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Uno "squalo volpe" emerge dalla foce del fiume Sele: la scoperta ad Eboli

Appartiene alla specie più grande del genere "Alopias vulpinus". L’esemplare è diffuso nei mari tropicali, ma è stato avvistato più volte anche lungo le coste italiane

E' stato catturato questa mattina, ad Eboli, nello specchio d'acqua antistante la foce del fiume Sele. Si tratta di uno squalo volpe lungo circa tre metri. Un esemplare medio può raggiungere anche il doppio della lunghezza. Appartiene alla specie più grande del genere "Alopias vulpinus". L’esemplare è diffuso nei mari tropicali, ma è stato avvistato più volte anche lungo le coste italiane

L'esemplare

E' molto diffuso nei mari tropicali. Lo squalo volpe nuota spesso in superficie in aree costiere, ma è presente anche alla profondità di 350 metri. Lo si osserva meglio dall'imbarcazione o con un semplice aeratore in mare aperto. Normalmente non attacca l'uomo, ma se ferito e preso all'amo può dare poderosi colpi di coda e risultare pericoloso. Considerato molto "timido", rientra tra i grandi nuotatori solitari, che percorrono gli oceani alla ricerca di cibo: sebbene sia possibile osservarli in coppie o in gruppetti, tali assembramenti sono il più delle volte dovuti alla presenza di abbondanti fonti di cibo nelle vicinanze. 

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