Rispetto protocolli sanitari si, restrizioni delle agibilità politiche no: le idee dell'associazione Andrea Proto Franz Cittadino

Sino ad ora nessun accenno sulla ripresa delle attività culturali specie quelle di base e delle forme di associazionismo che operano da sempre territorialmente in piena autonomia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Sul Coronavirus tante cose si sono dette e scritte. A distanza di due mesi si stanno verificando, relativamente alle attività produttive, le possibilità di una eventuale ripresa (fase 2) dopo il 4 Maggio con la speranza che vengano rispettate tutte le norme che salvaguardino la salute delle lavoratrici/lavoratori. Sino ad ora nessun accenno sulla ripresa delle attività culturali specie quelle di base e delle forme di associazionismo che operano da sempre territorialmente in piena autonomia grazie anche alle forme di autofinanziamento che, per le attuali norme del distanziamento sociale, vedono venir meno quelle forme di sussistenza, fondamentali al mantenimento in essere delle esperienze socio/politico/culturali/aggregative attualmente attive nel territorio.

•    Per gli spazi sociali, autogesti ti e non, presenti in città, tra cui  lo Jan Assen (Asilo Politico) che in metà maggio entra anche nel 27° anno di autogestione  e di r/esistenza per il quale i concerti e le sottoscrizioni popolari hanno permesso non solo di effettuare lavori ma anche e principalmente il  pagamento delle bollette (luce ed acqua).
La cultura e le realtà culturali politiche associative, da sempre sono impegnate, sia localmente che a livello nazionale, contro ogni forma di imbarbarimento sociale ( razzismo/xenofobia/omofobia e rigurgiti neo-nazifascisti) e per la solidarietà internazionale verso quei popoli fatti oggetto di restrizioni della libertà vedi Palestina le comunità Kurde, anche in questa fase di piena pandemia.
Il volontariato politico/culturale (una volta il termine era militanza) dell’associazionismo di base mai come ora diventa utile e fondamentale per fronteggiare forme e comportamenti umani condizionati da aggressività, autolesionismo, depressione, e varie complicanze sotto l’aspetto psico-somatico a cui potrebbero aggiungersi le difficoltà a relazionarsi con il prossimo, tutte fenomenologie che potrebbero manifestarsi, una volta che svariate umanità, attualmente in auto isolamento, ritornino ad una pseudo normalità della vita quotidiana.
Il Coronavirus, con tutte le tragedie umane che ha causato, ha messo a nudo i danni derivati dalle privatizzazioni, in primis quello della sanità e del resto dei servizi pubblici, dalle povertà e precarietà, causata dalla distruzione dello stato sociale e  che stanno anche alla base del sovraffollamento della carceri che hanno scatenato  le rivolte.

L’autoisolamento accomunato alle paure di ammalarsi ha determinato un clima di incertezze, anche sul non sapere come sarà il domani, tutti fattori che stanno innescando nei pensieri di una parte della popolazione la necessità della miltarizzazione dei territori, coprifuochi ecc. (come fossimo in tempi di guerra) con forti richiami ed appelli alla necessità di un uomo forte che guidi il Governo, a cui si è aggiunto in questi mesi l’uso/abuso della terminologia“Guerra“.

Le esternazioni sulla necessità di un Regime come risoluzione del problema Pandemia come la caccia all’untore ed il facile veicolare delle stesse nei pensieri delle persone, oltre a sentirle le si avvertiva anche epidermicamente nelle file davanti ai supermercati.

Tutti pensieri ed esternazioni non solo pericolosi ma totalmente negativi e diseducativi.  E’ per tali motivi che diventa necessario, pur convivendo con il Coronavirus e nel rispetto dei protocolli sanitari, iniziare ad ipotizzare forme di “evasioni domiciliari” propedeutiche per un ritorno alla vita sociale reale e non virtuale tese a valorizzare gli aspetti ed i tempi umani traendo allo stesso tempo utili suggerimenti dai nervi scoperti dal Coronavirus relativamente alle disastrose e scellerate scelte politiche messe in atto nei decenni passati per ipotizzare modelli socio-relazionali compatibili con la natura, l’ambiente e la salute.

Per comprendere, intuire e desumere le volontà politiche circa le interpretazioni sulla “Convivenza con il Coronavirus“ senza restringere/limitare/impedire le libertà  dell’agire politico basterebbe, partendo da un piccolo esempio, porre una semplice domanda, al Prefetto, Questura  e Sindaco di Salerno :

•    Il 25 Aprile ed il Primo maggio per effettuare momenti di testimonianze e di commemorazione storica in luoghi all’aperto (es. giardini esterni del Centro Sociale Jan Assen) qualche piazza, in pieno rispetto delle norme e prescrizioni quali il distanziamento “sociale “, basta solo comunicare l’evento alla questura?
dalla risposta a questa semplice domanda si potrebbe, per quanto concerne la tenuta democratica sia in città che nel resto del paese, già desumere lo scenario prossimo futuro a partire dal post 4 Maggio.
 

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