Recupero delle periferie: Gianpaolo Lambiase contro il Governo

Lambiase: "Il nuovo Governo, in continuità con il Governo Renzi, prende in giro gli italiani con promesse che non può mantenere, con annunci di un improbabile calo della disoccupazione e di una falsa crescita economica"

Gianpaolo Lambiase

Gianpaolo Lambiase, consigliere comunale di Salerno di Tutti, ha commentato l'elenco degli studi di fattibilità approvato dal Governo Gentiloni per il recupero delle periferie. "Il nuovo Governo, in continuità con il Governo Renzi, prende in giro gli italiani con promesse che non può mantenere, con annunci di un improbabile calo della disoccupazione e di una falsa crescita economica - ha commentato - Ha fatto, però, rispetto al precedente un salto di qualità: non inganna solo la popolazione, vuole ingannare anche gli Enti Locali, i Comuni".

"Aveva ragione chi esprimeva forti perplessità e preoccupazioni sul fondo nazionale destinato al recupero delle periferie - continua Lambiase - Il Governo ha approvato l’elenco di 120 progetti/studi di fattibilità dei Comuni Capoluogo e delle Aree Metropolitane, per una spesa complessiva di 2 miliardi e 61 milioni di Euro, a cui bisognerà aggiungere una cifra simile per i probabili investimenti privati. La disponibilità concreta, però - incalza il consigliere comunale - è di appena 500 milioni di Euro, cifra ridicola stanziata a dicembre 2015 dal Governo Renzi. Il nostro Comune sembra rientri in posizione utile in graduatoria, tra i fortunati vincitori di questa specie di lotteria statale. Dovrebbe ricevere 18 milioni di fondi pubblici, cui dovranno aggiungersi 8 milioni di investimenti dei privati. Il progetto, per la verità, è un progetto utile, perché finalmente prevede il risanamento ambientale ed il recupero delle aree ormai abbandonate dei vecchi prefabbricati leggeri di Fratte, Matierno ed Ogliara adoperati in emergenza dalle famiglie terremotate".

Il vero problema, secondo Lambiase, sta nella difficotà di accedere al finanziamento: "Dalla registrazione della Convenzione da parte della Corte dei Conti (la firma è avvenuta il 6 marzo), il Comune deve entro 60+60 giorni approntare i progetti definitivi ed esecutivi accompagnati da tutte le autorizzazioni previste per legge. Deve di fatto anticipare i fondi per la realizzazione delle opere, che verranno rimborsati solo in parte durante l’esecuzione ed il resto a collaudo effettuato ed a pagamenti già resi alle imprese esecutrici. E non basta - continua - se si accumulano minimi ritardi nei lavori in corso, se una parte dell’intervento previsto non sarà completata, causa la mancata disponibilità del cofinanziamento privato, al Comune sarà revocato il finanziamento. Mi meraviglia come tanti sindaci, attenti ed esperti amministratori, si siano prestati al ruolo di comparsa accompagnando lo spot mediatico messo in onda dal Governo per propagandare un impegno fasullo” ha concluso amareggiato Lambiase.

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