Centri commerciali al tempo del Covid, la proposta: "Spazi gratuiti per i vaccini"

Paolo Negri, CEO di IRGENRE Group, società che gestisce il Cilento Outlet e il Maximall di Pontecagnano Faiano, raccoglie l’invito del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Poi analizza i dati della crisi: "Non è giusto lasciarci chiusi nei weekend"

Negri

"Siamo pronti a mettere a disposizione gratuitamente i nostri spazi, destinandoli al piano vaccinale. I centri commerciali che gestiamo dispongono di luoghi sicuri e purtroppo inutilizzati: foyer, sale cinematografiche. Trasformiamoli in presìdi di salute, senso civico, aiuto concreto". Paolo Negri, CEO di IRGENRE Group, società che gestisce il Cilento Outlet e il Maximall di Pontecagnano Faiano, raccoglie l’invito del Presidente del Consiglio Mario Draghi, "senza alcun esborso da parte delle casse pubbliche". I centri commerciali battono cassa: chiusi al pubblico nel weekend, perdono introiti e la crisi si ripercuote innanzitutto sui lavoratori: "Le scelte operate dagli esperti non sono sempre condivisibili. Continuano a voler tenere chiuse le strutture commerciali nei festivi e prefestivi, indipendentemente dal fatto che si tratti di strutture al chiuso, all’aperto o che siano cittadelle dello shopping". 

La crisi in cifre

Negri snocciola i dati della crisi. Rischia di diventare irreversibile, "se non viene data la possibilità agli operatori commerciali - che pagano le tasse, rispettano le regole, misurano la temperatura all'ingresso e sanificano i negozi - di svolgere regolarmente il proprio lavoro. Non è solo un discorso di brand ma anche di donne e uomini impiegati in un settore. Nei centri commerciali, molto spesso, lavorano intere famiglie. Se viene meno l'indotto, è eroso il reddito di un nucleo familiare. L’indicazione di chiusura per i classici centri commerciali è di per sé un danno enorme per l’economia del Paese e della regione, ma non si comprende la ragione per la quale una vera e propria cittadella dello shopping, che sotto il profilo tecnico raggruppa all’aperto una serie di negozi, debba restare chiusa, restando in zona rossa". I dati di dicembre sono eloquenti: "Abbiamo lavorato quindici giorni. Il calo di fatturato nel 2020 è stato del 50% e la previsione sul 2021 è del 60%. E’ giusto ricordare che l'industria dei centri commerciali in Italia rappresenti il 4% del PIL e annoveri in Italia circa 1.300 realtà, ovvero 36.000 negozi, 7.000 dei quali a conduzione familiare, che offrono lavoro a circa 780.000 persone tra diretti ed indiretti". Il CEO di IRGENRE chiarisce che queste misure restrittive sono giuste, ma andrebbero applicate guardando di più alle reali caratteristiche delle strutture e dei luoghi.

Le caratteristiche

"C'è incapacità - aggiunge - di calarsi nelle differenti realtà. E' stato spazzato via ogni iniziale ottimismo sui saldi come possibile momento di ripresa dell'economia nei diversi settori che gli asset di gestione del Gruppo accolgono: shopping, ristorazione, intrattenimento. l saldi invernali - ricorda Negri - da soli incidono del 30% sul fatturato annuo delle nostre realtà. Auspicavamo che i primi segnali di ripresa potessero evidenziarsi già nelle scorse settimane, ma non ci è stata data alcuna possibilità. Sarebbe stata anche l'occasione per i nostri operatori di svuotare i magazzini stracolmi di merce invenduta, perché reduci da un periodo di forzata chiusura". Ci sono proposte, una su tutte: "Riaprire e sganciarci dalla categoria di attività chiuse. Il motivo è semplice e rivolgo a tutti, al governo in primis, una domanda: cos'è il Cilento Outlet, se non una lunga passeggiata all'aperto con negozi a destra ed a sinistra? Dunque paragonabile ad una passeggiata che i salernitani effettuano a Corso Vittorio Emanuele, la strada dello shopping. Disponiamo di spazi all'aperto, anzi è tutto all'aperto. Vale, però, anche per gli altri centri commerciali, ad esempio il Maximall. Le realtà commerciali di alto profilo si sono dovute adeguare alle decisioni assunte da tecnici e politici, ma ora andiamo verso un destino che sembra ineluttabile. Molti brand si trovano a fare i conti con un calo di fatturato del 60%". Negri fa una sintesi delle domande-richieste che, a getto continuo, pervengono al centralinista: "Ci chiedono di aprire nel fine settimana. Sembra un paradosso ma non lo è: tanti clienti ritengono di essere al sicuro più da noi che in strada". Poi una riflessione sui "pannicelli caldi". Il CEO fa riferimento alla "ventilata possibilità di ammortizzatori sociali o blocco licenziamenti che potrebbe essere protratto, non solo fino a marzo ma anche a giugno 2021. E' un palliativo, un pannicello caldo - lo ripeto - Chiedo al governo Draghi di adottare misure che possano davvero sbloccare la crisi e non rallentare soltanto un'agonia che, di fatto, già vivono tutti gli operatori commerciali. Qui non siamo nel mondo del clic e dell'acquisto a portata di mano, noi non viviamo nei paradisi fiscali. Ci sono negozianti che hanno bisogno di lavorare e si sono già impegnati a farlo in sicurezza".

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
SalernoToday è in caricamento