Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Turismo straniero, Adinolfi (FI): "Troppa burocrazia, molti non scelgono l'Italia"

L'europarlamentare salernitana interviene sulle criticità che sta affrontando il settore del turismo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

“Scegliere l’Italia e, quindi, anche la nostra Regione per i turisti stranieri non sarà affatto semplice. L’assenza di un’adeguata programmazione turistica nei mesi scorsi e regole in alcuni casi fin troppo rigide hanno praticamente dirottato i turisti stranieri verso altri Paesi europei, che si sono mossi in netto anticipo. La sola compagnia britannica TUI, che faceva in media 18 voli settimanali su Napoli, ne farà, quando verranno meno le limitazioni,  non più di 5 o 6”. È quanto dichiara l’europarlamentare salernitana di Forza Italia, Isabella Adinolfi, che nei giorni scorsi ha incontrato diversi operatori del comparto turistico, tra cui Giovannantonio Puopolo, Tour Operator “Incoming” mercati esteri, che già da tempo sta combattendo sulle varie problematiche legate al settore turistico. 

“Ho ascoltato diversi titolari di agenzie di viaggio e purtroppo hanno confermato che la ripresa è molto lenta, contrariamente a quanto si vuole far credere - aggiunge l’onorevole Adinolfi - Troppe regole e in alcuni casi, se ci si muove fuori dai confini europei, anche troppo confuse, che non aiutano né il turista né il tour operator nell’organizzazione di un viaggio. Per non parlare poi delle discriminazioni, come ha sottolineato anche il mio collega al Parlamento europeo Fulvio Martusciello, che avvengono all’interno dei nostri confini regionali, dove si continua a commettere l’errore di promuovere sempre e solo i grandi attrattori, quando abbiamo un patrimonio unico anche nell’entroterra”.“C’è voglia di viaggiare, ma allo stesso tempo questo desiderio è frenato dalle troppe limitazioni - conclude Isabella Adinolfi - Gli aiuti del Governo contribuiscono ad alleviare questa situazione, ma non bastano. Occorre immaginare una ripartenza seria, concreta, anche sotto questo punto di vista, con accordi anche con Paesi extra UE, come gli Stati Uniti, solitamente molto frequentati dai turisti”.

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