Tabacchificio Ati a Pontecagnano, il Partito Comunista: “Basta con le chiacchiere”

Invitiamo i cittadini a prendere coscienza che questo complesso, ancora oggi, dopo innumerevoli promesse, è ancora lì, ricoperto di amianto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Apprendiamo per l'ennesima volta dalla pagina del Sindaco Lanzara la dichiarazione di volontà di iniziare i lavori di rimozione dell'amianto, di riqualificazione e riconversione del complesso del Tabacchificio ATI (un'area di circa 35 mila mq) invitandoci ad immaginare una realtà diversa da quella che si presenta oggi:

NOI INVITIAMO A FARE L'ESATTO CONTRARIO.

Invitiamo i cittadini a prendere coscienza che questo complesso, ancora oggi, dopo innumerevoli promesse, è ancora lì, ricoperto di amianto, le cui fibre, aiutate dagli agenti atmosferisci dalle condizioni metereologiche avverse (soprattutto di questi giorni) infestano tutta l'aria della città: aria che hanno respirato in particolare i bambini che frequentano la scuola primaria di "Campo Sportivo" e i residenti limitrofi all'area.

Il consiglio comunale ha votato la mozione sulla monetizzazione degli standard urbanistici: gli standard urbanistici definiscono le quantità minime di spazi pubblici (aree per l'istruzione, aree per attrezzature di interesse comune, aree per il verde attrezzato, aree per i parcheggi) da prevedere in relazione agli insediamenti. Quando si costruisce e questi spazi non sono "reperibili", l'amministrazione prevede la possibilità di "monetizzare" lo standard, ovvero di ricevere un compenso in denaro anziché imporre la costruzione di spazi pubblici, servizi, verde per i cittadini. Ecco perché ora l'ipotesi più accreditata rimane quella di un’area dove saranno costruiti alcuni stabili abitativi con un area verde adiacente e nessuna riconversione utile alla cittadinanza (cosa che verrà discussa nell'approvazione del nuovo PUC). Altre presenze di amianto sono state riscontrate nel terreno adiacente il tabacchificio ATI e lungo il litorale, dove ancora oggi sono tenuti in piedi edifici abusivi costruiti con tettoie di amianto (su terreni anche di proprietà della Curia) mentre, dopo continue segnalazioni, le aree di Via Como e Casa Parrilli sono state bonificate. E la gravità di questa situazione è che, mentre molte forze politiche si arringano meriti che non hanno, nessuno, tranne i comunisti e altre associazioni che insieme all'attuale responsabile regione dell'ambiente e delle Risorse naturali del Partito Comunista Campano, Fabio Natella, in passato si sono impegnate per la bonifica dell'area (come per esempio l'Associazione Ombra o il Comitato BonificAmianto), si occupa della situazione concreta e dei disagi reali della popolazione.

Chi pagherà per i danni causati a queste persone? Ma soprattutto, qualcuno pagherà? Chiediamo che sia fatta chiarezza sulla data dei lavori declamati da un anno dal Sindaco Lanzara e dall’Assessore Carmine Spina e che il Privato (Tale Budda S.R.L.), che dovrebbe iniziare i lavori di rimozione e smaltimento e riqualificazione dell’area, dia una data definitiva . L’amianto per il momento resta in loco nei pressi di un museo, un oratorio, una scuola elementare e le abitazioni in pieno centro, in una situazione indecente e indecorosa soprattutto da parte di chi si fa portavoce di sviluppi sostenibili e riqualificazione del verde urbano.

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