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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Rinvio consiglio, i grillini a De Luca: "Il Comune non è la tua depandance"

Il parlamentari salernitani del M5S hanno depositato a Palazzo di Città una copia della sentenza del tribunale di Salerno che ha dichiarato "decaduto" il sindaco viceministro

I parlamentari salernitani del Movimento Cinque Stelle hanno protocollato a Palazzo di Città la sentenza del tribunale di Salerno che, nei giorni scorsi, ha dichiarato “decaduto” dall’incarico di sindaco Vincenzo De Luca. Questa decisione è nata perché il primo cittadino ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna notifica da parte dell'ufficio giudiziario

"Il sindaco di Salerno non può dire di non averla ricevuta – dicono Andrea Cioffi, Angelo Tofalo, Silvia Giordano e Mimmo Pisano - Il rinvio del consiglio comunale che doveva decidere sulla sua decadenza, è un'offesa per la casa di tutti i cittadini salernitani. L’assise cittadina sta commettendo per l’ennesima volta un abuso. Ha il dovere di pronunciarsi sulla situazione di incompatibilità di De Luca, che occupa da quasi 300 giorni due poltrone facendo carta straccia della legge e della decenza politica".

Poi gli esponenti grillini ricordano come “il governo dimissionario rimane in carica fino a quando non viene sostituito dal successivo, il che avviene dopo che il parlamento concede la fiducia al nuovo esecutivo, che diventa operativo dopo il giuramento. Oltre ad integrare un illecito penale il rinvio immotivato del consiglio determina una situazione di persistente inadempimento che rafforza ulteriormente la richiesta di scioglimento dell’assise. Il consiglio comunale deve prendere atto della dichiarata decadenza sancita dal tribunale di Salerno e che la deliberazione di incompatibilità emessa dall’Antitrust, sebbene impugnata non è stata sospesa dal Tar del Lazio”.

"Il consiglio comunale  - concludono - rappresenta la casa di tutti i salernitani e non la “depandance” del decaduto Vincenzo De Luca. Decidere di annullare una seduta è un abuso oltre che l’ennesimo atto di arroganza da parte di un sindaco convito di gestire la città come se fosse solo “cosa sua”.

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