Post Covid/ Guanti, metro e nebulizzatore: fede e Messe in mascherina

I parroci contano i posti e reclutano volontari per l'accoglienza dei fedeli. In diversi casi, aperture posticipate al 24 maggio. Parla il Vicario Generale: "Siamo custodi delle anime ma anche della salute dei fedeli"

Guanti sì, pinzette no. Igienizzazione sì, sanificazione non necessaria. Tanto alcool, gel e nebulizzatori. Non manca la fede ma non manchi neppure il buonsenso. "Siamo custodi delle anime ma anche della salute dei fedeli", dice don Alfonso Raimo, nominato Vicario Generale dall'Arcivescovo Bellandi per il prossimo quinquennio, in carica dal prossimo 1 giugno. Nei giorni del Covid, fase-2, cambiano l'approccio, la logistica, la gestione dei luoghi sacri. "La Conferenza Episcopale Campana ha recepito le indicazioni pervenute dopo l'incontro CEI-Governo e le ha trasmesse, per il tramite del nostro Arcivescovo, ai sacerdoti della provincia. Sta a cuore la comunità, sta a cuore la salute. Non c'è ancora obbligo di partecipazione in chiesa. Si apre ma con cautela. Aprire è necessario per dare un segno ma si riprende con prudenza", ribadisce don Alfonso Raimo.

Vicario e parroco

Resterà parroco ad Eboli ("fondamentali - dice don Raimo - il contatto con la gente e il servizio") e nella chiesa di San Bartolomeo, ampia e con uscite laterali, "afflusso e deflusso sono possibili evitando che le persone si incontrino. Occorre un sano equilibrio. Qui ad Eboli, per scelta assunta a livello di Forania, abbiamo deciso di celebrare messe aperte al pubblico dal 24 maggio. Le Messe saranno distanziate per consentire la sanificazione dei banchi e per arieggiare. Non avró bisogno di aumentare il numero di Messe perché la chiesa è capiente. Sarà possibile anche lo streaming".

Messa all'aperto

"Abbiamo allestito altare stabile e faremo una celebrazione all'aperto - dice don Nello Senatore, parroco a Sant'Eustachio - Ci sarà posto per circa 100 persone. Abbiamo chiuso la chiesa antica: è piccola e non ci consente al momento di distanziare a sufficienza". Ha optato per una parziale apertura, al momento, anche don Marco Raimondo. "In parrocchia disponiamo di tre chiese: Nostra Signora di Lourdes a Matierno, di San Giovanni Battista a Cappelle, di San Felice in Pastorano. Inizialmente apriremo la prima: abbiamo calcolato 94 posti a Matierno. Non esiste prenotazione. Ci sarà non solo la Messa delle ore 9 ma anche quella delle ore 11 per consentire partecipazione ulteriore. Vivremo qualche momento comunitario, sempre nel rispetto del distanziamento sociale, anche negli spazi all'aperto, tra campetto e oratorio. Sarà in ogni caso un periodo transitorio, di grande prudenza. Condivido tanto l'indicazione di invitare anziani a restare a casa: se possibile, meglio tenerli ancora a casa, ben tutelati, soprattutto se sono in condizioni di salute precarie. La fede, che in questo momento è stata sempre viva e non è mai mancata, porterà una grande gioia con la possibilità di comunicarsi al corpo di Gesù, il pane del cammino. Avremo volontari all'ingresso della chiesa, guideranno e indicheranno i posti. Ci sarà un dispencer di gel disinfettante all'ingresso. La Protezione Civile ci ha fornito mascherine, già distribuite da noi nei pacchi Caritas. Il residuo - poche mascherine rimaste - le consegneremo all'ingresso, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno. Si fa fatica a trovare alcool e guanti, necessari anche ai sacerdoti sull'altare. Disponiamo anche di un sanificatore che ci è stato donato dal Rotary e al termine di ogni Messa lo utilizzeremo".

Le cerimonie

"Si diceva per le comunioni "non prima di ottobre". La CEI dovrà riunirsi ed i Vescovi daranno indicazioni univoche. Vale anche per le feste patronali. Abbiamo sei processioni nella nostra parrocchia ma le persone hanno capito e tutti sappiamo bene che la nostra fede non dipenda dalle processioni - conclude don Marco Raimondo - Tutti i matrimoni che avevo prenotato sono slittati al 2021. Sono una decina".

Parola d'ordine: insieme

"In questo periodo sento di ringraziare l'Arcivescovo, perché è stato vicino a tutto il Clero salernitano - dice don Rosario Petrone, parroco presso la chiesa di Sant'Eustachio Martire in Brignano e cappellano del carcere -. Noi per primi abbiamo vissuto il lutto per la perdita del nostro fratello don Alessandro Brignone. Il nostro arcivescovo ci ha sostenuto, ci ha incoraggiato a sostenerci vicendevolmente con la preghiera e ad essere custodi, come dice anche il nostro Vicario, non solo dell'anima ma anche della salute dei fedeli. E' stato un tempo di riflessione, una sofferenza ce la siamo portati dietro tutti. Pure i fedeli, che a più riprese hanno fatto sentire la propria voce per l'assenza dell'eucaristia. Riprenderemo: lo faremo con più attenzione, con più responsabilità, e anche con più fede. Di questo sono certo. Riapriremo anche in carcere: riprenderemo la celebrazione per i detenuti. In questo tempo, ho avuto modo di realizzare con un pittore salernitano un'opera d'arte, che è la pietà. Appena troveremo le condizioni e il momento favorevole, inviteremo anche il nostro Arcivescovo in carcere e inaugureremo anche quest'opera che ho fatto realizzare per la cappella della casa circondariale. Insieme ce la possiamo fare".

I dubbi

"Procederemo con la Santa Messa dal 24 maggio - dice don Luigi Pierri, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Capriglia - Premesso che in questa settimana c'è la festa di Santa Rita, che per tradizione l'evento di popolo si sarebbe svolto comunque presso la cappella delle Suore e non in chiesa e che quest'anno la celebrazione si terrà in diretta streaming, ho deciso di soprassedere ancora con la Messa in pubblico per prendere ulteriori accorgimenti. Se c'è sempre e comunque responsabilità in capo al parroco, io non posso chiamare i carabinieri in chiesa per celebrare Messa. La chiesa è piccola: nel rispetto del distanziamento sociale, avró a disposizione 24 posti. Non ho timore per me - non ho mai fatto mancare preghiera e sostegno alle persone in difficoltà e non ho avuto esitazione a consegnare le buste della spesa, perché fare il sacerdote è amore, servizio - ma sono in apprensione per la comunità. Sicurezza e salute dovranno accompagnarci, insieme alla fede e alla preghiera. Ho comprato disinfettante, un nebulizzatore. La comunità è piccola. Fin qui la Madonna delle Grazie, nostra patrona, ci ha guidato e protetto. Dovremo continuare ad essere prudenti".

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