Masuccio Salernitano e la storia di Mariotto e Ganozza: i primi Romeo e Giulietta

Uno dei grandi novellisti del medioevo fu il salernitano Tommaso Guardati, noto come Masuccio Salernitano. Fu l'autore, infatti, de Il Novellino, raccolta di 50 novelle che, nel 1559, entrò nel primo Indice dei libri proibiti della Chiesa Cattolica

Masuccio Salernitano - foto Wikipedia

Uno dei grandi novellisti del medioevo fu il salernitano Tommaso Guardati, noto come Masuccio Salernitano. Masuccio, infatti, fu l'autore de Il Novellino, raccolta di 50 novelle pubblicata nel 1476 ad un anno dalla sua morte che, nel 1559, entrò, a causa del forte carattere anticlericale dell'opera, nel primo Indice dei libri proibiti della Chiesa Cattolica insieme, tra gli altri, al Decameron di Boccaccio, al De Monarchie di Dante all'Opera Omnia di Machiavelli ed al Talmud.

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La storia di Mariotto e Ganozza

Non in molti sanno, poi, che dalla 33esima novella, Shakespeare trasse uno dei suoi capolavori ovvero Romeo e Giulietta. La storia parla, infatti, di Mariotto e Ganozza, due amanti senesi che, travolti dall'amore e dalla passione, si sposarono di nascosto. A causa di un litigio tra Mariotto ed un altro onorevole cittadino che si concluse con la morte di quest'ultimo, il protagonista della storia per fuggire alla forca dovette nascondersi da un suo zio ad Alessandria d'Egitto. Ganozza, per seguire il suo amato, non esitò a fingersi morta per travestirsi da frate e dirigersi alla volta della città egiziana. Informato dal fratello della morte della bella Ganozza, Mariotto decise di tornare nella città natale per darle un ultimo saluto. Giunta ad Alessandria, Ganozza venne a sapere della partenza di Mariotto e subito si rimise in viaggio per salvare l'amato. Arrivata, infine, a Siena, Ganozza scoprì che Mariotto era stato giustiziato per i suoi crimini 3 giorni prima e, non potendo vivere senza di lui, decise di chiudersi in monastero dove morì in poco tempo a causa del dolore della morte dell'uomo amato.

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