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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Basket

Una mostruosa Scafati domina Cantù: è 2-0

Gialloblù più fisici e mentalmente più forti, ma i brianzoli non hanno mai mollato. Adesso la serie si sposta a Desio

GIVOVA SCAFATI-PALL. CANTU' 67-53

PARZIALI: 21-10; 34-22; 53-36.

SCAFATI: Mobio 8, Daniel 10, Grimaldi n.e., Perrino n.e., Parravicini 1, De Laurentiis 4, Clarke 4, Rossato 7, Cournooh 6, Monaldi 15, Cucci 9, Ikangi 3. All. Rossi.

CANTU': Stefanelli, Bryant 16, Vitali, Nikolic 15, Moscatelli n.e., Da Ros 2, Bucarelli, Cusin 4, Bayehe 4, Allen 6, Severini 6, Tarallo n.e.. All. Sodini.

ARBITRI: Masi di Firenze, Maschio di Firenze e Foti di Vittuone (MI).

Gara due della finale promozione per la serie A va in archivio con una prestazione mostruosa da parte di Scafati, in vantaggio per 37'15". Un vero e proprio monogolo per i gialloblù che hanno dominato fisicamente e mentalmente la partita anche se contro questa Cantù non si possono mai alzare troppo presto le mani dal manubrio. Non a caso, nel finale gli uomini di coach Rossi sono arrivati anche ad avere venti punti di vantaggio, eppure a 3' dalla fine gli avversari hanno avuto la tripla che poteva ricucire il distacco ad appena sette lunghezze.

Primo tempo

Pronti via, sono gli ospiti ad avere un migliore approccio facendosi subito sentire a rimbalzo offensivo (3 nei primissimi minuti) soprattutto con Bayehe che converte anche un gioco da tre punti. L'incontro non ha bisogno di accendersi, perché tra il caldo tifo del pubblico e l'adrenalina in campo i ritmi sono già parecchio forsennati. Ci pensa Daniel con quattro punti consecutivi - peccato per non aver trasformato un libero aggiuntivo - a riportare Scafati avanti sul 7-6 al 4'. Ed è anche suo il volo tra gli spalti saltando i cartelloni pubblicitari per recuperare l'ennesimo rimbalzo lungo. Applausi a scena aperta per la volontà di non arrendersi, ma l'americano è anche costretto ad uscire per la botta rimediata. Non si contano i contatti spesso al limite del fallo, cosa che non rende per nulla facile il compito degli arbitri. La penetrazione di Bryant al limite dello sfondamento permette ai brianzoli di ricucire sul -1, mentre capitan Rossato rimedia un taglio al sopracciglio che lo costringe a medicarsi. E' solo un fuoco di paglia però, perché i padroni di casa rispondono con un break di 7-0 che fissa il punteggio sul 18-10 a un giro di orologio dalla prima sirena corta. Sull'ennesima bagarre a rimbalzo, Mobio e Bucarelli arrivano a spingersi e gli uomini in grigio per sedare qualsiasi conseguenza ravvisano antisportivo ad entrambi. Con 12" sul cronometro il possesso è comunque di Scafati, con Monaldi che si ritrova accoppiato con Cusin e infila il buzzer beatrer dagli otto metri con tanto di mano in faccia che vale il primo vantaggio in doppia cifra della serata.

La seconda frazione inizia ancora nel segno del play ex Napoli che manda a bersaglio un'altra tripla. Daniel alza ancor di più il livello fisico della contesa con una devastante schiacciata, ma Bryant griffa cinque punti consecutivi e al 13' Cantù insegue sul 26-17. Cucci infiamma il PalaMangano con la tripla che rimette la doppia cifra di distanza tra le due compagini, ma il match resta equilibrato. Soprattutto, gli ospiti ritornano a conquistare qualche rimbalzo in attacco che gli permettono di restare a contatto nonostante sembrano subire la maggior verve degli uomini di coach Rossi. In realtà Scafati sbaglia qualche conclusione anche aperta dall'arco che avrebbe potuto consentire un concreto principio di fuga. La contesa resta apertissima anche perché gli allenatori effettuano cambi continui così da mescolare sempre le carte senza permettere di far trovare la quadra ai rispettivi dirimpettai. Si segna poco anche per via del parquet parecchio scivoloso, con i giocatori che in più di una occasione si ritrovano a terra con la palla. L'intensità comunque resta alta, e sull'ennesimo fallo in penetrazione Da Ros rischia quasi di prendersi un tecnico. L'arbitro però opta solo per il richiamo. Cournooh va per il secondo buzzer della serata, ma questa volta il pallone colpisce solo il secondo ferro. E così rimangono dodici le lugnhezze di vantaggio per Scafati all'intervallo.

Secondo tempo

Al rientro dagli spogliatoi Monaldi sfida due volte la mole funesta sotto le plance, ma pur subendo una marea di contatti ha ragione lui che segna quattro punti di fila. Cantù non riesce proprio ad entrare in ritmo, continuando a tirare con percentuali pessime tanto da precipitare sul 41-26 quando al 23' Cucci trova il fondo della retina dall'arco. I brianzoli continuano a sbagliare tanto, soprattutto con il fantasma Allen che viene presto richiamato in panchina da coach Sodini. Eppure, in qualche modo gli ospiti riescono a rintuzzare a -11. Il linguaggio del corpo però non è per nulla benaugurante. E infatti, i viaggi in lunetta di Rossato e Daniel riaprono il solco con Cantù che chiama immediatamente timeout. Serve però a ben poco, perché il contropiede di Cournooh vale il 48-30 a 2'30" dalla fine del terzo periodo. Gli ospiti ancora una volta quando sembra che stiano per capitolare, riescono a trovare i punti necessari per rimanere in corsa prima che arrivi l'ennesima folata di Scafati che all'ultima sirena corta può vantare diciassette punti di vantaggio.

Il canovaccio dell'incontro non cambia all'inizio degli ultimi seicento secondi di gioco. Cantù continua a litigare con il ferro, anche e soprattutto dalla lunetta (7/16). Scafati invece costruisce dei buoni attacchi, con un'ottima circolazione di palla (20/54 dal campo), ma non riesce a mettere punti a referto. Alla fine ci pensa Monaldi che sfida ancora una volta i centimetri sotto canestro confezionando un gioco da tre punti per il quinto fallo di Bucarelli. Il PalaMangano scoppia in un boato quando Mobio realizza da tre, cosa che permette di fissare il parziale sul 59-39 dopo che i gialloblù hanno flirtato diverse volte con il +20. Coach Sodini prova a fermare l'emorragia al 33' con l'ennesimo minuto di sospensione, ma i suoi proprio non riescono a cambiare marcia. I locali sono ormai in trance agonistica, e oltre a chiudere ogni spazio in difesa sembrano arrivare su qualsiasi pallone. Eppure, a 3' dalla fine nonostante le pessime percentuali al tiro (21/60 dal campo) e il linguaggio del corpo negativo, Cantù è a -11 sul 61-50 grazie alla tripla di Nikolic. Il colpo della staffa spetta sempre al capitano Rossato, che nonostante il turbante segna dai 6,75 per ben due volte in meno di 30", facendo così partire la festa sugli spalti.

A Scafati adesso manca una sola vittoria per coronare il sogno promozione, ma la serie si sposta a Desio e la musica molto probabilmente cambierà. Ad un Sodini che in sala stampa ha provato a lanciare messaggi di ottimismo, convinto che la sua squadra possa ancora riprendersi per ribaltare la situazione dopo che "stiamo lavorando sin dai primi di agosto per stare dove stiamo e di certo non molleremo proprio ora", ha fatto da contraltare coach Rossi, che ha rimarcato come non possa esserci nessuna festa se prima non si agguanta il terzo successo.

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