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Sabatini, Liverani e la Salernitana: "Quota salvezza scende al 3,5% ma il mister deve riuscirci"

Il credo di Liverani: "Equilibrio tattico ma provando sempre a vincere le partite. Dobbiamo riempire l'area e ogni gara è un'opportunità"

Quattordici partite per raggiungere la salvezza. Oggi è sempre più un'impresa, un'utopia come dice Sabatini. Il dg ha scelto Liverani come terzo allenatore della stagione della Salernitana. Con lui allo stadio Arechi c'è anche l'amministratore delegato Milan. "Sabatini è il mentore -. dice - che ci ha guidato in questo cambiamento. Inzaghi è uno sportivo di grandi qualità umane ma con il presidente e con Sabatini abbiamo deciso di dare una nuova opportunità, nuovo slancio a questo club, perché c'è ancora spazio per questa impresa salvezza. Pensiamo che Liverani sia la persona giusta per dare slancio alla Salernitana, che nel primo tempo è scesa in campo un po' claudicante. Siamo ancora convinti che ce la si possa fare. Questo ulteriore colpo d'anca lo abbiamo fortemente voluto. Abbiamo messo sotto stress Sabatini per cercare la persona giusta ed è qui, è Fabio Liverani. La lettera B non la voglio neppure pronunciare. Crediamo in questa Serie A". 

L'endorsement di Sabatini

"Si arriva ad un certo punto nella vita nel quale la verità si rende necessaria. Mi scuso con Inzaghi, che non ho aiutato abbastanza. Infatti ho portato avanti a rilento il mercato di gennaio, per una serie di contraddizioni ed episodi sfavorevoli. Avrei dovuto portare alcuni giocatori nei primi giorni di febbraio e non ci sono riuscito: mi scuso con lui dal punto di vista umano e professionale. Avrei dovuto aiutarlo di più e non ci sono riuscito. Perché Liverani? Perché lo conosco. Liverani è un uomo che è cresciuto faticosamente in una dimensione di Roma che conosco, dove non è facile vivere per un ragazzino cresciuto solo con la madre. La sua palestra di vita è stata la srada, è stato il quartiere dove si impara di più che a Coverciano o in un campo di calcio. Lo conosco da ragazzo, che era un rompicoglioni e giocava da numero 10 con la Viterbese. Sono andato a trovarlo con l'Arezzo e questo disgraziato mi ha fatto due gol. La Viterbese apparteneva alla galassia Gaucci e poi arrivò al Perugia da aggregato. La sua fortuna fu Serse Cosmi, uomo molto intelligente che origliava mentre allenava. C'era Alinichev del Perugia che diceva "cavolo, c'è un solo giocatore che riesce a darmi il pallone tra i piedi". In dieci giorni, divenne un dominatore: sfruttò carisma tecnico e umano. Per fare bene ci vogliono carisma e conoscenza. E' decollato come regista di una squadra di Serie A ed era un trequartista di squadra di Serie C. Poi è stato pagato 25 miliardi alla Lazio. Il risultato dell'altro ieri è stato una mazzata quasi definitiva e la percentuale di salvezza si è abbassata al 3.5%, ma a me non frega niente. Ho un allenatore nuovo, con idee nuove e una squadra nuova che Inzaghi non ha avuto neanche l'opportunità di vedere tutto all'opera. Adesso spero che ci riesca Liverani in un pomeriggio solo, cioè oggi pomeriggio. Oggi pomeriggio Fabio, stasera, dovrai venire da me e dire: questa squadra vale la salvezza. Io me l'aspetto. Se non c'è l'euforia, deve esserci la disperazione. Se c'è la disperazione di Weissman, che ha giocato con rabbia e follia raccogliendo la palla fuori dal campo, per l'allenatore non dico che sarà facile ma probabile a tirar fuori qualcosa di importante. Manolas ci darà una mano ma non sarà lui che risolverà tutti i problemi. I problemi li risolve la squadra, li risolve l'allenatore con le sue contromisure. Non è un giocatore che cambia il corso di una stagione, ma la squadra che cambia il corso di una stagione. Se l'allenatore riuscirà a trovare un concetto di gicoatori che si attiveranno in una certa maniera, a quel punto le nostre possibilità diventeranno 4%". Weissman è stata opportunità dell'ultimo secondo: cercavo attaccante con quelle caratteristiche, ci è stato offerto e loì'ho preso". 

Liverani

"Quando sono stato chiamato ero a Parigi. Non mi ero mosso per 7 mesi ma siccome il direttore ha la palla di vetro, mi ha richiamato nei primi due giorni e sono tornato. Non c'è tanto tempo e c'è la volontà di creare e costruire qualcosa senza darci troppe scadenze né fare tabelle. Dobbiamo pensare a preparare una squadra che individualmente ha valori medio alto ma che come collettivo ha espresso poco. Però ci sono le qualità e se io oggi ho accettato, a prescindere dalla storia che mi emoziona, lo faccio perché credo che si possa ambire ad avvicinare le squadre che sono davanti a noi. Oggi le partite si vincono con la mentalità di voler riempire l'area di rigore degli altri ma anche con la capacità di presidiare la propria. In questa città è stato fatto un miracolo sportivo due stagioni fa e la squadra, la gente, la tifoseria, la società sono stati valore aggiunto. Noi adesso non dobbiamo chiedere ma dare: attenzione, grinta, orgoglio, arrivando stremati alla fine della partita. Tre mesi, quattro mesi? La società ha scelto Liverani per quello che è adesso. A fine campionato tireremo le somme. Siamo riusciti a fare la follia? Ci metteremo seduti e valuteremo se ci sono le possibilità di proseguire insieme. Non ci riusciamo? Vediamo se potremo comunque impostare un progetto insieme. L'abbiamo fatta la follia ma si decide di prendere una strada diversa? Resterà nella storia questa follia fatta insieme. C'è tempo per definire questo. Da calciatore non ho mai giocato pensando alla cose scritte, ai soldi, ai contratti. Riguardo l'atteggiamento, dobbiamo mantenere equilibrio ma noi dobbiamo vincere le partite. Arrivare sul fondo e riempire l'area di rigore: Weissman, Dia, Tchaouna, Kastanos e Candreva sono giocatori offensivi che devono essere messi in condizione di essere pericolosi. Dobbiamo essere una squadra che non concede troppo ma che deve provare a vincere. Sulla partita contro l'Inter, non possiamo stare qua a fare tante prove. Non sono qui a dire chi e cosa sia l'Inter: ogni partita è un'opportunità e dobbiamo provare a fare punti. Regista? E’ un ruolo che si può ricoprire anche con caratteristiche differenti. In rosa ci sono calciatori che possono svolgere quel compito. Il posizionamento delle gambe, la postura del corpo e anche l’atteggiamento incidono tanto anche nell’economia della partita. Kastanos, ad esempio, può agire in quella posizione ma è legato anche all’atteggiamento di squadra .Dia e Candreva sono giocatori di carisma tecnico ai quali la squadra deve appoggiarsi. Però poi la squadra deve essere anche supportata da loro. Un minimo di liberà e spazio per capire dove andare a mettersi se lo trovano da soli in campo. Però poi la cosa importante è che siano armonici in fase di possesso e non possesso. L'Inter, ad esempio, gioca con due punte e le sue due punte sono in grado anche di difendere a 25 metri. Pure i nostri devono farlo.Il capitano? Sono il terzo allenatore e lo spogliatoio è sacro. Il controllo e le dinamiche passano sempre anche per un allenatore, ma se non ci sono cose sulle quali intervenire, dopo 7,8 mesi per me gli equilibri di fascia per me vanno bene". Lo staff: "Maurizio Cantarelli seguirà la parte atletica, Federico Fabellini per la parte tecnica. Per il ruolo di secondo, la società mi ha dato disponibilità di valutare qualche nome già in forza alla Salernitana. Visto che il mio secondo era un ragazzo che si è accasato al Bari con Iachini ed era Simone Pavan, sto facendo delle riflessioni su chi mi accompagnerà in questo periodo. Vedremo se ci sarà sintonia". 

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