L'abbattitore per le bistecche, panini, chiusure: ristorazione al tempo del Covid

I titolari di pub, pizzerie e ristoranti fanno i conti con la crisi e provano stoicamente a resistere, anzi rilanciano. Non tutti riescono: ci sono anche chiusure forzate. Il 10 marzo, manifestazione di protesta a Roma

Foto pagina Fb "Bistrot delle carni"

Mercoledì 10 marzo, alle ore 10, l'Associazione Imprese Salerno e Provincia parteciperà alla manifestazione di protesta che si terrà a Roma. "E' stata autorizzata dal Viminale - precisa Donato Giudice, uno dei rappresentanti - e ci permetterà di ribadire in ambito nazionale, attraverso sette interventi che si susseguiranno nel corso della giornata, la necessità di mettere in campo una serie di iniziative a supporto di settori in ginocchio".

Le richieste

"Chiederemo ristori per le perdite sull'anno 2020, invocheremo nuove agevolazioni per il rilancio dell'economia - prosegue Giudice - Non è possibile trascorrere un altro anno con le mezze misure. Vacciniamo le persone, garantiamo la ristorazione anche di sera, così da consentire a tutti gli imprenditori di lavorare in sicurezza, perché noi rispettiamo i protocolli. Sono favorevole, invece, anche al presidio dell'Esercito in strada per frenare gli assembramenti prodotti da tanti ragazzini, che se ne infischiano delle regole". 

Crisi e delivery

Giudice a Salerno gestisce Elite pub&bar a Mercatello. "Il mio locale è aperto nella zona orientale ma lascio chiuso - spiega - quello ubicato nel centro storico, a Portanova, da ottobre". Ecco perché: "Nel centro storico lavoravo benissimo ma i segmenti trattati, cioè ristorazione e alcolici, sono in grossa difficoltà. A Mercatello, invece, riusciamo a lavorare con asporto e anche con il sistema drive. Gli automobilisti in sosta sono raggiunti da nostri incaricati che hanno preventivamente ricevuto ordinazioni attraverso il menù digitale". Asporto e consegna a domicilio sono le strade obbligate, al tempo della zona rossa per Covid. I titolari di pub, pizzerie e ristoranti fanno i conti con la crisi e provano stoicamente a resistere, anzi rilanciano. Dopo l'hot box, l'innovativo bauletto-forno al quale ha pensato Vincenzo Penna, patron del Black Roses Irish Pub, ecco l'abbattitore di Donato-Bistrot delle carni.

L'idea

"Per resistere alle difficoltà ma anche agevolare il cliente e garantirgli sempre un prodotto fresco e di qualità - spiega il titolare a Salerno Today - ci siamo inventati un metodo innovativo, che non ha deluso". Ecco di cosa si tratta: "Cuociamo la bistecca alla brace, poi la passiamo in abbattitore e la chiudiamo sotto vuoto. Al termine della consegna al cliente, gli indichiamo la procedura: acqua in pentola portata in ebollizione, infilare la busta con il contenuto per quattro minuti, spegnere tutto, aprire. Il risultato è la bistecca di carne così come l'abbiamo cotta minuti prima. E' sufficiente scalopparla oppure condirla con un filo d'olio e un po' di sale". Le idee non si esauriscono qui: "Proponiamo anche pasta fresca e panini speciali. Ce la faremo, dobbiamo farcela".

Le chiusure forzate

"Costi di gestione molto alti, gli stessi di sempre. In questo momento, stare aperti non ha senso". Parla Valentino Penna, uno dei due soci di un locale in via San Leonardo, The Clan Tavern pub. "Non possiamo continuare a riempirci di debiti, non possiamo continuare ad investire, comprare merce e rischiare di buttarla via dopo 24-48 ore. Per questi motivi, la nostra risposta alla nuova zona rossa è la decisione di non aprire al pubblico. Prima del lockdown, erano impegnate nel locale 7 persone: due soci, 3 in cucina e 2 in sala".

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