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Un recente gazebo con Roberto De Luca

Un recente gazebo con Roberto De Luca

Referendum costituzionale, Landolfi esulta: "Raccolte oltre 22 mila firme"

In campo a sostegno delle riforme targate Renzi-Boschi il Partito Democratico e i Giovani Democratici. Mazzeo: "Un Sì per abolire il Cnel e le Province, per togliere poteri alle Regioni inefficienti. L'alternativa è il nulla"

Oltre 22mila firme raggiunte per la sottoscrizione del referendum in provincia di Salerno sono un primo e significativo risultato in vista dell’appuntamento del prossimo ottobre. Lo annuncia il segretario provinciale del Partito Democratico Nicola Landolfi, che spiega: “Sentiamo il dovere di ringraziare tutti, dal Presidente della Regione ai Sindaci, dai Segretari ai nostri riferimenti di zona per avere fatto in modo che la Provincia di Salerno, da sola, superasse il numero delle firme raccolte dal resto della Regione. A questa prima mobilitazione, in modo coerente e conseguente, dobbiamo adesso far seguito con la costituzione dei comitati per il SI; aprendo alla società civile, alle associazioni, ai movimenti, a tutti quelli che vogliono dare una “spinta dal basso” per approvare riforme che possono cambiare in meglio la storia del nostro Paese. Lo abbiamo detto e lo abbiamo ribadito sabato scorso a Napoli con Piero De Luca e Maria Elena Boschi che, presentando il Comitato “Ragione Pubblica”, hanno sottolineato l’esigenza e l’importanza di fare del SI al Referendum una battaglia culturale e civile, ma anche un’occasione di incontro con la gran parte dei nostri concittadini” conclude Landolfi.

Nelle piazze salernitane anche i Giovani Democratici che rivendicano la campagna a favore del referendum di ottobre: “Basta un Sì per dire addio al bicameralismo paritario, per cancellare poltrone e stipendi (si tagliano 315 stipendi). I 100 senatori che rimangono saranno espressione dei territori, senza indennità - rilancia Marco Mazzeo, segretario dei Giovani Democratici di Salerno - Un Sì per abolire il Cnel e le Province, per togliere poteri alle Regioni inefficienti. L'alternativa è il nulla: ovvero la palude burocratica”.

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