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"Salerno e il Giro – Una meravigliosa corsa umana": la presentazione del libro di Alessandro Mosca

Il libro fa parte della "Collana Salernitana" della Casa Editrice Saggese Editori, raccolta di opere dedicata all’identità della città e alle sue storie che ha un unico fine: la solidarietà. Le somme destinate agli autori della Collana Salernitana, infatti, vengono donate in beneficenza

Martedì 2 maggio alle 10.30 sarà presentato, presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, il libro Salerno e il Giro – Una meravigliosa corsa umana, nuovo progetto editoriale della ideato e scritto dal giornalista salernitano Alessandro Mosca. 

La presentazione

Il libro fa parte della Collana Salernitana della Casa Editrice Saggese Editori, raccolta di opere dedicata all’identità della città e alle sue storie che ha un unico fine: la solidarietà. Le somme destinate agli autori della Collana Salernitana, infatti, vengono donate in beneficenza. Il ricavato di Salerno e il Giro – Una meravigliosa corsa umana andrà a La Brigata, associazione che svolge, in maniera assolutamente volontaria, attività di unità di strada a Salerno, distribuendo ogni sabato sera pasti e beni di prima necessità ai senza fissa dimora.

Alla conferenza stampa di presentazione dell'opera sarà presente l'autore, l'editore Francesco Maria Saggese, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, il consigliere comunale e presidente della Commissione consiliare Sport, Rino Avella ed il presidente dell'associazione La Brigata, Giulia Cozzolino.

L’autore

Alessandro Mosca nasce a Salerno in una calda domenica di luglio del 1990, nel giorno di una volata al Tour de France vinta da un tedesco e del trionfo della nazionale teutonica al Mondiale di Italia '90 contro l'Argentina di Maradona. Giornalista professionista, è redattore del quotidiano la Città di Salerno dopo la prima esperienza a Metropolis Salerno. Vive il ciclismo con curiosità e la passione più autentica sin da quando, nell'estate del 1998, Marco Pantani gli ha trasmesso l'amore per le due ruote.

Il libro

Una data nella storia: 12 maggio del 1913. È il giorno in cui Salerno, per la prima volta, ha ospitato il traguardo di una tappa del Giro d'Italia. È la giornata che diede inizio al rapporto d'amore fra la città d'Arechi e una meravigliosa corsa umana, la frase che utilizzò il poeta salernitano Alfonso Gatto per descrivere la festa di maggio, la manifestazione sportiva che ogni anno colora le strade d'Italia d'entusiasmo e passione.

Salerno e il Giro - Una meravigliosa corsa umana nei suoi tredici capitoli - arricchiti dalla prefazione di Dario Cioffi, giornalista e responsabile dell’Ufficio Comunicazione della Federazione Italiana Scherma - racconta storie e aneddoti, campioni ma pure gli uomini che si sono susseguiti per far sì che questa città potesse colorarsi di rosa. Matteo Schiavone e Donato Vestuti, così, si mischiano ai primi atleti eroi e ad Alfredo Binda, il campione che vinse a Salerno e che fu pagato per lasciare spazio agli avversari; c'è Alfonso Gatto, il poeta salernitano e primo letterato inviato al seguito della corsa che non sapeva andare in bicicletta nonostante potesse contare su un maestro d'eccezione come Fausto Coppi, trionfatore nel 1949 allo stadio Vestuti nel ricordo di Renato Casalbore. E poi ancora Gino Bartali, vincente a Salerno nonostante avesse tagliato il traguardo in seconda posizione in una tappa della Roma-Napoli-Roma; Eddy Merckx, il più forte ciclista della storia, che alzò le braccia al cielo della città in una singolare frazione del Giro di Sardegna; Vincenzo Torriani, il patron del Giro che nel 1967 si disperò quando, subito dopo la vittoria del campione del mondo Rudi Altig, il popolo festante invase le strade e provocò la caduta di numerosi ciclisti, portando all'esilio della corsa fino agli anni Ottanta quando, una lettera dell'allora assessore Antonio Zinna, riuscì a cancellare quella macchia e sancire la pace, suggellata negli anni attraverso i successi più recenti di Moreno Argentin e Rolf Sorensen, l'ultimo a vincere nel 1995 sul traguardo di piazza della Concordia mentre all'Arechi la Salernitana toccava con mano il sogno della serie A. Tante storie in tempi diversi e un'unica grande costante: la passione del popolo salernitano che ha sempre mostrato grande calore per il Giro d'Italia tanto da sorprendere, in più occasioni, gli organizzatori.

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