Presentato il piano attuativo dell'Asl Salerno

Nota dell'Asl Salerno: obiettivo è mantenere aperti tutti i presidi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

C O M U N I C A T O


ASL SALERNO: PRESENTAZIONE DEL PIANO ATTUATIVO 18 MESI DEDICATI AL RISANAMENTO AMMINISTRATIVO E GESTIONALE - UN PATTO PER LA SANITA’ PER NON CHIUDERE NESSUN PRESIDIO


Nel pomeriggio di ieri, prima a Nocera all’interno del Teatro degli Olivetani, per valorizzare un patrimonio inestimabile dell’ASL inutilizzato da anni, poi a Salerno, il Piano Attuativo ha iniziato a muovere i primi passi, con la necessaria informazione alle OOSS, e con la presentazione ai Direttori Sanitari, Amministrativi, di Dipartimento, di Distretto, e ai Sindaci dei Comuni ove insistono strutture dell’Azienda. La presenza di numerosi Consiglieri provinciali e Assessori provinciali ha confermato l’attenzione per questo importante momento che demarca la transizione e l’inizio del percorso verso il risanamento aziendale.


Tre le idee al centro del percorso:


1. la consapevolezza, consolidatasi giorno dopo giorno nel quotidiano confronto con una realtà devastante, che il problema dell’ASL è, oggi, prioritariamente gestionale e amministrativo, con centinaia di pareri e osservazioni del Collegio Sindacale ignorati, con decine di contratti scaduti e non rinnovati e nemmeno prorogati, con carenze infrastrutturali e strumentali drammatiche, con un contenzioso elevatissimo del personale contro l’Azienda;
2. la piena certezza che senza aver rialfabetizzato la macchina amministrativa, alla quale sono state restituite negli ultimi 30 giorni 78 proposte di delibera, non fosse eticamente sostenibile l’attuazione di tagli e riduzioni ai servizi ospedalieri resi ai cittadini, non senza evidenziare come lo si sarebbe fatto con enormi rischi di disfunzionalità amministrative nella realizzazione e senza la possibilità di monitorare esiti e risultati in termini di effettività in relazione ai risparmi perseguiti;
3. la convinzione che il percorso verso il pareggio di bilancio possa passare, anche alla luce della previsione del Decreto 42/2011 che prevede la possibilità di scorporare le ASL con una situazione debitoria più critica, come quella di Salerno che ha perso quasi 600 milioni di euro negli ultimi 27 mesi, attraverso l’indicata rialfabetizzazione aziendale da concludere in 18 mesi e un PATTO PER LA SANITA’che viene proposto a Direttori Sanitari, OOSS e Sindaci, da sottoscrivere con immediatezza, per concordare l’obiettivo di ridurre la spesa aziendale del 5% nel II semestre 2011 e del 10% nel 2012, rispetto alla spesa storica 2010, accompagnato dal completamento di alcune azioni già in corso (Scafati, Pagani, Polla-Sant’Arsenio, Eboli-Battipaglia-Oliveto Citra) e da ulteriori utili azioni di razionalizzazione e, soprattutto, di specializzazione da concordare con Direttori Sanitari e Sindaci.
L’obiettivo, realizzabile, possibile, è quello di non chiudere quindi nessun Presidio. Si tratta di una scelta che chiama ad una forte assunzione di responsabilità tutte le parti in causa, dove tutti dovranno dare il proprio contributo, rinunciando a qualcosa, ben sapendo che non vi sono alternative altrimenti alle chiusure e alle riconversioni previste dalla attuazione del Decreto 49. Si tratta di un Piano sostenibile, che punta ad un completo cambiamento culturale in Azienda e verso l’Azienda, per stroncare un clima di guerra di tutti contro tutti e contro tutto, per sconfiggere “denuncismo” e “minaccismo” (di una denuncia), variamente colorato tra diffide, segnalazioni, ingiunzioni, che paralizza tutto e tutti nel rispetto formalistico di normative procedurali mentre sostanzialmente l’Azienda perde 1 milione di euro al giorno. Si può fare. Come nel caso dell’ottenuto risparmio di spese legali, che nel corso del 2010 hanno valorizzato per 75 milioni di euro, ora azzerate a costo zero. Come nel caso dell’abbattimento di una struttura metallica che da anni impediva il completamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Nocera, fermo da anni e ora prossimo all’apertura. Come nel caso della messa a regime dell’Ospedale di Sarno, che da anni attendeva di essere utilizzato. Come nel caso del Plesso di Pagani, fermo anch’esso da anni e ora, risolto il problema della centrale termica, prossimo ad accogliere un Polo Oncologico di eccellenza che potrà contare anche su una strumentazione abbandonata da anni e ora rimessa in funzione grazie all’iniziativa di un dirigente medico e ai lavori realizzati in pochi giorni. Come nel caso dei processi di razionalizzazione avviati a Vallo e a Polla – Sant’Arsenio. Come nel caso della necessità, defatigante, di sanare decine di situazioni relative a contratti per l’erogazione di servizi esiziali per l’Azienda e per i livelli di assistenza ai cittadini, e di prorogare questi contratti fino all’evasione, in tempi ragionevoli alla luce delle forze amministrative utilizzabili nella Funzione Centrale Provveditorato, le relative procedure di evidenza pubblica. Come nel caso dei primi posti per dirigenti messi a concorso in modo assolutamente trasparente. Come nel caso della trasparenza e della equità di trattamento introdotti in tema di mobilità. Come nel caso, ora, della necessità di intervenire sulle drammatiche carenze del personale, in attesa che il decreto 49, la cessione all’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno di 4 Presidi Ospedalieri e altre situazioni in evoluzione inizino a produrre effetti nei prossimi mesi: si tratta di decine di convenzioni già approvate e dell’immissione di 140 unità di infermieri per i prossimi 4 mesi.
Senza promesse. Senza false illusioni. In silenzio, rappresentando le cose dopo averle fatte. Con serietà.
Nel pieno rispetto delle regole in un’Azienda che ha perso 600 milioni di euro, oltre
mille miliardi delle vecchie lire, in 27 mesi!

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