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Allenamenti sportivi: al via la ripresa in Campania, ecco a quali condizioni

Consentite sul territorio regionale, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti riconosciute

E' stata divulgata l'ordinanza numero 43, firmata dal presidente Vincenzo De Luca, con ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19: riflettori puntati, questa volta, sugli allenamenti sportivi. Dal 4 al 17 maggio, salvo eventuali ulteriori provvedimenti di adeguamento o aggiornamento sulla base della evoluzione della situazione sono consentite, sul territorio regionale, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti - riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.  Ovviamente nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive anche non individuali.

Le norme

Gli allenamenti dovranno svolgersi in forma individuale e alle seguenti condizioni (da garantire a cura e spese della società o federazione di appartenenza)

1.1) previo espletamento di test diagnostici sugli atleti al fine di accertare la negatività al Coronavirus;

1.2) disponibilità di spazi delimitati di allenamento ad uso esclusivo di ciascun atleta per tutta la sessione di allenamento, anche ricompresi in aree di più vasta estensione;

1.3) limitazione dell’uso degli spogliatoi ed altri spazi comuni secondo modalità idonee ad assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri e fatta salva l’adozione delle misure di cui al successivo punto 1.5; con raccomandazione alle singole società e federazioni di disporre, ove necessario, che gli atleti accedano agli impianti già in tenuta di allenamento e rientrino a fine allenamento presso le proprie abitazioni, evitando l’uso di spogliatoi e docce presso l’impianto; 

1.4) controllo medico con periodicità almeno settimanale sugli atleti;

1.5) adozione di adeguate misure igienico-sanitarie, secondo standard proposti dalle società o federazioni e assentiti dall’Unità di crisi regionale.

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