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Vallo della Lucania, pazienti cardiopatici controllati da casa con il pacemaker

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel nostro Paese, responsabili del 44% di tutti i decessi

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel nostro Paese, responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare, la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.

I casi

Tra i pazienti cardiopatici quelli portatori di pace-maker e defibrillatori costituiscono una categoria particolarmente vulnerabile per l’età media avanzata e per l’alto tasso di patologie croniche associate. Una volta impiantato, un pacemaker o un defibrillatore ha bisogno di essere controllato periodicamente. Deve essere verificata l’integrità dei circuiti, la carica della batteria, il corretto funzionamento, la programmazione ed eventuali episodi aritmici registrati dal dispositivo impiantato. Questi controlli avvengono normalmente in ospedale, nell’ambulatorio dedicato, con cadenze che vanno dai 6 mesi all’anno, per intensificarsi in occasione di situazioni particolari o quando si avvicina il momento della sostituzione del dispositivo per l’esaurimento della batteria. Aumentando di anno in anno il numero di impianti, si moltiplicano di conseguenza il numero di visite ambulatoriali, con disagio dei pazienti che devono recarsi più volte in ospedale e il carico di lavoro che diventa sempre più gravoso per il Centro. Da qui l’importanza del monitoraggio da remoto dei PMK e ICD impiantati, senza compromettere la sicurezza del paziente, anzi, identificando molto precocemente le situazioni a rischio elevato e quindi intraprendere iniziative per porvi rimedio prima che degenerino in situazioni più gravi. 

I primi interventi nel Salernitano 

Nei giorni scorsi presso l’U.O.C. UTIC-Cardiologia dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania sono stati impiantati i primi Pacemaker e Defibrillatori che potranno essere controllati da remoto a distanza.  Gli impianti sono stati eseguiti dal dottore Valentino Ducceschi, coadiuvato da tutta l’equipe costituita dai tecnici del Laboratorio di Cardiologia Interventistica: Antonio Elia (caposala), Gianfranco Lerro, Gian Luca Di Sevo, Lucio Carotenuto; dai tecnici di radiologia: Antonietta Sacco (Coordinatrice TSRM), Antonio Di Lascio, Gerardo Passaro, Aniello Carbone, Filippo Tambasco, Anna Maria Merola.

Il commento

“Dopo l’impianto, al momento della dimissione – afferma Aloia, responsabile dell’U.O.C. UTIC-Cardiologia –  al paziente è stato fornito un trasmettitore capace di collegarsi al PMK o ICD, e leggere i dati ed i parametri di funzionamento ed inviarli automaticamente ad un sito web centralizzato al quale può accedere in maniera protetta lo staff clinico. Così, a cadenze prefissate, di norma ogni 3 o 4 mesi, l’equipe sanitaria controlla a distanza il dispositivo impiantato al paziente che sta tranquillamente a casa senza doversi recare in ospedale. In caso di eventi particolari, malfunzionamenti, anomalie dei circuiti e altri allarmi programmati, avviene un invio automatico dell’allarme che sarà notificato allo staff sanitario tramite fax, mail o MSG sul cellulare. Questo consente di venire a conoscenza della anomalia molto prima del controllo tradizionale, a volte in tempi brevissimi, che mettono al sicuro il paziente. Inoltre in caso di sintomi riconducibili al funzionamento del dispositivo pacemaker o defibrillatore, il paziente stesso, o un parente, può inviare una trasmissione manuale dei dati e poi chiamare il Centro per verificare se qualcosa è accaduto.” Numerosi studi clinici hanno dimostrato che il monitoraggio remoto può ridurre il numero di controlli ambulatoriali tradizionali, senza compromettere la sicurezza del paziente. Inoltre il monitoraggio continuo permette di identificare situazioni a rischio molto precocemente e pertanto di intraprendere iniziative per porvi rimedio prima che degeneri. “Da questo momento presso la nostra U.O. – conclude Aloia – saranno impiantati unicamente defibrillatori e pacemaker con tecnologia wireless, in grado cioè di collegarsi senza fili, con la possibilità di essere controllati a distanza attraverso un trasmettitore presente a casa del paziente e collegato al nostro reparto”.

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