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Tutino mette il turbo: la Salernitana sbanca Ascoli e si rilancia in classifica

Vittoria dedicata a Dziczek, che si è accasciato sul terreno di gioco, in preda alle convulsioni. Doppietta in 24', i granata ritornano al successo in trasferta dopo due mesi. Il centravanti riscatta l'errore commesso dal dischetto nel match precedente, contro il Vicenza

Vittoria dedicata a Dziczek: la Salernitana batte l'Ascoli a domicilio ma corre al capezzale dello sfortunato centrocampista polacco che al 40' si è accasciato sul terreno di gioco, in preda ad una crisi vagale. Dieci gol in campionato più uno in Coppa Italia, record personale eguagliato, digiuno di vittorie in trasferta spezzato dopo due mesi: il califfo della Salernitana ha le scarpette arancioni e si chiama Gennaro Tutino. Con un doppio graffio, il centravanti mette la partita di Ascoli in discesa al 2' e poi l'archivia al 24'. E' lui il grande protagonista di giornata e la squadra di Castori, che ha ritrovato non solo il bomber ma anche l'equilibrio tra reparti e il ritmo tambureggiante, veleggia di nuovo nelle zone altissime della classifica. Al fischio di chiusura, Salernitana al secondo posto a pari punti con il Venezia, in attesa di Chievo-Monza. Frana, invece, il Cittadella, sconfitta in casa dalla Reggiana prossima avversaria dei granata.

Il commento di Castori

"Vincere qui ad Ascoli non era facile e lo abbiamo fatto giocando una grande partita. Siamo stati superiori per intensità ed a livello tattico, senza mai far tirare in porta l'Ascoli. Sono convinto che il periodo di appannamento è superato. Sapevo che il periodo di gennaio e febbraio avrebbe potuto portare un po' di ruggine ma ci siamo sbloccati", spiega Castori a fine partita. Due gol e blitz ad Ascoli, senza Djuric e con altre caratteristiche: palla a terra, senza spizzate. "La squadra ha interpretato la partita per le caratteristiche dei giocatori in campo - conferma l'allenatore -. Conta il fatto di aver sfruttato alternative, che si sono rivelate fruttuose. Lucidiamo altri tre punti in bacheca". La vittoria in trasferta, che mancava da due mesi, rilancia in classifica la Salernitana: "Ce lo vogliamo giocare, questo campionato, e ce lo stiamo giocando. Non sono guardingo ma viviamo alla giornata, sapendo che la Serie B è un campionato equilibrato. Poi bisogna vedere come finiscono le partite. Oggi, ad esempio, oltre Dziczek, Jaroszynski ha terminato la partita con un problema muscolare". Poi su Dziczek: "Ci siamo spaventati di brutto. La sua partita, come l'allenamento nell'altra circostanza, era cominciata da poco, senza contrasti. Speriamo che la sua situazione si sistemi. Non aveva subito trauma, non era stanco". Sulla partita, invece, Castori rimarca la grinta e la rabbia agonistica. Insomma il ritorno alla Salernitana vecchia maniera: "Siamo cresciuti, è il compendio di un percorso ponderato, a livello di preparazione. Sapevo che a gennaio avremmo pagato dazio ma adesso raccogliamo i frutti. Non è stata solo grinta, contro l'Ascoli: ci sono state anche trame di gioco. Molto bravi anche Gyomber e Capezzi, ma i meriti li distribuisco equamente, perché oggi tutta la squadra ha giocato come sa. Sono contento, perché abbiamo avuto pazienza e siamo stati perseveranti, dopo i quattro pareggi consecutivi. A livello fisico stiamo crescendo, a livello tattico gli accorgimenti che abbiamo portato stanno dando i frutti e quindi mi sento di dire che stiamo migliorando e ce la giochiamo con tutti. Non mettiamo limiti alla provvidenza". Tutino senza Djuric gioca più libero e responsabilizzato? "Non credo, è nato tutto da una situazione che all'inizio siamo riusciti a sfruttare. In vantaggio dopo 2', si è creato anche un aspetto psicologico favorevole. Aggiungo, anzi, che nel secondo tempo abbiamo avuto bisogno anche di Djuric, perché non riuscivamo a lavorare più il pallone. Avevo detto che Milan stava vivendo un periodo di appannamento e quindi doveva essere gestito. Questa vittoria rafforza le nostre certezze, ma siamo stati sempre nelle prime posizioni. Siamo lì e ce la giochiamo".

La zampata di Tutino

Salernitana in vantaggio dopo 2': distrazione fatale per la difesa dell'Ascoli e zampata vincente di Tutino. Nasce tutto da una rimessa laterale di Jaroszynki che Gondo prolunga in area. D'Orazio di testa intende accomodare il pallone tra le braccia di Leali. Sbaglia, però, la misura del passaggio, Capezzi è furbo ad inserirsi e bravo a servire Tutino, appostato sul palo lungo. Il suo decimo gol stagionale, compresa la Coppa Italia, è un gioco da ragazzi: comodo piatto destro, sotto misura. Liberata la mente e sciolte le gambe, la Salernitana va sul velluto al 7': tacco illuminante di Tutino che smarca Casasola, tiro immediato di sinistro indirizzato al secondo palo ma Leali si distende provvidenziale ed evita anche il tap-in di Gondo. L'Ascoli sbanda anche al 10' e soffre di nuovo sulla rimessa laterale di Jaroszynski. Il pallone spiove in area, Coulibaly va di sponda per Gondo che si gira lesto e tira in porta. Leali si ritrova il pallone tra le mani. Poi Adamonis è attento e blocca la conclusione dell'ascolano Sabiri.

Cala il sipario

La Salernitana chiude i conti al 24', approfittando di nuovo degli errori ascolani. Lancio lungo di Casasola sulla destra, Quaranta sbaglia il controllo, Tutino tenta di servire Gondo in area ma Brosco intercetta. Lo fa, però, malissimo. Il pallone carambola di nuovo tra i piedi di Tutino che di esterno destro infila il pallone nell'angolo opposto, alla destra di Leali: 0-2. "Il mister ci aveva detto di attaccare alle spalle dei terzini. Il raddoppio è nato in questo modo", dirà poi l'attaccante all'intervallo, al microfono di Dazn. Tutino realizza e Adamonis conserva: Brosco prende il tempo a Casasola e colpisce di testa, è bravo il portiere lituano a distendersi sulla sua sinistra, blindando la porta granata. Brividi e sospiri poi al 39' quando, su calcio punizione battuto da Sabiri, il vice di Belec respinge male coi pugni colpendo fortunatamente la sagoma di Jaroszynski.

Nel segno di Tutino

La ripresa riparte ancora con un "lampo" di Tutino: al 52', lanciato da Casasola con l'azione fotocopia dello 0-2, si libera di Quaranta e prova a sorprendere Leali con un tiro potente e preciso che incoccia la traversa. C'è un altro gigante, stavolta in area di rigore granata: Gyomber è una sicurezza e blocca Saric. Al 59', lanciato in contropiede da Aya, Tutino mette la freccia a sinistra, punta Brosco ma il suo tiro è alto. L'Ascoli replica con mischie e folate, senza molta lucidità. L'ultimo ad arrendersi è Dionisi, ex di turno: tiro forte ma non angolato, smanaccia Adamonis (65'). Coulibaly è ammonito (entrerà in diffida), rischia l'espulsione e Castori, che aveva già sostituito Gondo con Kiyine, richiama in panchina il suo pretoriano per riproporre Djuric. Ricomposto il centrocampo con l'inversione delle mezzali: Capezzi, Di Tacchio, Kiyine. Dura poco, perché Jaroszynski, protagonista di una bella diagonale per fermare l'inserimento di un centrocampista dell'Ascoli, avverte dolore al flessore della coscia sinistra (rischio infortunio) e Castori chiude il terzo slot mandando in campo altri due giocatori: Veseli al posto di Jaroszynski e Dziczek per Capezzi.

Tanta paura

Poi il dramma sfiorato, tanta paura per Dziczek che si accascia al suolo. La partita si ferma e riprende, con il cuore in gola, per 9'. Poi la dedica di Tutino: "Abbiamo avuto tanta paura, era già capitato in allenamento. Gli saremo vicino, lo aspettiamo e giocheremo anche per lui".

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