Zona rossa e incassi dimezzati, la voce dei negozianti: "Natale di stenti"

Giocattoli, vestiti, biancheria, tecnologia: le famiglie hanno composto la lista della spesa ma i negozianti lamentano scarsa affluenza, "complice - raccontano - la tendenza ad affidarsi alle transazioni on line". Proteste per le chiusure del 24 dicembre e 5 gennaio

Giocattoli, vestiti, biancheria, tecnologia: le famiglie hanno composto la lista della spesa ma i negozianti lamentano scarsa affluenza, "complice - raccontano - la tendenza ad affidarsi alle transazioni on line e le difficoltà negli spostamenti dalla provincia al capoluogo". Proteste per le chiusure del 24 dicembre e 5 gennaio.

Il piatto piange

La titolare di Bollicine Giocattoli, in via Posidonia, a Torrione, è fiume in piena: "Sta andando una schifezza - dice - Se fanno il lockdown il 24 dicembre e lasciano aperta la porta degli acquisti nei giorni in cui le persone provano a lavorare finché possono, addio giocattoli, addio incassi. Gli acquisti procedono con il contagocce, anzi sono state favorite e incentivate le transazioni on line. Noi, però l'affitto, lo paghiamo ed i costi di gestione non possono essere rinviati. A marzo, complice la chiusura forzata, l'appuntamento con le tasse è slittato di qualche giorno. Appena ho provveduto, ho ripagato tutto con gli interessi. Sarà un Natale di ristrettezze, di sacrifici, di riflessioni sul futuro. Rifletta anche il governo: siamo di nuovo ad un passo dal baratro". C'è poca voglia di parlare, prevalgono solo la rabbia, la delusione. Al punto che una commessa sbotta dopo aver chiesto di non inserire il proprio nome né quello dell'azienda per la quale lavora. Il settore è quello dell'abbigliamento, nel comune capoluogo, sulla strada dello shopping. Anzi, subito una correzione: "C'era una volta lo shopping ma adesso non c'è più. Sta andando veramente molto male, un pessimo Natale. La gente è titubante e teme di misurare vestiti. Abbiamo molti clienti che vengono da paesi dell'entroterra e perdiamo tanto, se non possono spostarsi. La chiusura disposta il 24 dicembre è un danno enorme. Confidiamo nell'anti vigilia: il 23 dicembre, sarà l'ultima occasione a disposizione". 

I beni primari

In questa categoria rientano i libri. "Si regala un'idea e in questo momento di crisi chi viene a farci visita vuole acquistare qualcosa che resti e che poi venga condiviso in una fruizione familiare, intima, raccolta. C'è bisogno di idee e di sentirsi vicini. Questo aspetto ci inorgoglisce - spiega Silvana Gramaglia, libraia - Il punto vendita Feltrinelli resterà aperto il 24 dicembre, perché il libro rientra tra i beni di prima necessità. Possiamo contare sulla consueta clientela ma c'è minore affluenza, è inevitabile: Luci d'Artista non si terrà e ci sono meno persone che circolano in città. Chi risiede in provincia, nei comuni limitrofi, non può raggiungere il capoluogo".

L'azienda storica

Ecco Adolfo Gravagnuolo, titolare della secolare azienda salernitana, il sesto di una lunga generazione, in piazza dal 1837: "Abbiamo accettato tutto quello che è stato stabilito per motivi di civiltà e sociali. Credo fermamente che soprattutto per il settore dei pubblici esercizi ci voglia un grande ristoro. Il mio punto vendita non ha avuto un andamento catastrofico né entusiasmante, del tutto normale. Credo fermamente, però, che il 5 gennaio i negozi dovevano restare aperti".

On line

Imposizioni e paletti, necessità di evitare assembramenti e conferma delle zone rosse rendono inevitabile il ricorso alle transazioni on line. E' un dato di fatto, innegabile. Le strade di Amazon sono battute a più riprese dagli utenti. I prodotti più acquistati riguardano l'elettronica e la cura della persona.


 

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