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Covid nelle scuole a Salerno, Fi e Coordinamento Salute: "Quanto sono costati i tamponi della Ebris?"

Esplode la polemica politica sulla campagna di vaccinazione e sul ruolo della Fondazione Ebris. A chiedere chiarimenti al sindaco i consiglieri Celano e Russomando

I consiglieri comunali di Forza Italia Roberto Celano e Ciro Russomando hanno inviato un’interrogazione al sindaco Vincenzo Napoli per avere luci sulla campagna vaccinale anti-Covid e, in particolare, sulla fondazione Ebris, individuata quale partener dell’iniziativa. Da qualche giorno è stata avviata nella città di Salerno una campagna di screening nelle scuole rivolto ad allievi e personale scolastico, che è stata promossa dal Comune di Salerno in accordo con la Regione ed in collaborazione con la fondazione Ebris, Ente individuato per la somministrazione dei test.  “La fondazione Ebris – spiegano Celano e Russomano - nella cui compagine amministrativa sarebbe presente esponente con ruoli di rilievo in Regione ed a livello nazionale, sarebbe beneficiaria, altresì, di finanziamenti della Regione ed avrebbe già operato analoga attività presso le scuole della Costiera Amalfitana, in tal caso, parrebbe, a spese dell’imprenditore Aponte”. Allo stato, però, “non è dato allo stato di sapere chi, per la campagna di screening nel capoluogo, abbia selezionato la fondazione Ebris e con quale criterio”;  e “non si conosce, inoltre, il costo della campagna in questione, né chi abbia pagato per il servizio offerto dalla fondazione Ebris”. Per questo i due esponenti dell’opposizione chiedono di sapere: quanto è costata la campagna di screening rivolta a discenti e personale scolastico della città capoluogo (costo per tampone ed impegno di spesa complessivo); chi ha individuato la fondazione Ebris come partner dell'iniziativa; con quali criteri è stata individuata la fondazione in questione per la somministrazione dei test; nel caso in cui si fosse trattato di "affidamento diretto", se non vi fossero altri Enti o laboratori in condizione di offrire analogo servizio ed, eventualmente, di concorrere per l'assegnazione in condizioni paritetiche; chi ha pagato per la somministrazione dei test presso le scuole cittadine”.

L'altra polemica 

Sempre sul ruolo svolto dalla Fondazione Ebris, si registrano le critiche del Coordinamento Provinciale Salute Salerno: “Continua a Salerno l’attacco alla Sanità pubblica. Non bastava avere un sistema di riabilitazione privatizzato, l’assistenza domiciliare interamente appaltata e lo sdoganamento del privato accreditato per effettuare i tamponi sin dai primi mesi di pandemia: in un territorio in cui le istituzioni sanitarie hanno creato un sistema perfetto per spingere i cittadini a rivolgersi al privato anche per un semplice elettrocardiogramma, perfino i test destinati a studenti e personale scolastico vengono realizzati, oggi, da un privato!”.  Nel mirino, quindi, la Fondazione Ebris, nel cui consiglio di amministrazione siede Enrico Coscioni, braccio destro del governatore in tema di sanità ma anche presidente dell’Age.na.s. (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), sotto indagine nell'inchiesta sugli appalti dell'emergenza Covid in Campania. “La stessa fondazione – denuncia il Coordinamento Salute - che ha siglato con l'istituto Zooprofilattico, a ridosso delle festività natalizie, una convenzione da 120mila euro per uno studio sui disturbi dello spettro autistico nei bambini”. Si tratta della stessa fondazione “ospitata in uno stabile pubblico, alla quale la Regione, a novembre 2020, aveva affidato un progetto da 300mila euro per la ricerca sul Covid e la "prevenzione del danno polmonare acuto in pazienti anziani". E che, due anni fa, “ha ricevuto un finanziamento di circa 14 milioni sull’autismo in un progetto in collaborazione, tra gli altri, con l’Asl di Salerno, che di milioni, però, ne ha ottenuto soltanto 1”. Di qui i seguenti quesiti: “Dove vengono analizzati i tamponi effettuati dalla Fondazione Ebris? Viene effettuata la ricerca di eventuali varianti? Chi è l’ente che ne garantisce la qualità?”. Infine, le seguenti proposte: istituzione delle Consulte comunali della Salute; applicazione sperimentale delle Case della Salute; potenziamento delle attività delle USCA; sperimentazione di presidi sanitari nei quartieri a più alta deprivazione sanitaria; programmi, tempistiche e piani operativi per il recupero delle liste di attesa dei pazienti non Covid; - percorsi chiari per esprimere adesione ai piani vaccinali;trasparenza sui dati sanitari, con un focus specifico sulla diffusione del contagio nelle scuole. 

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