La Salernitana si sveglia tardi, ko ad Ascoli: la cronaca della partita

Segnano subito Trotta e Ninkovic e c'è sempre la complicità dei calciatori granata, disattenti. Micai evita che i marchigiani dilaghino ma Billong alla ripresa propizia il tris dell'Ascoli. Kiyine accorcia su calcio di rigore, poi fa gol Djuric

Vince l'Ascoli e al Del Duca non accadeva da 197 giorni. Perde la Salernitana e scivola fuori dai playoff. E' la prima volta, da quando è iniziato il girone di ritorno. Non basta il tentativo di rimonta inaugurato da Kiyine, ravvivato da Djuric: l'ultimo assalto granata si infrange sul muro marchigiano, al 5' di recupero con la rovesciata di Di Tacchio neutralizzata da Leali. Ci sono due immagini inquietanti: il tuffo di Billong, ancora a vuoto, in area di rigore ascolana da centravanti aggiunto, e Cerci con le mani sul volto, quasi in lacrime, dopo il nuovo contrattempo muscolare. Era entrato al primo minuto della ripresa ed è uscito al 48'. Doveva essere la partita con prospettiva "eccitante" e del "piatto ricco, mi ci ficco". Gian Piero Ventura, allenatore granata, aveva provato a sfruttare l'onda lunga del derby con la Juve Stabia caricando i calciatori. "A parole possiamo dire tante cose, ma poi in campo tocca a loro", aveva chiarito, buttando il pallone nella metà campo della squadra. Troppo brutta, lenta e monocorde, la Salernitana sul campo ha invece steccato la partita, ha perso di vista l'obiettivo, ha servito all'Ascoli l'avvio sul velluto e poi è stata travolta. Due gol subiti in 8', un miracolo di Micai per evitare il terzo, che poi è arrivato comunque.  

L'analisi di Ventura

"L'approccio è stato non corretto e forse è stata colpa mia. - ha detto l'allenatore a fine partita - Se sbagliamo l'approccio e va bene l'ultima mezz'ora, significa che qualcosa non va. Questa partita ci deve far fare lunghe riflessioni: non possiamo avere e coltivare ambizioni, se poi produciamo queste prestazioni. Sono deluso:ci sta perdere contro il Cittadella e il Crotone ma l'Ascoli era alla nostra portata e noi abbiamo regalato tre gol. Se avessimo pareggiato la partita, avremmo un punto in più ma non sarebbe cambiata la riflessione. Del terzo gol non parliamo proprio ma è inimmaginabile prendere il secondo gol con otto uomini nostri in area. Capisco che i tifosi siano arrabbiati e lo sono anche io. Migliorini non è assolutamente in grado di fare due partite in pochi giorni: giocava questa o la prossima. Il problema è che se siamo quelli del primo tempo, non meritiamo neppure di arrivare ai playoff. Ho delle ambizioni e spero che le abbiano  molti dei miei giocatori. Poi, però, bisogna mettere a fuoco la strada da percorrere. Da allenatore posso pensare di aver sbagliato a preparare la partita dal punto di vista psicologico o forse no. Le cose non accadono per caso e dobbiamo porci domande: se un giocatore in una gara è da 7 e in un'altra da 3, dobbiamo farci domande. Non può essere sfortuna. Ci dobbiamo guardare negli occhi: se vogliamo andare ai playoff per fare questa partita, meglio non andarci. Occorrono riflessioni per l'immediato e riflessioni per il futuro. La proprietà ha l'ambizione di cercare qualcosa di importante. Se l'obiettivo era ricostruire, tenendo conto dei cocci dai quali siamo ripartiti, ci stiamo provando. La proprietà sarebbe contenta di andare ai playoff e sarebbe estremamente contenta che con un colpo di coda fossero vinti. Vorrei andare ai playoff ma con tutte le mie forze per vincere. Cerci? E' la storia di un anno, non solo di questa partita. Era una scommessa, non è stato fortunato. Non ha fatto la differenza per una serie di vicissitudini".

Le scelte

Djuric "ombelico del mondo" e Giannetti a supporto, quest'ultimo tra i peggiori in campo, insieme a Billong. Costretto a gestire Gondo, non al meglio per un affaticamento al flessore della coscia destra, Gian Piero Ventura sceglie due attaccanti di ruolo e affida a Kiyine mansioni da trequartista. Cinque squalificati, uomini contati. Problemi anche per Dionigi, ex calciatore del trainer granata, oggi suo avversario in panchina: Scamacca non ce la fa, in prima linea c'è Trotta. La Salernitana non vince fuori casa dal 19 gennaio a Pescara e per sognare in grande deve sbloccarsi anche in uno stadio che ha regalato blitz negli ultimi anni.

Tutto in salita

La partita diventa subito una montagna da scalare. Marcello Trotta, che decise un derby a favore dell'Avellino, sale in cattedra all'8' e porta in vantaggio l'Ascoli. L'azione si sviluppa sulla destra, proprio sotto la panchina di Ventura. Trotta dribbla Giannetti e poi Lopez. L'uruguagio potrebbe seguirlo e pressarlo ma lo molla al limite dell'area. Il giocatore bianconero può prendere la mira e fiondare verso la porta di Micai. Tocca Billong e la deviazione sposta il pallone, la traiettoria. Il portiere granata, che sta per tuffarsi verso sinistra, è costretto a cambiare piede perno ma può solo toccare, senza trattenere. 1-0, tutto in salita. Al 14', Billong prova a rimediare nell'area avversara, sugli sviluppi di calcio d'angolo: colpo di testa, alto. Al secondo affondo, l'Ascoli raddoppia. Akpa Akpro commette fallo su Ninkovic e procura calcio di punizione. E' un corner corto per i marchigiani. Batte Ninkovic, la Salernitana decide di schiacciarsi tutta in area piccola, sulla riga di porta. E' una tattica-boomerang: il pallone, svirgolato da Giannetti in barriera e poi toccato da Jaroszynski sulla riga di porta, si insacca alle spalle di Micai (16'). Alla mezz'ora arriva anche il primo tiro nello specchio per la Salernitana: traversone di Karo, Djuric stoppa e tira "telefonato".

Il solito Billong

Il difensore della Salernitana è di nuovo fuori posizione e poco reattivo al 36', in occasione dell'azione che potrebbe consentire all'Ascoli addirittura di dilagare. Cross dalla sinistra, Billong è immobile e si fa scavalcare dal pallone. Il primo tiro è di Trotta, "murato" da Jaroszynski. Tap-in di Morosini che sceglie la conclusione di potenza a discapito della precisione: la conclusione a botta sicura è parata da Micai con un prodigio. Sul ribaltamento di fronte, Giannetti invoca calcio di rigore l'arbitro non ravvisa falli avversari.

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La ripresa e la doccia gelata

Ventura gioca il tutto per tutto: "scarta" Cerci e sfila Giannetti, impalpabile. L'ex Torino utilizzato a destra, Cicerelli spostato a sinistra. Djuric fa il centravanti. Neppure il tempo di assestarsi e di assestare il ginocchio di Jaroszynski - toccato duro, rimpiazzato poi da Heurtaux - che la Salernitana subisce il terzo gol. Fa tutto Billong, al 4': vorrebbe mettere in moto Kiyine ma il suo passaggio è sbilenco. Lo intercetta Trotta che si invola e con un diagonale potente e preciso, sul palo lungo, supera Micai (3-0). I granata ritornano in corsa al 10': cross di Lopez, Ferigra tocca con il braccio. Calcio di rigore e gol di Kiyine, il nono stagionale, il settimo dagli undici metri. Ne realizza undici stagionali, invece, Milan Djuric: al 41', su cross di Lopez, il gigante bosniaco prende il tempo a Brusco e con un imperioso colpo di testa fa 3-2. Troppo tardi.

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