Tutela delle biodiversità, Vuolo (Lega): "Al lavoro per salvare il Sarno"

Alla Commissione Ambiente del Parlamento europeo è in discussione una mozione sulla strategia 2030

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Il Sarno può essere tutelato con l'ascolto delle comunità, con un controllo certosino del territorio e un totale smantellamento della struttura burocratica esistente. Pareri vincolanti, pareri obbligatori, vincoli paesaggistici e ambientali, consulenze tecniche, legali e ambientali. Questo e molto altro rappresentano la miriade di carte, bolli e firme che sono necessarie anche solo per ipotizzare un intervento sul fiume Sarno.
In queste ore, in Commissione Ambiente del Parlamento europeo è in discussione una mozione sulla strategia 2030 per le biodiversità. Con vari emendamenti promossi dal friuliano Marco Dreosto e convintamente appoggiati dall’europarlamentare Lucia Vuolo. Si sta cercando di porre alla base della tutela “della conservazione delle aree protette” un rigoroso parere scientifico. “Stiamo cercando di far passare l’idea che la tutela e i vincoli se sono scientifici allora hanno un senso, ma se devono avere una base politica o prevaricatrice a prescindere allora sono assolutamente da evitare, vanno eliminati” spiega l’europarlamentare Lucia Vuolo.
Molti sono gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Tutela e arricchimento della flora e fauna, aumento delle colture e supporto agli agricoltori per l’uso di mezzi eco-compatibili. La strategia sulla biodiversità per il 2030 richiede la necessità di implementare eventuali carenze attuative delle direttive "Habitat e Uccelli".
“L’emendamento che ho maggiormente apprezzato - spiega ancora la Vuolo - è l’invito della Commissione a sviluppare processi di riqualificazione ambientale mediante il ripristino di aree naturali e di zone edificate. Speriamo che in questo modo si possano rimuovere immobili ed infrastrutture inutilizzate, vetuste o fatiscenti”.In contemporanea in Campania, otto enti pubblici, con il Comune napoletano di Striano in testa, hanno sottoscritto il patto per la partecipazione al bando Ue (LC-GD-7-1-2020) che, se sarà in regola e perfettamente redatto, consentirà un energico intervento di ripristino delle biodiversità e dei servizi eco sistemici nei territori del fiume Sarno che hanno aderito.“Spero che tutto vada nel verso giusto - conclude l’europarlamentare Lucia Vuolo - e a Striano e gli altri Comuni dico: io ci sono, chiamatemi. Facciamo rete, è tempo di fare insieme, perché solo con il supporto di tutti il Sarno potrà tornare ad essere un fiume".

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