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Emergenza Ucraina, bimbi "in guerra": come il conflitto ha cambiato i piccoli in 40 giorni

Agghiaccianti, alcuni frasi pronunciate dai ragazzini fuggiti dalla guerra: "Non ho paura di morire, mi fa paura vedere come muoiono gli altri", ha detto Dima giunto nel salernitano

"Non ho paura di morire, mi fa paura vedere come muoiono gli altri". Lo ha detto Dima, 15enne fuggito per l'invasione russa nel suo Paese ed arrivato a Salerno. Il ragazzino, come tanti altri minori ucraini, in poco più di un mese ha conosciuto l'orrore della guerra che resta, inesorabilmente, impresso nel cuore. "Che brutto odore hanno i cadaveri": sono le agghiaccianti parole di un'altra 13enne ucraina. Inoltre, una bimba accolta dalla ginecologa russo-ucraina ma salernitana d'adozione, Elena Lagoda, ha chiesto: "Voi quando eravate piccoli avevate la guerra?". E alla risposta negativa della dottoressa, la piccola ha replicato: "Che bello era allora".

La testimonianza

Artem, ancora in Ucraina, a soli sei anni misura la maschera antigas che gli è giunta dagli aiuti umanitari, ma che risulta troppo larga per la sua testolina: per farla aderire e metterlo al sicuro, gli sono stati stretti i lacci e ha dovuto indossarla con un cappello, mentre assicura i genitori di non avere paura e imbraccia una spada giocattolo. Non tanto con le parole, ma certamente con i loro occhi, i bambini ucraini mostrano di essere diventati in pochi giorni dei piccoli-adulti. Dopo appena 40 giorni, i bambini pensano e dicono quello che la guerra sta mostrando, nella ferma speranza che, un giorno non lontano, potranno dimenticarlo.

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