Consulenze affidate ad una ditta di Torre del Greco: scoppia il caso a San Marzano sul Sarno

Il gruppo “Insieme per costruire” punta il dito sulla decisione di affidare una consulenza di 1.000 euro a persona a una ditta napoletana per il coordinamento l’attività dei volontari presso il Comune

Consulenze per il servizio civile nel mirino dell’opposizione a San Marzano sul Sarno. Il gruppo “Insieme per costruire” punta il dito sulla decisione di affidare una consulenza di 1.000 euro a persona a una ditta di Torre del Greco per il coordinamento l’attività dei volontari presso il Comune, fornendo loro indicazioni per il conseguimento delle finalità da raggiungere.

La polemica

Per questa operazione l’Amministrazione marzanese sborsa un contributo forfettario di 1.000 euro, più Iva, per ogni giovane impegnato. “L’iniziativa di utilizzare questa società - scrivono in una nota gli esponenti del gruppo - appare poco chiara, poiché in altre città dell’Agro nocerino sarnese e della provincia di Salerno il tutto avviene in maniera totalmente gratuita per l’Ente. Questo accade perché ogni Comune organizza autonomamente il servizio. Basta prendere ad esempio Amministrazioni come Pagani, Baronissi. Se invece si sposta lo sguardo su cooperative e altri Enti troviamo che l’operazione avviene a costo zero per il Consorzio Agro Solidale, di cui il Comune di San Marzano sul Sarno fa parte, la Diocesi di Nocera-Sarno, le associazioni “Il Punto” di Baronissi e la “Eco Onlus” di Scafati. Perché il Comune ha sborsato qualcosa come una cifra forfettaria di circa 50mila euro in 5 anni tra impegni di spesa e liquidazione? Si trattasse anche di un euro sborsato in maniera sbagliata ci troveremmo davanti a un danno erariale per le casse municipale”. Da qui, la richiesta di garantire maggiore trasparenza sulla procedura: “Quella del servizio civile resta un’esperienza importante e positiva per i nostri giovani, ma l’approccio alla soluzione del problema è sbagliata. Invitiamo gli assessori a essere più attenti alla gestione della cosa pubblica, soprattutto quando si danno incarichi a società che non si conoscono. Nella procedura di affidamento del servizio sono ravvisabili diverse violazioni di legge. In primo luogo, la Giunta ha palesemente travalicato i propri compiti di indirizzo politico-amministrativo e si è attribuita nel caso di specie poteri di gestione spettanti ai dirigenti dell’Ente. Così, si è contravvenuto innanzitutto alla legge in materia, secondo cui la stipula dei contratti deve essere preceduta da un’apposita determina del responsabile del procedimento di spesa. In questo documento deve essere indicato l’oggetto del contratto, le sue clausole essenziali, le modalità di scelta del contraente e le ragioni che ne sono alla base. Per il Servizio civile si è pertanto verificato un capovolgimento dell’impostazione di fondo, che snatura il regolamento degli Enti locali. Pertanto, da un lato la Giunta si è arrogata i poteri di gestione e, oltre a definire l’intero contratto, ha scelto a chi affidare l’incarico. In questo contesto, il funzionario comunale si è adeguato alle decisioni della parte politica e così ha abdicato ai propri compiti” concludono gli esponenti della minoranza.

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