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La Salernitana generosa regge 60 minuti, poi Lautaro cala il poker: granata sconfitti all'Arechi

La squadra di Sousa aveva anche trovato il gol del momentaneo pareggio con Legowski, il migliore dei suoi, ma poi l'arbitro ha annullato su segnalazione del Var. Errore goffo di Ochoa sul secondo gol, altri di Lovato sul primo e sul terzo dei nerazzurri. Lautaro ancora protagonista per lo 0-4 che arriva in prossimità del 90'

Il cuore granata batte fortissimo per circa 60' e non solo quello: c'è anche una traccia di gioco per un'ora di Salernitana-Inter, ci sono la voglia, l'organizzazione e Legowski che è genoroso e cattura palloni. Troverebbe anche il gol del provvisorio 1-1 ma non vale per segnalazione del Var. Poi la Salernitana si scioglie e si fa male da sola: non si può concedere una serie infinita di errori all'Inter vice campione d'Europa. Li commettono Ochoa (dov'è finito Memo, da tempo in affanno?), poi Lovato, Bradaric. Lautaro non perdona. Inzaghi voleva farlo riposare ma lo sfila dalle ragnatele quando l'Inter va in difficoltà. Poi il Toro diventa Re Mida quando trova la Salernitana. Il film è sempre lo stesso, è una maledizione: è sempre reduce da alcune giornate di digiuno e poi scarica il mitragliatore quando trova i granata. Finisce 0-4 all'Arechi e adesso anche la posizione di Sousa, che ha tenuto testa comunque all'Inter per un'ora di gioco insieme alla sqiadra, è sempre più sotto osservazione. Passivo, però, troppo pesante che non rende giustizia alla prestazione, sebbene di sessanta minuti, della Salernitana. 

La tattica

Sousa ritrova Dia dal 1' e mischia le carte in difesa e a centrocampo. In retroguardia non c'è Pirola ma Daniliuc. Escluso Mazzocchi: gioca Kastanos largo a destra. Il modulo? Una squadra che si compatta con la linea a tre (compreso Daniliuc) oppure allunga la linea con Bradaric, fino a quattro elementi, quando Dumfries forza la falcata sulla propria destra. In mediana tocca a Bohinen il compito di dare geometrie e la tela paziente la tramano Martegani e Cabral, quest'ultimo talvolta anche indietreggiato nel cerchio di centrocampo per dare aiuto ai compagni e garantire la seconda fonte di gioco. Non è tutto: la Salernitana cerca anche la doppia marcatura a uomo, a metà campo: Martegani segue Calhanoglu come un'ombra e e Legowski su Barella. Il modulo, dunque, in larga parte produce due linee da quattro con Cabral a supporto di Dia

La cronaca

L'Inter è l'Inter: all'Arechi arrivano i vice campioni d'Europa ed i granata devono innanzitutto proteggersi. E' da Champions anche la scenografia della curva Sud Siberiano, ispirata ai Pink Floyd per mandare in scena tre quadri: il muro simbolo dell'incomunicabilità, il lato oscuro della luna in un prisma che poi illuminato riflette l'arcobaleno e il diamante che è la Salernitana, il bene prezioso)e la squadra di Inzaghi parte fortissimo. La Salernitana è subito rintanata a protezione di Ochoa quando i nerazzurri attaccano con i propri assaltatori. Al 6', sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Calhanoglu, Carlos Augusto si avvita in area e Ochoa plastico ci mette la mano per deviare il pallone oltre la trasversale. Nerazzurri a pieno organico ma la Salernitana la fa franca all'8' e al 9': sono fuori misura i tiri di Sanchez e Dumfries. La squadra di Sousa non esce dal guscio e rischia ancora all'11': tocca a Gyomber anticipare di testa Thuram concedendo corner. 

Salernitana-Inter allo stadio Arechi gallery Gambardella

Il coraggio di osare

Poi si sveglia la Salernitana: Cabral due volte, al 22' e al 23', viene prima rimpallato in area e poi con il destro indirizza al palo lungo alla sinistra di Sommer, senza fortuna. Coraggio, germogli, segnali di vitalità: anticipo di Daniliuc, Kastanos punta, coverge e tira di sinistro. Fuori di un soffio alla destra di Sommer (30'). I granata possono addrittura recriminare. Al 43', dopo un break di Bohinen e contropiede due contro due, Cabral sceglie la battuta a rete (Dia al suo fianco) ma il pallone finisce in curva. 

La ripresa, Lautaro e il Var

Spigliata, ancora convinta, trascinata dai suoi tifosi, la Salernitana lancia in contropiede Dia e poi manda al tiro (alto) Legowski al 5'. Inzaghi risponde inserendo un altro tris di campioni. Entrano Lautaro Martinez, Mkhitaryan e Asllani. Escono Sanchez, Klaassen, Calhanoglu. Alla prima occasione utile con Lautaro in campo, l'Inter passa in vantaggio. Rilancia addirittura Sommer, fuga di Thuram sulla sinistra che taglia fuori Kastanos, il Toro brucia sul tempo Bradaric (c'entra pure Lovato che segue la linea del pallone al momento del cross e non si attacca a Lautaro), poi Ochoa in uscita bassa e insacca con morbido lob alle spalle del portiere messicano (18'). La Salernitana non si arrende e ha una fiammata. Percussione di Martegani che alza la testa e inventa un assist ad alto coefficiente di difficoltà. Bellissimo ma costringe Legowski a fare un giro alle spalle del difensore interista che lo marca. Legowski vi riesce in maniera sontuosa e fa gol ma la gioia dura poco, perché il Var segnala fuorigioco per centimetri (19'). Sousa manda in campo Mazzocchi per Martegani e riporta Kastanos più nel vivo, a ridosso di Dia. 

Ochoa distratto

Una Salernitana generosa e ancora pimpante viene poi "tradita" dal suo portiere Ochoa. Con i piedi non è mai stato un fulmine ma al 32' fa una frittata bella grossa. Afferra il pallone in uscita, osserva il piazzamento dei compagni, sceglie Bradaric per ripartire e non si accorge che il mancino sia di spalle. Il rilancio con le mani, dunque, diventa un goffo strike su un birillo, che genera l'assist per Lautaro (0-2). La Salernitana a questo punto esce di scena. Lovato commette fallo in area e l'arbitro assegna il rigore che Lautaro trasforma spiazzando Ochoa. Tripletta per l'argentino. 

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