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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Calcio

Comincia l'era Iervolino, il presidente si presenta: "Salernitana non più ancella, pronti alla sfida"

Sul direttore sportivo: "Sabatini è un vincente. Siamo arrivati tutti con un reciproco sospetto. Lui non conosceva la mia strategia e io preoccupato perché era stato sempre nei grandi club. Poi ci siamo fermati e fatti complimenti al limite del mieloso. Ha ferocia, vuole rivoluzionare tutte le opacità"

Il timbro del notaio, la presenza dei tifosi a Scafati e degli ultras in città, gli auguri del sindaco di Salerno, il saluto con l'acchiappavip Francesco Caterina, cuore granata di Fratte. Comincia così l'era Iervolino, nuovo presidente della Salernitana. La conferenza stampa di presentazione del nuovo timoniere della Bersagliera e del suo entourage - ci sono l'amministratore unico di Idi Srl, Generoso De Luca, gli avvocati, gli Stati generali granata - comincia con la video conferenza e il saluto del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli. "Chiediamo a Iervolino, imprenditore capace, slancio nuovo per la piazza, per la tifoseria. Gli chiediamo di restare in Serie A. Poi fisseremo un incontro per parlare di cose che ci stanno a cuore: il centro sportivo, il settore giovanile. Macte animo", ha detto il sindaco

La presentazione

"Ho un sogno: dedicare un giorno un trofeo al mio povero fratello Angelo che è morto per leucemia fulminante. Lui era molto tifoso. Nella vita ho fatto un po' di cosette, ma dall'1 gennaio sono state tutte cancellate, perché travolto dall'entusiasmo - ha esordito Iervolino - sono felice. Dico tanti grazie: ai tifosi, agli addetti ai lavori, agli sponsor, allo sponsor Caffé Motta (che a fine serata ha omaggiato Iervolino con special box). Ho un progetto ambizioso, di cambiamento e di statuto comportamentale. Un po' ci sono riuscito nel settore universitario, refrattario all'innovazione. Sono un grande investitore. A me non dispiace investire. A me dispiace buttare i soldi: non butterò neppure un euro. Sono solo in questa avventura e per ora non ci penso lontanamente ad essere affiancato. Non sono contrario all'apertura del capitale. Se un giorno lo farò, sarò solo per il bene della società. Quando è accaduto per la mia azienda, è stato fatto perché qualcuno avrebbe fatto meglio di me. Non sono venuto qua per prendere la ribalta sterile ma per fare i fatti. Anche sul mercato: mai le stellette, ma acquisti funzionali. Adesso voglio riuscirci nel calcio. Vogliamo portare le famiglie in totale sicurezza allo stadio, stiamo elaborando con TecnoGym un progetto, un laboratorio innovativo. Vogliamo creare una squadra osmotica con il territorio: centro sportivo, creare un museo. Questa è una squadra leggendaria. Vogliamo creare totale discontinuità: non è un atto d'accusa nei confronti di chi c'era, anzi Marchetti e Fabiani hanno fatto un ottimo lavoro. Però non hanno creato il link. La squadra è tutta altra cosa: la squadra ha ricaduta valoriale, di passione. Non si può parlare poco e male con i giornalisti solo perché si è proprietari, non si può non tenere conto dei tifosi. Occorrono adesso tante personalità e non singoli personalismi. Occorre passione, tanta passione. Bisogna ripudiare qualsiasi forma di tifoseria aggressiva, combattere qualsiasi forma di illegalità. La squadra è la squadra, non può essere subalterna a nessuno. Qui dobbiamo fare l'Academy della Salernitana".

Gli uomini e la tecnologia

Ci sono l'avvocato Fimmanò, mio avvocato d'affari, il dottore Bifolco, la dottoressa Mara Andria per coordinare una comunicazione innovativa. Ci sarà cambiamento nella direzione generale e sportiva. Ho parlato con Fabiani. Mi sono complimentato per il suo lavoro ma l'ho anche rimproverato perché non andava fatto così: la Salernitana non doveva essere gestita solo da dietro la scrivania. E' il risultato è sotto gli occhi di tutti: si è creato scollamento, questa è una città, una tifoseria che è rimasta con la testa alta fino alla fine, ripudiando una gestione che non ha mai condiviso. E io in questa appartenenza mi rispecchio totalmente. Voglio innovazione tecnologia: per me è impensabile una biglietteria ancora statica, senza app, senza incentivazioni  per le famiglie Cercheremo di far diventare questa squadra un modello, un prototipo e vedrete che ci saranno delle copie col tempo ma la nostra sarà sempre l'originale e le altre copie sbiadite. E poi proviamo a restare in Serie A. I ragazzi hanno fatto qualcosa di eccezionale. I bookmaker la davano a 10 la vittoria della Salernitana e hanno fatto male i conti a Verona, malissimo. Siamo pronti con il mercato, con la direzione sportiva affidata a Sabatini, che avrà la totale responsabilità del settore sportivo. Per me Sabatini è già il grande colpo e ho grande fiducia nella sua capacità di scouting. Come modello mi piace quello americano, dove non si sale e non si scende, dove si viene sanzionati se c'è un pubblico violento o se manca lo statuto comportamentali, dove ci sono Academy. Poi andremo a giudicare e a valutare i suoi risultati, ma la responsabilità sarà tutta sua. Sabatini è un vincente. Siamo arrivati tutti con un reciproco sospetto. Lui non conosceva la mia strategia e io preoccupato perché era stato sempre nei grandi club. Poi ci siamo fermati e fatti complimenti al limite del mieloso. Ha ferocia, vuole rivoluzionare tutte le opacità. Punteremo sugli uomini ai quali daremo delega e poi dopo un lasso di tempo valuteremo. Chiedo un po' di pazienza a tutti, perché sono neofita ma preso dai migliori auspici. Ci potrà essere qualche incidente di percorso ma il pessimismo non ha mai vinto una guerra. Siamo tutti ottimisti e trasferiamo grande energia alla squadra. Occorrono giocatori che facciano la leggenda. Con Sabatini faremo due tipi di contratti: uno di tipo sportivo, fino a fine anno, e poi un gentleman agreement. Non restare in Serie A ci dispiacerebbe molto. Andare in Serie B bisogna capire come si va. Le sfide sono belle perché si possono anche perdere. Questo mi ha affascinato. Ho già fatto sentire la mia voce alla Lega. Ho un carattere mite ma sono anche un rivoluzionario. Lo stadio? Ne parleremo con l'amministrazione e osserveremo tutto. Vediamo cosa ci diremo e cosa faremo: gli investimenti. Attenzione: investimenti comuni non significa economici ma progettuali con il Comune di Salerno. Parlerò anche con la squadra: otto undicesimi hanno vinto a Verona. Significa che la squadra non è scarsa, ha un'ossatura e motivazioni, ma la squadra va rinforzata".

"Figlio mio, vieni qua"

"Mio figlio mi ha chiesto che cosa stesse accadendo, perché abbiamo venduto Pegaso e perché due mesi fa siamo stati allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Ho detto "figlio mio, hai 12 anni... è bene che tu adesso sappia (sorride, nda). Sono originario di Palma Campania: diciotto chilomentri da centro di Salerno e venticinque dal centro di Napoli. La mia azienda più importante, la Pegaso, è stata fondata a Salerno. Da giovani, dal punto di vista logistico, frequentavamo Salerno. Non ho mai nascosto da giovane l'amore calcistico per il Napoli perché sono cresciuto nel mito di Maradona, ma venivamo anche a Salerno, a seguire la Salernitana. Il calcio è passione, è emozioni e la Salernitana me le sta dando tutto. Mica si può essere condannati se prima c'era un amore e adesso ce n'è un altro...". La politica locale? "Penso che Salerno abbia espresso campioni della politica, mi riferisco anche alla famiglia De Luca. Ma il calcio non c'entra nulla con la politica: questo è calcio, qui c'è un fare imprenditoriale che non sarà mai assevito alla politica, non chiede e non vuole nulla dalla polticia. Signori, vi basti vedere che qui sono solo oggi a fare la conferenza stampa e non sono proprio uno sprovveduto". Cosa è scattato nella testa? "A mia moglie avevo promesso che mai sarei entrato nel calcio. Ad un certo punto sono stato sensibilizzato: il tempo stava scadendo, adoro Salerno, ho casa ad Acciaroli, vengo spesso a cena e c'era questa città che viveva con orgoglio, dignità e  testa alta quanto stava accadendo. Ho detto che questa cosa mi piaceva e che una mano la voleva dare, perché qui è nata la mia azienda e Salerno mi ha dato tanto in termini professionali. Istant team entro il 30 gennaio per salvarci. Era scritto nel destino, una cosa incredibile: prima partita contro la Lazio e la seconda contro il Napoli. Non conosco Lotito, non ci ho parlato, non l'ho sentito dopo la firma. Lo aspetto all'Arechi? Vediamo. L'impatto sarà molto forte, per cuori forti e io allo stadio ci sarò. Con il Napoli mi auguro di vincere e che poi il Napoli le vinca tutte e vinca lo scudetto e quindi siamo tutti felici e contenti. Mi piace molto anche il modello Atalanta, il settore giovanile, che terremo d'occhio". Poi i pronostici: "Tra tre anni vedo la Salernitana in alto. La storia dice che siamo andati in A per tre volte e che anche una Serie B buona si può fare. Ma per i progetti che sto creando, per gli uomini che sto coinvolgendo, siccome penso che la Serie A è secondo me cucita addosso alla Salernitana, spero che tra tre anni riusciremo a presentare belle cose". Alle ore 16.53, arriva anche il caffè al momento di parlare di marketing: "E' stato poco sfruttato come settore, ha creato poco dal punto di vista iconico e della valorizzazione del brand. Non so cosa vorrei fare in termini di tempo e quanto tempo resterò ma vorrei lasciare il segno. Vorrei che il cinquantesimo presidente della Salernitana fosse ricordato anche dal duecentocinquantesimo per quello che farà". 

Il vecchio Franck

Iervolino parla anche di Ribéry: "Ho grande stima di Franck, non potrà durare in eterno ma di sicuro in questo momento è il presente, è il nostro giocatore importante e potrebbe esserlo anche il prossimo anno. Incide, ci darà una mano e quando fa la giocata può fare la differenza. Io, però, non interferitò mai con gli aspetti tecnici". 

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