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Turismo in Cilento, ripartire per il territorio: l'esperienza di Ruggiero Scognamiglio

L'imprenditore e proprietario del "Rumi Hotel" di Ascea Marina riaprirà giovedì le sue porte a turisti e viaggiatori: "Se il territorio lavorerà da squadra si dimostrerà all'altezza della sfida. Segnali positivi dalle telefonate, dalle ricerche web e dalle prenotazioni”

Da sinistra Michele e Ruggiero Scognamiglio

Turismo e ripartenze, grazie a strategie e riprogrammazioni per superare il lungo periodo di inattività. L'imprenditore e proprietario del "Rumi Hotel" di Ascea Marina, Ruggiero Scognamiglio, è fiducioso sul futuro. Giovedì 27 maggio riaprirà le sue porte a turisti e viaggiatori: "Lo choc per il settore dell'ospitalità è stato forte - dice - non possiamo nasconderci. E a traumi importanti bisogna rispondere con scelte strategiche altrettanto forti. Abbiamo approfittato dello stop per riprogrammare, incontrare colleghi e produttori locali, mettere in campo strategie collaborative che possano portare valore aggiunto per il territorio tutto”.

Covid e crisi

Gli effetti della pandemia hanno ribaltato la sorte delle vite umane e delle economie, specie in quei territori fragili o dove il turismo è tra quelli trainanti. In queste settimane, come confermano dal Rumi, gli indizi della ripartenza ci sono. Sono state infatti diverse le telefonate in struttura,così come sta aumentando il traffico web con ricerche correlate al Cilento e le prenotazioni iniziano ad arrivare.

“Il periodo di chiusura “forzata” - spiega Scognamiglio - inizialmente ci ha suscitato preoccupazione e spaesamento: riaprirò? E se si quando? E con quale personale? Quanto mi costerà finanziariamente questo fermo e il conseguente calo di afflussi? Molte domande e poche risposte. Noi siamo una famiglia di imprenditori da generazioni, gente che si è sempre rimboccata le maniche nei momenti difficili e questo è stato ed è sicuramente uno di quelli. Durante la chiusura prolungata ci siamo fermati a riflettere e abbiamo deciso di investire ancora, tenendo ben precisi alcuni segnali globali e applicandoli a livello locale. Comunicazione chiara e veritiera, sostenibilità e centralità del territorio, personale qualificato. Questi gli assi su cui abbiamo deciso di puntare realizzando una sorta di patto con le eccellenze del Cilento. Per questo abbiamo rivisto i nostri fornitori e abbiamo deciso di lavorare con chi si ispira a pricipi e pratiche etiche e punta sulla qualità con l'obiettivo di migliorare ulteriormente una formula ricettiva che già si era dimostrata vincente in epoca “ante Covid. Certamente l’essere un Boutique Hotel, cioè una struttura nella quale da sempre si è improntata l’offerta ricettiva verso un’esperienza personalizzata, votata ad un target di utenti ben preciso, ad un turismo di coppia, ci ha facilitati nel percorso di transizione in quest’epoca post Covid19. Abbiamo implementato rigidi protocolli di sicurezza che il nostro personale deve rispettare per garantire la salute dei nostri ospiti e ridar loro la fiducia e la voglia di frequentare nuovamente i luoghi di aggregazione e spingersi a visitare il territorio circostante, raggiungendone le “perle” spesso nascoste o poco note ai più; da quest’anno abbiamo anche spinto sull’informatizzazione delle procedure di check-in e check out, per limitare ancor di più la possibilità di presenza contemporanea alla reception e conseguente rischio di assembramento”.

Il ristorante, che è aperto sia per gli ospiti del Rumi Hotel che per i clienti esterni, ha avviato una cooperazione con aziende agricole, pescatori e produttori locali per realizzare un patto che possa andare oltre il rapporto tra fornitori e svilupparsi in una leale collaborazione che mette al centro il Cilento e la sua identità. “Non solo sul fronte food - continua Scognamiglio - ma anche impiegando in area Benessere prodotti cosmetici realizzati in esclusiva da laboratori locali con ingredienti naturali, offerti anche in vendita ai nostri clienti. Ma è proprio nel Rumi restaurant che abbiamo maggiormente investito, con un nuovo progetto che vede al centro le idee e le preparazioni dello Chef Andrea Impero, coadiuvato dal nostro chef Andrea Vicario che assieme hanno ideato un menù che rappresenta un vero e proprio viaggio nei profumi e nei sapori della cucina cilentana. Abbiamo puntato su una “rinascita culinaria” che coinvolgerà ancora di più tutto il Cilento, lavoreremo con le sue eccellenze valorizzando i prodotti, le carni ed il pesce locali: quest’ultimo non è predefinito dal menù, ma ogni giorno le preparazioni sono basate sul pescato di chi rientra dopo la notte in mare, in modo da preservarne i sapori e ridurre al minimo la filiera: dal mare al piatto. Così sarà anche con tutti gli altri elementi della cucina, tutti provenienti dal territorio che vogliamo contribuire a far ripartire”.

Gli chef

Chef Andrea Impero (executive di Borgobrufa Spa Resort in Umbria – segnalato dalla Guida Michelin) guiderà, assieme allo chef Andrea Vicario (chef dalle numerose esperienze in ristoranti stellati) la nuova cucina del Rumi Restaurant. Dopo tante esperienze in ristoranti stellati tra Spagna, Russia e Inghilterra, nel 2019 Andrea Impero rientra in Italia chiamato alla guida del resort Borgobrufa di Torgiano, in Umbria. E da qui inizia il suo progetto con piatti di sostanza e concetto. Come spiega Impero: “La mia è una cucina delle origini, fatta di materie prime vere, buone, sane e giuste, cioè realizzate da artigiani con i quali andiamo oltre il rapporto di fornitura per instaurare una vera e propria cooperazione basata sulla fiducia reciproca e sulla ricerca della qualità. Questa in Cilento è la mia prima esperienza come consulente; con la famiglia Scognamiglio abbiamo da subito condiviso questa visione fatta di legami stabili e duraturi con i produttori. Il Cilento è stata una formidabile scoperta, il primo menù che assaggerete al Rumi parla di pescatori, allevatori e agricoltori, sentirete l'essenza degli elementi. E questa, ci tengo a dire, non è una strategia di marketing, lo stiamo facendo veramente e siamo convinti che i visitatori, i turisti e i cilentani lo riconosceranno attraverso i nostri piatti”.
 

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