Regione Campania in zona gialla: l'analisi del deputato Nicola Provenza (M5S)

“Situazione molto critica da un punto di vista amministrativo e gestionale. È necessario monitorare i dati con elevato senso di responsabilità”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“In base ai dati ufficiali trasmessi dalla Regione Campania la situazione risulta seria ma non uniformemente grave. Se poi dovesse essere più grave di quanto non dicano i dati trasmessi, ci sarebbe da chiedersi se ci troviamo di fronte a un difetto comunicativo o ad una carenza di capacità assistenziale non più mascherabile”. Così Nicola Provenza, parlamentare del Movimento 5 Stelle, commenta la decisione del Governo sulla Campania che resta, per il momento, zona gialla. “Inevitabilmente, con l'aumento dei tamponi registrato a partire dalle ultime settimane di settembre, non poteva non manifestarsi un trend di crescita dei positivi. Di fatto non sono stati attuati i dettami del Decreto Rilancio, in particolare in riferimento al potenziamento delle Usca (le Unità speciali di continuità assistenziale), all'assistenza domiciliare integrata distrettuale per i covid positivi, alla tutela dei pazienti fragili, all'individuazione di strutture intermedie di ricovero per asintomatici e all’implementazione tecnologica mediante la telemedicina. Azioni queste che avrebbero rappresentato una assunzione di responsabilità amministrativa lucida e concreta in forza della quale poter poi alimentare un sentimento condiviso di responsabilità individuale e affrontare la gestione dell'emergenza con un senso civico e non cinico”.  Sulla richiesta dei medici di un lockdown nazionale, secondo Provenza, deve prevalere la logica della gradualità e della proporzionalità rispetto alla quale i presidenti di Regione possano poi adottare misure congrue relativamente alla situazione delle singole province. “L'emergenza covid - prosegue Provenza - ha disvelato la debolezza di un pensiero politico, amministrativo e gestionale che evocava l’autonomia e di fatto non ha conseguentemente mostrato la volontà di assumersi la relativa responsabilità, ad eccezione di alcune Regioni che  hanno mantenuto un alto profilo del loro ruolo di garanti della tutela della salute dei propri cittadini nonché di  leale collaborazione istituzionale”.  Sulla scuola, invece, la linea resta quella di alcune settimane fa: “Per noi del M5S rimane l'ultima istituzione a dover subire misure totalmente restrittive fino alla chiusura - conclude Provenza -. L'instancabile lavoro svolto negli ultimi mesi per garantirne la frequenza in sicurezza può rappresentare un modello virtuoso e replicabile di convivenza con il virus. E’ evidente che questo non può non essere supportato da quella che viene definita la gestione del pre e del post-scuola”.

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