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Domenica, 29 Gennaio 2023
Calcio

Salernitana, patron Iervolino ripresenta Nicola: "Mi ha chiesto un atto di fede"

Il presidente granata ha prima rimosso e poi richiamato in panchina l'allenatore, in 48 ore. In conferenza stampa ha svelato i retroscena di una conversazione con il tecnico ma ha anche precisato: "Non c'è stato gioco, i calciatori primi responsabili, mai più imbarcate"

"Ritengo che Davide Nicola sia ancora il migliore allenatore per la Salernitana. Però gli ho chiesto gioco, risultati, mai più imbarcate. Giammai". Firmato Danilo Iervolino, presidente granata. L'imprenditore in conferenza stampa ha voluto ricostruire le ore concitate vvisute dalla sconfitta di Bergamo per 8-2 alla decisione di richiamare in servizio l'allenatore che era stato sollevato dall'incarico nella notte tra domenica e lunedì, dopo la disfatta contro l'Atalanta. "Mi ha contattato - ha detto - la chiacchierata è stata favorita da una serie di messaggi preparatori inviati dal diesse De Sanctis che si è speso per questa causa. Mister Nicola mi ha chiesto un atto di fede, per un debito di riconoscenza". 

La conferenza

“Era doveroso fare chiarezza, come ho sempre promesso, lì dove c’è bisogno di dare un messaggio alla città con massima trasparenza. Ho preferito una conferenza per evitare lo sfogatoio social. Spero che passi in maniera inequivocabile la nostra strategia. In questi mesi, prima della gara con l’Atalanta, si è acuito fantomaticamente un problema interno tra il management e la direzione tecnica. Cosa che non è vera. Se tra uomini di grande personalità non ci si può dire nulla, siamo al paradosso. Che la squadra sia stata costruita bene lo crediamo tutti, che oggi soffra già da qualche partita una mancanza di concentrazione, di percezione del pericolo, di fiato, di fisicità e gambe scariche lo vediamo. Abbiamo avuto delle visioni convergenti dal primo momento: questa squadra deve sorprendere, fare un bel calcio. Fino a Bergamo in cui abbiamo perso 8-2, c'è stata imbarcata fuori dal comune che hanno preso anche grandi squadre, però la cosa che realmente ha fatto venire a ognuno di noi l’idea che c’era qualcosa di grave che non andasse era la non volontà di giocare al calcio: non abbiamo preso ammonizioni, è stata una disfatta, una passeggiata per l’Atalanta"

La ricerca del candidato

"Mi sono sentito in dovere di cambiare. In una squadra di calcio si cambia il progetto tecnico abbastanza ma lo si fa attraverso colui che è deputato a gestire queste cose. Stimo tantissimo Nicola che ha un’umanità e una sensibilità fuori dal comune. Di squadre di calcio ce ne sono 20, che hanno progetti ambiziosi come noi ce ne sono poche, allenatori e giocatori quanti i pini marini si sono offerti un centinaio di allenatori da ogni parte del globo, abbiamo ipotizzato un identikit più aderente alle nostre esigenze e avevamo iniziato dei colloqui io e il ds come è giusto che faccia una squadra senza l’ansia di dover immediatamente portare un tecnico per dare soddisfazione ai fan o fare una scelta di comodo: volevamo una scelta sedimentata, acquisendo tutte le notizie per fare la scelta migliore".

La telefonata

"Ieri nel frattempo è successa una cosa unica nel calcio: c’è da andare fieri e non da vergognarsi. Ci siamo sentiti io e il mister per il tramite del direttore. Nicola gradiva parlarmi e mandarmi un messaggio di voler ritornare immediatamente ad allenare. Il messaggio è arrivato tramite De Sanctis che è stato latore del messaggio, ha speso mille parole positive. Ho sentito Nicola e non si tratta di storie solo di calcio ma di uomini che fanno cose importanti come la salvezza dello scorso anno, che costruiscono progetti, che possono anche ammettere che una decisione possa essere presa, ritirata. Mi ha detto cose importanti su di lui, sull’affetto per me, sui tifosi, sugli errori commessi. Se non perdi una persona, non sai mai quanto ti manca e quanto ti mancherà. Una frustata poteva essere gestita solo in questo modo, si arrivava a un grande chiarimento solo con una netta cesoia. Le sue parole mi hanno colpito, ci ho pensato molto, dall’altra parte avevamo già pensato a una sostituzione ma per il bene della società, dei calciatori, è giusto che anche per tutto ciò che ha fatto il mister abbia un’altra chance con l’impegno di portare avanti una squadra che giammai deve patire un disagio e una mortificazione come quella di Bergamo. Il ruolo della squadra? È stata sentita, deve essere allenata, non sceglie l’allenatore altrimenti si capovolge l’ordine naturale delle cose. Mi faceva piacere sentire da loro alcune riflessioni su una decisione importante, inusuale, atipica. Il calcio deve evolversi anche prendendo scelte che possono apparire impopolari. Nicola è l’allenatore giusto per la Salernitana, deve ritrovare anche lui l’energia, il coraggio, il manico da leader carismatico. Solo lui può trovarla in se stesso. Mi auguro che questo possa avvenire il prima possibile. Ci sono tre cose che devono essere viste con un combinato. Il primo è che è un gioco, non possiamo che sentirci mortificati. Poi ci sono i risultati che sono importantissimi ma devono essere letti anche comparandoli con le altre squadre, le dirette concorrenti. Ad oggi abbiamo 9 punti di vantaggio sulla terzultima. Affronteremo il Napoli, una delle squadre migliori d’Europa, poi con il Lecce e con la Juve. Dopodiché il campionato si normalizzerà e avrà un calendario ragionevolmente più tranquillo. Mi auguro di fare punti nelle prossime tre partite in base". 

Il progetto tecnico

"Non ha subito un rallentamento, va avanti. Nicola è stato sfiduciato e poi ha riacquisito la fiducia. Dopo la sfiducia, ha chiesto a gran voce di riavere fiducia personalmente con un amore e una concentrazione ancora maggiori. Mi aspetto tanto da lui. Mi ha chiesto un atto di fede e di riconoscenza e io gliel’ho dato prima che fosse stato troppo tardi. Dal punto di vista della classifica e delle ambizioni. 4 partite fa con 17 punti era decima, ora siamo più in basso, naturalmente dobbiamo cominciare a vedere con concretezza ed assunzione di responsabilità l’obiettivo primario. Stratificherei gli obiettivi in due livelli: minimo la permanenza in Serie A in modo costante, poi poter sopravanzare la classifica e lanciando i giovani. Ad oggi cominciamo a fare focus perché dobbiamo essere realisti. Pensavo di dare energia e dare una spinta a una squadra che anche in termini di personalità doveva crescere. Se tornassi indietro, non so se lo rifarei perché non so qual è la scelta migliore, se di essere sempre prudente o forte, ambizioso e far sviluppare personalità forte ai giocatori. Unico modo per saperlo sono i risultati". Potendo tornare indietro ci ripenserebbe e Nicola ha chance a tempo? "Tutto è a tempo, presidente compreso, anche i giocatori, lo stesso contratto di ingaggio. Ho chiesto che squadra scarica in termini muscolari, personalità, perde tutti i duelli, non cerca profondità, esprime gioco raffazzonato e nelle ultime 2-3 gare deve trovare energia e coraggio, deve correre di più e si deve ritrovare nel gioco di Nicola, aggressivo, di copertura e che giammai deve portarci a prendere altri imbarcate. I social fanno male perché sono disturbatori. Non c’era un altro allenatore: se ci fosse stato un altro allenatore prima di lunedì sarebbe arrivato dopo due ore, invece ci abbiamo pensato subito dopo, fatto tante audizioni, tanti sono stati selezionati, alcuni meritevoli di allenare, si sono proposti anche tanti nomi importantissimi alla Salernitana. Teniamo alla Salernitana, stiamo lavorando per rimettere a posto un equilibrio interno e dare intensità agli allenamenti, alimentare furore agonistico, attenzione alla fase difensiva e offensiva, cercando ancor di più il gol. Mi auguro che da qui alle prossime partite possiamo vedere una bella Salernitana. Dispiace se i tifosi sono disorientati e confusi, leggendo le mie parole mi auguro possano esserlo meno. Ci sono storie di calcio e di uomini. Il fatto di fare mea culpa e di fare a pugni per riavere quel che è stato tolto è il carattere giusto per fare bene. Il mio pensiero non ha secondi fini. Potrò sbagliarmi o fare le cose bene, se avessi fatto le cose nella vita con linearità e moderazione, la Salernitana non starebbe giocando in Serie A, ci mettiamo passione, impegno e professionalità e mi auguro che i tifosi nel prossimo comunicato possano scrivere di essere felici e contenti".


 

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