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Unione Popolare: "Un Paese che non investe nella cultura è un Paese che non ha futuro"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

L'Italia è tra i Paesi europei che spendono di meno per i servizi culturali con una spesa complessiva inferiore a quella dei principali Paesi europei. 5 miliardi di euro a fronte di 14,8 e 13,5 miliardi di Francia e Germania. Nel frattempo, alla Camera dei Deputati, tutti i partiti compresi quelli di maggioranza si impegnano a portare le spese militari al 2% del PIL. In cifre, vuol dire passare, come già annunciato dal Ministro della Difesa Guerini da 25 miliardi a 38 miliardi di euro l'anno.Interviene Giuliano Granato, portavoce nazionale di Potere al Popolo e candidato capolista per la Camera dei Deputati al collegio Campania 2 - PO2: "Ogni euro investito per la guerra è un euro tolto alle risorse delle persone comuni. Un Paese che distrugge i sogni e la cultura come strumento di emancipazione di ognuno di noi, è un Paese che dobbiamo ribaltare e togliere dalle mani di una classe politica indecente. Se continuiamo a lasciare questa terra nelle mani di questi signori la nostra unica prospettiva di futuro è quella di fare la valigia e andarcene. Per non farlo, abbiamo bisogno che tutte le intelligenze di questa terra, di questo territorio si uniscano per costruire un Paese diverso che risponda ai bisogni della gente comune e non della Nato e del complesso militare industriale. La cultura, la formazione e l'istruzione sono la base da cui partire per riprenderci il futuro." Inoltre, secondo le rilevazioni ISTAT la "partecipazione culturale" nel nostro Paese che aveva già subito un importante calo tra il 2019 e il 2020, passando dal 35,1% al 29,8% - tra il 2020 e il 2021 - crolla all'8,3% colpendo in particolar modo il sud. Anche Simona Libera Scocozza, candidata per il collegio uninominale di Salerno alla Camera dei deputati interviene sull'argomento: “Dalla linea di tendenza nazionale, basta volgere uno sguardo al particolare per toccare con mano gli effetti della scelta di tenere i fondi, i servizi e il personale per la Cultura sempre in coda alle priorità di un territorio che ha sempre meno da offrire ai giovani e alle future generazioni. Basti pensare alla battaglia per la Biblioteca Comunale Avallone di Cava de' Tirreni portata avanti da anni da giovani attivisti e attiviste cavesi di Potere al Popolo per chiedere l'impegno dell'amministrazione nell'adeguamento degli orari ai bisogni di studentesse e studenti, una programmazione seria di iniziative culturali e per la diffusione del patrimonio inestimabile custodito da quasi due secoli nell'Archivio Storico. La valorizzazione e il potenziamento dei servizi della Biblioteca Comunale, la costruzione di un Teatro Comunale, sono il primo passo per fermare l'emorragia di giovani che continuano a lasciare la città"

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