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Salernitana in trasferta a Brescia, parla Castori: "Comincia il ciclo di ferro"

L'allenatore è pronto a riconfermare la formazione delle ultime esibizioni. A Brescia, contro una squadra che ha cambiato da poche ore guida tecnica, spazio ancora al 3-5-2. Poi il tecnico granata si emoziona ricordando Paolo Rossi

Squadra che vince... si cambia. Dopo aver dato fiducia allo stesso undici base di Cosenza in occasione della vittoria casalinga contro il Cittadella, l'allenatore della Salernitana, Fabrizio Castori, non ha riconfermato la formazione delle ultime esibizioni. A Brescia, contro una squadra che ha cambiato da poche ore guida tecnica (Dionigi al posto di Lopez, dopo l'interregno di Gastaldello e il pareggio a Cremona) la Salernitana si presenterà di nuovo in campo con il modulo tattico 3-5-2 ma varia alcuni interpreti: Gyomber sarà leader della difesa, ai suoi fianchi Bogdan e Aya, al posto di Mantovani. In attacco Djuric e Tutino, Dziczek e Di Tacchio a centrocampo, "quinti" Kupisz e Casasola, Cicerelli e non André Anderson mezzala di "scompiglio", parafrasando il tecnico granata.

La presentazione

"Comincia il ciclo di ferro e poi la quarta partita dopo il Frosinone - esordisce Castori - E' il periodo cruciale del campionato. Tante partite ravvicinate esigono uno sforzo supplementare. Abbiamo recuperato Lopez e speriamo di ottenere anche Schiavone e Veseli per martedì. Non so se riusciremo a riavere anche Karo. La squadra arriva bene a questo impegno. E' un'altra gara difficilissima di questo campionato durissimo. Non abbiamo cambiato preparazione, anzi è stata una settimana di carico per sfruttare al massimo l'ultimo periodo nel quale è possibile buttare altra benzina nel serbatoio. Poi non sarà più possibile". Lopez è recuperato e offre opportunità tattiche ma Castori riflette: "Non ha i novanta minuti nelle gambe e non mi piace rischiare subito il giocatore che ha fatto solo due allenamenti". Il Brescia ha cambiato manico: "Incide dal punto di vista della carica agonistica e delle motivazioni. E' una squadra di qualità, che ha fatto la Serie A. Va ammesso, però, che hanno Donnarumma e Bisoli fuori causa e che hanno giocato il derby con la Cremonese. Noi abbiamo lavorato senza sottovalutare nulla. I bilanci li faccio alla fine, la squadra sta crescendo e dobbiamo sempre perseguire il massimo di quello che stiamo facendo".

Lo scenario

"Il calendario così stretto e condensato - aggiunge Castori - può darci la spinta giusta. Conteranno la condizione e la disponibilità di risorse umane. La fatica e la difficoltà ci sono per noi e per gli altri. Il campionato può prendere una bella svolta". In granata c'è Keita:è in prova, tesserabile a gennaio. "Deve venire, attendo di allenarlo, ne ho già parlato con il direttore sportivo e verificherò le sue attitudini". Keita, che ha svolto tamponi lunedì con la squadra e ha svolto già le visite di idoneità sportiva, potrà essere utilizzato da quinto a sinistra o da terzino.

Il ricordo di Pablito

Poche ore fa, il calcio Mondiale, anzi Mundial ha ricordoto con commozione la scomparsa di Paolo Rossi. Lo fa anche Castori e si emoziona, ripensando alla Coppa del Mondo nel giorno delle sue candeline sulla torta: "Era l'11 luglio - dice - era il giorno del mio compleanno, 1982. E' una cosa emozionante, che mi fa piangere. Impossibile non ricordare con affetto quella squadra che ha dato gioia a tutti, alla Nazione. C'erano squadre forti, più forti: Brasile, Argentina. L'Italia ha vinto con i valori, con la forza dei ragazzi, con la classica squadra da sogno. Paolo Rossi era un ragazzo umile, semplice, perbene. Se n'è andato giovane

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