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"Angri Città d'Arte", inaugurata panchina rossa simbolo contro la violenza sulle donne

Amal l'associazione proponente che, sensibile alla tematica della violenza di genere, ha dato vita ad un convegno preceduto dallo svelamento di una panchina rossa nei giardini prospicienti via Zurlo

Una panchina rossa simbolo contro la violenza di genere. E' questo il progetto inserito nel cartellone estivo "Angri Città d'Arte", organizzato dalla Pro Loco Angri che, in collaborazione con l'amministrazione comunale, ha sposato l'iniziativa. Amal l'associazione proponente che, sensibile alla tematica della violenza di genere, ha dato vita ad un convegno preceduto dallo svelamento di una panchina rossa nei giardini prospicienti via Zurlo.

L'iniziativa

A svelare la panchina rossa con apposizione di una targa in memoria di tutte le donne vittime di violenza, l'associazione Amal presieduta da Laura Padovano insieme alla presidente dell'associazione Manden Chiara Biondi. Presenti all'inaugurazione il presidente Pro Loco Aldo Severino, la vicepresidente Francesca Francavilla e l'assessore alle politiche sociali del Comune di Angri  Maria D'Aniello. Una donna uccisa lascia un vuoto che non può essere dimenticato e la panchina rossa è l’emblema del posto occupato da chi non c’è più, portata via dalla violenza maschile. Un importante simbolo di sensibilizzazione contro i femminicidi e tutte le violenze che si perpetrano nei confronti delle donne. La panchina rossa deve essere un monito per la difesa dei diritti delle donne e deve testimoniare l’impegno civico contro gli abusi e soprusi che sono costrette a subire. Il convegno ha fatto emergere l'acuirsi della problematica durante il lockdown. Un anno terribile per quelle donne che a causa dell’isolamento, della convivenza forzata, dell’impossibilità di sottrarsi materialmente alle violenze, sono state ancora più esposte, insieme ai figli, alla violenza domestica. Bisogna tenere alta l’attenzione sul tema e non sottovalutare mai la drammaticità del fenomeno. Molto spesso la violenza è subdola e tacita e può celarsi nei posti più impensabili e vicini. E’ necessario l’impegno di tutti per un’evoluzione culturale che rifiuti ogni forma di violenza, affermi la completa parità di genere e non lasci sole le donne che decidono di denunciare.

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