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Claudio Lotito

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Bando Energy Power, polemica tra Salerno Calcio e Antonio Lombardi

Botta e risposta tra la società di Lotito e Mezzaroma e la Energy Power dell'ex presidente della ex Salernitana Calcio in merito al bando per l'acquisto dei beni della squadra granata

Cavalluccio, colore e denominazione: è polemica a distanza tra Salerno Calcio e la Energy Power di Antonio Lombardi, ex presidente della ex Salernitana Calcio, dalle cui ceneri è nata appunto la società di Lotito e Mezzaroma, che ha centrato la promozione dalla serie D alla Lega Pro Seconda Divisione.

"La Società Salerno Calcio S.r.l., in riferimento al bando per offerta al pubblico dei beni immateriali della locale squadra di calcio, proposta da Energy Power - si legge in un comunicato stampa - comunica di non poter aderire alla proposta nei termini stabiliti, a causa della carente e contraddittoria documentazione che la società offerente ha messo a disposizione circa la sua titolarità sui beni che ne formano oggetto".

Nel dettaglio, il Salerno Calcio muove delle "obiezioni" al bando della Energy Power, titolare dei beni relativi alla Salernitana: "Nel contratto di acquisto di tali beni dalla Curatela Salernitana Sport, del 2009, è espressamente dichiarato che la Curatela venditrice non garantiva la sua titolarità su detti beni e che la società acquirente si era assunta tutti i rischi al riguardo; gli stessi rischi non possono oggi essere trasferiti al Salerno Calcio senza che vi sia, a fronte, una copertura idonea ad evitare un acquisto che si potrebbe rivelare soltanto apparente; Energy Power, società di Lombardi, non ha fatto valere tale acquisto nel giudizio svoltosi dinanzi al Tribunale di Napoli, conclusosi nell’estate del 2011 con una sentenza di dura condanna risarcitoria della Salernitana 1919, altra società di Lombardi, a favore della Curatela Salernitana Sport, per l’uso illegittimo di beni che, almeno dopo una certa data non erano più nella titolarità di questa; la Curatela Salernitana 1919 ha in corso la predisposizione di atto di appello avverso la sentenza del Tribunale di Napoli e la Corte di Appello dovrà accertare se effettivamente la Curatela Salernitana Sport era, all’epoca, titolare dei beni poi ceduti ad Energy Power e da questi posti oggi in vendita; la Curatela Salernitana 1919 ha comunicato di non aver raggiunto alcun accordo transattivo con Energy Power in merito alla titolarità su detti beni, e di non aver assunto, ad oggi, alcuna determinazione circa la rivendicazione di diritti sugli stessi, a conferma di quanto esposto dal Tribunale di Salerno nel provvedimento del giugno 2012, indicato nell’offerta anzi dalle dichiarazioni del Curatore, Dott. Ivone, si può evincere come la Curatela potrebbe intraprendere sanzioni revocatorie".

Il Salerno Calcio propone, si legge nella nota, "la possibilità di stipulare un contratto di licenza di uso dei beni immateriali offerti in vendita, da valere per il tempo necessario a chiarire l’effettiva titolarità e legittimità del loro acquisto, determinando un canone annuo commisurato al loro valore; nel contempo si dichiara disposta ad impegnarsi al loro acquisto definitivo, una volta che la situazione giuridica oggi confusa verrà chiarita, sia dagli organi giudiziari che dagli organi fallimentari, per il prezzo oggi richiesto, del quale il canone d’uso convenuto varrà come acconto".

Non si è fatta attendere la replica della Energy Power di Antonio Lombardi: "Con riferimento al comunicato stampa della Società Salerno Calcio s.r.l., si rappresenta quanto già reso pubblico con l’invito ad offrire, ovvero
- che la titolarità in capo ad Energy Power deriva da atto notarile stipulato con la Curatela fallimentare della SALERNITANA SPORT S.p.a. in liquidazione, come da preventiva autorizzazione degli organi fallimentari;
- che la curatela della SALERNITANA SPORT S.p.a. ha dichiarato di non aver alcuna pretesa economica nei confronti dell’Energy Power in relazione alla controversia chiusa con sentenza del Tribunale di Napoli ;
- che in sede di reclamo ex art. 26 l. fall. il Tribunale di Salerno sezione fallimentare ha riconosciuto che i predetti beni immateriali non rientrano nella disponibilità del fallimento della SALERNITANA CALCIO 1919 S.p.a.
Tutta questa documentazione, che resta la sola nella disponibilità dell’Energy Power è stata prontamente rimessa, appena ricevutane richiesta, al legale del Salerno Calcio s.r.l., avv. Gentile, con nota raccomandata, finanche accompagnata dal contratto di finanziamento bancario relativo alle risorse finanziarie utilizzate dalla Energy Power per l’acquisto dei beni dalla curatela fallimentare. Per quanto riguarda le trattative che vengono solo paventate dal Salerno Calcio S.r.l., le stesse non possono essere proposte con comunicato stampa , ma vanno intavolate tra i rispettivi legali nelle forme e con le modalità che sono imposte dalla correttezza professionale. Per quanto riguarda la titolarità dei beni, nonostante le inequivoche risultanze di atti pubblici preceduti da autorizzazioni rese dagli organi fallimentari della SALERNITANA SPORT S.p.a. in liquidazione, e ad oggi ancora pacificamente validi ed opponibili, Energy Power esprime ogni riserva di azione risarcitoria nei confronti di tutti i soggetti che, nonostante l’intervenuto pacifico riconoscimento della titolarità effettiva dei segni, intendano gettare dubbi o discrediti sulla società, al fine di provocare reazioni immotivate nella tifoseria. Energy Power precisa comunque che non intende sottrarsi all’esigenza di assicurare alla tifoseria la gioia di vedere in campo i colori ed i segni distintivi della Salernitana, volendo solo tutelare l’immagine e il diritto della società, messi in discussione da infondate e speciose polemiche”.






 

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