Riattivazione della Sicignano - Lagonegro, il governo risponde a Iannuzzi

Serve un nuovo studio di fattibilità che preveda un contenimento dei costi: la riattivazione sarà a carico della regione Campania e della provincia di Salerno

La stazione di Sicignano degli Alburni (wikipedia)

Ripristinare la linea ferroviaria Sicignano degli Alburni - Lagonegro ma contenendo al massimo i costi, pur garantendo soluzioni funzionali: il ministero dei Trasporti, nella persona del sottosegretario Rocco Girlanda, ha risposto alla interrogazione presentata il 14 maggio 2013 dal deputato del partito democratico Tino Iannuzzi. Una interrogazione analoga era stata presentata, in seguito, dalla deputata Pdl Deborah Bergamini. La ferrovia in oggetto, che attraversa 22 comuni del vallo di Diano (tutti in provincia di Salerno tranne Lagonegro, provincia di Potenza), con un territorio di 90mila abitanti e un bacino di utenza notevolmente superiore, è stata interrotta nell'utilizzo nel 1987 ma non è stata dismessa. Per rimettere in sesto la linea ferroviaria, secondo uno studio sviluppato nel 2007 dalla regione Campania, servono circa 400 milioni di euro: una cifra giudicata troppo alta. In seguito quindi, come riferito dal ministero, Rete ferroviaria italiana ha avviato un nuovo studio di fattiblità per verificare la possibilità di ripristinare la linea ferroviaria con un contenimento dei costi.

Ridurre appunto al massimo i costi prevedendo soluzioni tecnologicamente adeguate ma il più possibile funzionali, essenziali e realistiche. In tale ottica, come riferito dal ministero e come riportato da Tino Iannuzzi in una nota, la provincia di Salerno e la regione Campania devono utilizzare proprie risorse - anche utilizzando i fondi europei - per la realizzazione del progetto. La provincia di Salerno, ha riferito Iannuzzi, si è impegnata sin dal 2005 con un finanziamento di 25 milioni di euro. Il deputato del partito democratico ha aggiunto che è necessario recuperare il finanziamento di 15 milioni di euro, erogato dallo Stato con la legge numero 376 del 2003 e ad oggi non ancora utilizzato.

Tino Iannuzzi - si legge in una nota - continuerà ad incalzare il governo affinchè, senza rinvii ed altri ritardi, Rfi consegni effettivamente il nuovo studio di fattibilità a settembre, atteso che la nuova ipotesi progettuale è assolutamente decisiva per mettere in cantiere la riattivazione di una linea, che nel vallo di Diano può assicurare un collegamento alternativo all'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e che da tempo e' fortemente attesa dai sindaci e dagli amministratori locali e da tanti cittadini riuniti anche in un comitato molto attivo e determinato.

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