Calcio fermato dal Covid-19, intervista a Gagliano: "La LND tuteli le società in grande difficoltà"

L'ex presidente della Figc Campania a tutto campo sulla crisi economica che rischia di travolgere anche il mondo del pallone

L'ex presidente Gagliano

In questo momento particolare, anche il calcio corre dei seri rischi di trovarsi in una grossa palude, ma non solo il calcio professionistico ma soprattutto quello dilettantistico. Ne abbiamo parlato con un esperto  di calcio Salvatore Gagliano, già consigliere federale per ben 13 anni e di recente presidente della Figc Campania.

Gagliano i campionati a fine febbraio sono stati interrotti, pensa che riprenderanno ?

Penso che al momento il calcio non sia assolutamente una priorità, visto che tutti siamo molto concentrati sul problema sanitario che interessa indistintamente   tutti e ne seguiamo gli sviluppi con grande attenzione e trepidazione.

Ed esclude che ora che si passerà alla fase due ci possano essere delle aperture ?

Intanto speriamo che presto si passi, così vorrà dire che le cose vanno decisamente meglio, ma sinceramente non penso che da subito a livello dilettantistico ci possano essere delle novità , in quanto nel calcio esiste un problema insuperabile che è quello del contatto  e di conseguenza un calcio senza contatto, che calcio è ? E poi se lei pensa che non ipotizzano di riaprire le scuole nemmeno per gli esami di stato, si può mai pensare  che si dia via libera al gioco del calcio? No, io lo escludo.

Ed allora pensa che realmente le speranze di ricominciare siano minime ?

Guardi io penso che anche gli stessi addetti ai lavori  (dirigenti, tecnici e calciatori) siano scettici rispetto all’ipotesi di ricominciare. Anche perché non dobbiamo dimenticare la carenza di impianti che abbiamo in Campania  e non solo : spogliatoi piccoli e molto spesso non adeguati alle esigenze attuali. Tale realtà complica  ancora di più l’eventuale ripresa  delle attività sportive. Ma d’altra parte se il Presidente degli arbitri Italiani Marcello Nicchi si preoccupa dei suoi arbitri che operano in sale Var piccole, al punto tale di ipotizzare di non autorizzarli a svolgere tale ruolo, immagina lei cosa possa significare per una società dilettantistica spogliarsi e fare la doccia in pochi metri quadrati di uno spogliatoio?  E poi non ci dimentichiamo che comunque noi parliamo di calciatori dilettanti. E chi si assumerebbe una responsabilità così elevata? I giovani calciatori vanno assolutamente tutelati. E questa si è una autentica  priorità.

Ma a questo punto per il futuro è grosso il rischio che parecchie società non si iscriveranno più ai rispettivi campionati, cosa ne pensa?

Guardi il rischio c’è ed è elevato. Io nella qualità di dirigente calcistico ho visto fare dei sacrifici incredibili a tanti dirigenti pur di iscrivere le proprie società ai vari tornei organizzati dalla Figc. Dirigenti che hanno addirittura tolto soldi alle proprie famiglie; dei veri appassionati. Certo i costi sono decisamente elevati e dopo una crisi economica che certamente ci sarà dopo tale drammatica situazione, penso che in tanti avranno delle difficoltà obiettive nel dover finanziare le proprie società e di conseguenza rinunceranno.

E con la sua esperienza come ci si regolerà con i campionati interrotti a metà, sia sotto l’aspetto economico che per stabilire le squadre vincenti e perdenti ?

Guardi questa è una domanda da un milione di dollari. Per le classifiche sarà un bel rebus decidere, ma penso che il problema sarà superato in quanto le defezioni  di tante società, serviranno ad accontentare le società che desiderano partecipare a campionati maggiori. Sotto l’aspetto economico sicuramente le società chiederanno dei rimborsi non avendo terminato i rispettivi campionati in corso e là ci vorrà tanto buonsenso da parte di chi governa il calcio a comprendere che anche le società il danno lo hanno ricevuto, eccome.  

Ed allora lei pensa che anche per i dilettanti ci voglia l’intervento del governo ?

Beh certo. Anche se  ora  ribadisco, non è di certo  una priorità visto che al momento va data grande attenzione alle aziende che devono ripartire unitamente all’occupazione, vista la paralisi in essere del Paese.  Quando sarà superata, spero brillantemente,  anche la fase 2 ed allora  di certo il Ministro Spadafora potrà attenzionare il problema calcio, chiarendo che abbiamo parlato di calcio, ma il problema riguarda lo sport dilettantistico ed amatoriale di qualsiasi disciplina ed a tutti i  livelli.  Questo principio è fondamentale  e non va dimenticato, in quanto ogni disciplina è molto importante nel sociale.  

E per concludere, allora ?

Auguriamoci di uscire al più presto da questo pericoloso tunnel che ha già causato tantissime vittime. Poi si metterà in moto la macchina economica ed occupazionale e poi tutto il resto compreso il calcio e gli altri sport. Certo ci saranno anni duri, ma come sempre saremo bravi a superare anche queste elevatissime difficoltà e nel giro di qualche anno tutto, ci auguriamo, potrà  ritornare come prima.

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