequestrato dalla violenza cieca di una banalità del male che continua ancora oggi senza soluzione di continuità. A futura memoria, se la memoria avrà futuro”.

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