Revisione Puc, opposizioni unite all'attacco: "Pronti a ricorrere al Tar"

I consiglieri di Forza Italia, Giovani Salernitani-Dema, Salerno di Tutti e La Nostra Libertà criticano il Piano Urbanistico Comunale redatto dalla maggioranza progressista e si dicono pronti alla battaglia legale

La conferenza stampa

Conferenza stampa dei gruppi di opposizione, a Palazzo di Cittá, contro il Puc, il Piano urbanistico comunale. Assente solo Zitarosa per un improvviso contrattempo. "Tutti riuniti e uniti - hanno spiegato i consiglieri comunali - per chiedere l'annullamento in autotutela del documento urbanistico”. E annunciano: “Se non ci fosse valuteremo il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale”.

Le critiche

Il consigliere di “Salerno di tutti” Gianpaolo Lambiase ha attaccato a muso duro il Puc denunciando: "Gli elaborati che sono stati presentati per la revisione decennale del Piano urbanistico comunale sono ambigui, perchè non si capisce bene quali siano gli obiettivi di sviluppo. Sono carenti, perchè mancano indagini che erano indispensabili per una rivisitazione del piano urbanistico e sono difformi da alcuni articoli della Legge Regionale 16/2004 che disciplina la redazione dei piani regolatori. Non rispetta le norme tecniche - ha spiegato Lambiase - e non sono stati presi in considerazione gli incrementi di volume fatti con i piani casa. Non c'è censimento delle case vuote all'interno del patrimonio edilizio esistente. Le nuove sono invendute e si aggiunge un calcolo di nuovi alloggi già fatti e realizzati e che non rientrano nelle previsioni del piano. Se si tiene conto di tutto ciò, come si fa a dire che si vuole continuare a costruire per i prossimi dieci anni, come previsto venti anni fa, epoca alla quale risalgono le indagini? Risalgono al 1999 e sono state proposte nel 2006. Ora le indagini vanno aggiornate. E' una contraddizione in termini. Ci vuole un dimensionamento con il censimento. C'è anche una normativa all'interno del nuovo Piano che non rispetta le aree agricole, perché consente di fare tutto anche in zone non edificabili. Non si fa inoltre alcun riferimento al piano della mobilità di beni e persone. Quando si decide di fare 6mila alloggi nuovi, bisogna stabilire anche quante fognature, quante strade, quante scuole servano. Tutto questo va scritto e vanno indicati gli impegni economici che il Comune assume (gli atti di programmazione). Questo è grave, perché si è già verificato che il Comune non abbia impegnato i soldi necessari a realizzare servizi, reti e standard per 400mila mq di terreno (aree di composizione), ceduti gratuitamente dai lottizzatori al Comune per realizzare servizi previsti dal Piano Regolatore".

Polemico anche il consigliere di Giovani Salernitani-Dema Dante Santoro: "Con mezzucci stanno mascherando la nuova cementificazione. Diciamo, invece, che bisogna dare precedenza ai cittadini salernitani e alla qualità della vita, anziché alle lobby e ai privati". Duro attacco da parte de capogruppo di Forza Italia Roberto Celano: "Dubbi, tanti dubbi. Abbiamo 133mila abitanti a Salerno e quindi paghiamo un gap sia rispetto a quando abbiamo anticipato il Puc (149mila) sia per il punto di approdo, perché viene progettato un piano urbanistico per 180mila abitanti, che riteniamo sproporzionato. Stanno dando vita ad una cementificazione selvaggia, alla devastazione. L'amministrazione cementifica nelle ultime aree verdi che dovrebbero, invece, essere utilizzate per sport, fiere e turismo. Avrei avuto vergogna a portare Lotti a Salerno. I piccoli proprietari sono danneggiati. Non siamo disponibili a dare delega in bianco a nessuno nè ad un sistema di famiglia che ha già devastato la città, considerati i palazzi edificati sul Masso della Signora ed a Giovi. Con questo Puc si può fare tutto dappertutto. Non si vota un piano urbanistico, non ce n'è traccia. Non capiamo quale sia l'identità produttiva di questa città, e non a caso per questo motivo Salerno ha perso 15mila abitanti. Non si pensa alla qualità della vita e noi, invece, replichiamo con una prospettiva diversa, indispensabile, vitale. C'è necessità di imporre l'edificazione prima della parte pubblica a tutti gli imprenditori che investiranno in questa città da qui in avanti. Fino a questo momento, invece, chi ha investito ha privilegiato la parte privata e ha lasciato la città senza urbanizzazione dei quartieri e senza la parte pubblica degli interventi. A Fratte, ad esempio, mancano gli standard. A Santa Teresa c'è un mostro di cemento, il Crescent, e mancano piazza e parcheggi. A Marina d'Arechi abbiamo il ponte ma manca la parte pubblica dell'intervento, cioè ponte, bouvette e parcheggi. Il centro storico, in precedenza parte trainante con il suo commercio, ora è in crisi perché la parte pubblica dell'intervento non è stata realizzata. Il Comune di Salerno deve chiedere scusa a questa città". 

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Le conclusioni sono state affidate al presidente della Commissione Trasparenza Antonio Cammarota: "C'è un presupposto di vera emergenza democratica, denunciamo l'arroganza del potere. Il Puc è falso, è incerto perché non tiene conto del piano casa, per Marina d'Arechi abbiamo saputo che sono state perse addirittura le carte. Facciamo conferenza qui al terzo piano di Palazzo di Città, perchè c'è stata negata la Sala Giunta. Veniamo da visioni politiche diverse ma il dato politico -oggettivo - è che oggi sono presenti tutti i gruppi di opposizione. Negli anni '70 la gente ha acquistato case e adesso vede dimezzato il proprio valore. Assistiamo ad una cementificazione selvaggia, senza precedenti. Ci opporremo con tutte le nostre forze, siamo pronti ad arrivare fino al Tar, se non ci fosse annullamento in autotutela”.

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