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Inammissibilità per il ricorso contro Cirielli: il Pd non ci sta

I consiglieri: "In tal modo risulterebbe frustrato il diritto alla giustizia sancito dalla nostra Costituzione"

Davvero sorprendente, secondo i consiglieri del Pd, Tommaso Amabile, Giovanni Coscia, Giovanni Savastano e Simone Valiante, la pronuncia del giudice monocratico del Tribunale di Salerno circa l'inammissibilità del
ricorso sull'incompatibilità di Edmondo Cirielli.

"Seguendo la tesi del giudice salernitano, si potrebbe agire in giudizio solo per obbligare I'ente a provvedere, ma non per giudicare se il modo di prowedere è avvenuto nel rispetto della legge - spiegano i consiglieri - Sempre seguendo tale tesi, risulterebbe sottratto ai cittadini rivolgersi  al giudice per chiedere un intervento correttivo di atti illegittimi in materia di cariche elettive. E' una conclusione davvero singolare, perché in tal modo risulterebbe frustrato il diritto alla giustizia sancito dalla nostra Costituzione".

Ad ogni modo, sono cambiate le cose dall'anno del ricorso: "E' divenuta efficace la norma della legge I48/2012 che sancisce I'incompatibilità fra cariche elettive monocratiche e mandato parlamentare: una nuova pronuncia del giudice in eventuale grado di appello comporterebbe solo un formale rinnovo della procedura, senza alcun effetto innovativo sul piano pratico, dal momento che l'incompatibilità allo stato, diversamente dal settembre 2012, sussiste effettivamente", incalzano dal Pd.

"Sollecitiamo il Ministero degli interni ad attivare lo scioglimento del Consiglio provinciale di Salerno con procedura analoga a quella del Consiglio provinciale di Napoli e che non era stata attivata proprio per la
pendenza del ricorso innanzi al Tribunale ordinario", concludono i consiglieri.

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