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Tutti con gli occhi al cielo: la Superluna di neve illumina il week-end

Ad incantare grandi e piccini, in particolare, è la ‘Superluna di neve’ per il tradizionale calendario lunare dei nativi Americani algonchini

Foto di Fabio Fusco

Suggestioni, alzando gli occhi al cielo, in questa notte tra sabato e domenica. Ad illuminare il mare, infatti, ci pensa la Superluna: il nostro satellite si trova nel suo Perigeo, alias nel punto di minima distanza dalla Terra, 361.520 km rispetto al valore medio 384.400 km.

La storia

Ad incantare grandi e piccini, in particolare, è la ‘Superluna di neve’ per il tradizionale calendario lunare dei nativi Americani algonchini, i quali assegnavano a ogni luna piena un appellativo legato agli eventi naturali più significativi per la comunità. "Quella di febbraio si chiama così perché agli occhi dei nativi americani appariva in cielo nel momento in cui le loro terre erano coperte da un fitto strato di neve che nella notte della Luna piena risplendeva più del solito. - spiega il fotografo Fabio Fusco che, anche stavolta, è riuscito a catturare il fenomeno con la sua macchina fotografica -  La tribù dei Cherokee chiamava la Luna piena di febbraio la ‘Luna delle Ossa’ perché le fredde e rigide temperature della stagione e dunque la difficile reperibilità di cibo li obbligava a rosicchiare le ossa. Per i Wishram si chiamava invece Spalla a spalla attorno alla Luna di fuoco, mentre per la tribù degli Zuni veniva curiosamente chiamata Senza neve nella Luna delle tracce". Tanta curiosità.

Foto di Fabio Fusco


 

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