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Paestum, parte il progetto con l'Università per il monitoraggio sismico sul tempio di Nettuno

Il progetto nasce da una collaborazione tra il Parco archeologico di Paestum e Velia e il Dipartimento di Ingegneria civile dell'Università di Salerno

Un monitoraggio sismico attraverso sensori di ultima tecnologia per misurare in tempo reale ogni minimo movimento del tempio meglio conservato della Magna Grecia, il Tempio di Nettuno nel Parco archeologico di Paestum. Il progetto nasce da una collaborazione tra il Parco archeologico di Paestum e Velia e il Dipartimento di Ingegneria civile dell'Università di Salerno. 

I dettagli

Sono 14 i punti di misura realizzati con sensori di ultima tecnologia sviluppati nell'ambito della ricerca sulle onde gravitazionali, posizionati sulle parti alte dell'edificio risalente al V secolo a.C. La precisione degli accelerometri è tale da poter registrare non solo attività sismiche, ma anche l'impatto del traffico e persino del vento sul tempio. Tali dati aiuteranno a elaborare un modello del comportamento dinamico dell'edificio e saranno fondamentali per rintracciare cambiamenti strutturali, non visibili a occhio nudo, che potrebbero rappresentare un rischio. "Si tratta di un'integrazione virtuosa tra ricerca applicata e tutela, che impiega tecnologie e sensori altamente innovativi, sviluppati dal professore Fabrizio Barone per applicazioni nei settori della sismologia e della geofisica, integrando le conoscenze di molti settori scientifici, tra cui l'archeologia, l'architettura, la geologia e l'ingegneria strutturale", commenta l'ingegner Luigi Petti dell'Ateneo salernitano. "Tali attività - aggiunge - rientrano in un progetto di ricerca più ampio, a cui partecipano, tra l'altro, le Università di Roma "La Sapienza" e di Kassel in Germania. E, inoltre, iniziata una collaborazione con l'Ispra per attività di monitoraggio sui beni culturali".

Il monitoraggio

Il sistema di monitoraggio è stato progettato dall'architetto Antonella Manzo, già responsabile dell'ufficio Unesco del Parco archeologico, in collaborazione con il professore Luigi Petti. I lavori sono stati diretti dall'architetto Luigi Di Muccio della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Caserta e Benevento. Il data center dell'Università di Salerno, d'intesa con il Parco archeologico, consentirà l'accesso ai dati a enti di ricerca da tutto il mondo, previa stipula di una convenzione non onerosa. Intanto, una parte dei dati è accessibile liberamente in tempo reale sulla pagina del sito istituzionale del Parco Archeologico di Paestum e Velia. "In questa maniera - commenta la funzionaria per la comunicazione del Parco Maria Boffa - ci si può connettere da tutto il mondo per seguire il comportamento dinamico del tempio di Nettuno in tempo reale. Ovviamente i dati messi on line sono in uno stato 'crudo' e parziale e per accedere ai dataset completi bisogna effettuare un'apposita richiesta. Per avere un'idea di cosa esattamente stiamo parlando, si può fare una prova e osservare in video una oscillazione del monumento in diretta proprio nell'orario di transito del Frecciarossa, oppure quando la situazione meteorologica a Paestum non è delle migliori. In tal modo, speriamo di sensibilizzare il pubblico verso un campo di ricerca che a lungo è stato riservato agli addetti ai lavori e far capire come la tecnologia può aiutare nella tutela del patrimonio

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