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Martedì, 24 Maggio 2022
Calcio

Bonazzoli più Verdi: la Salernitana batte il Venezia e afferra il primo jolly salvezza

Il calcio di rigore di Bonazzoli, il gelo dopo il gol di Henry, poi l'esplosione di gioia per la rete di Verdi. Nello stadio bolgia, davanti a ventincinquemila persone esauste e felici, i granata afferrano il primo jolly salvezza

Con la forza dei nervi, con lo splendore dei suoi califfi, con il risultato del destino, come all'andata: la Salernitana batte 2-1 il Venezia e afferra il primo jolly salvezza, davanti a 25mila tifosi in delirio. Era il primo jolly, il primo snodo, a poche curve dal prossimo spareggio, domenica 8 maggio contro il Cagliari. La Salernitana fa il suo dovere: stanca ma viva, accesa, segna con Bonazzoli, subisce il pareggio ma prende l'intera posta con Verdi, davanti al sindaco di Salerno, al presidente della Regione Campania, De Luca, agli ex Soviero, Micai, Russo, Orlando, Montervino, Fresi, Fusco.

La cronaca

Il primo squillo è del Venezia: calcio di punizione sulla trequarti, mischia e girata di Ceccaroni che Sepe blocca con sicurezza. La Salernitana replica subito e al primo affondo passa in vantaggio. Occorrono tre minuti per esultare: è il tempo che intercorre dal tocco di mano di Ceccaroni (4', tiro di Fazio, il difensore lagunare è poi ammonito) alla trasformazione di Federico Bonazzoli che, dopo l'assegnazione del penalty concesso da Mariani richiamato dal Var, spiazza Maenpaa e corre ad esultare sotto la curva Sud.

La maratona e la gestione

La fatica e le scorie delle imprese che la Salernitana si è lasciata alle spalle sono evidenti a tutti. Innanzitutto alla squadra che, però, ha la saggezza e l'intelligenza di dosare, affidandosi allo splendore del suo "cervello" Bohinen. Si affida anche alle incursioni di Fazio che si spinge in progressione e ha la furbizia di guadagnare preziosi calci d'angolo, approfittando del fatto che il Venezia vada sovente in difficoltà nel gioco aereo. Non a caso, proprio da un corner e dalla susseguente mischia vien fuori la finezza di Ederson - tra tacco e rabona - che fa quasi gridare al gol, al 21'. E' prezioso l'ennesimo calcio di punizione che i granata strappano al Venezia al limite dell'area. Radovanovic prova a bissare l'impresa dello stadio Olimpico contro la Roma - e potrebbe riuscirci, perché la barriera lagunare si apre - ma la conclusione fiondata al 31' arriva centrale, tra le braccia di Maenpaa. Ci prova anche Lassana Coulibaly, a rimorchio dopo la sponda di Djuric, ma la mira è alta (34'). Altra occasionissima al 37'. La Salernitana la costruisce con il furore di Gyomber, che si produce addirittura in rovesciata. Il pallone schizza dalle parti di Fazio che sbuccia ma Bonazzoli da fondo campo tiene in vita la sfera di cuoio. Tira a botta sicura Djuric ma salva Caldara, quasi sulla linea. Gioco aereo ancora punto debole del Venezia. Accade anche al 42': calcio d'angolo, Lassana colpisce male dal limite ma viene fuori un campanile sul quale si avventa Djuric. Maenpaa respinge con i pugni e Radovanovic a propria volta, con una bella conclusione al volo, sfiora il "gollonzo".

Salernitana-Venezia - Bonazzoli - foto Gambardella

La ripresa

Soncin, allenatore del Venezia, si presenta con un cambio in formazione. Entra Ullman e gli fa spazio Haps. La Salernitana segna il passo con alcuni elementi, ad esempio Ederson. Il suo fallo ingenuo a centrocampo, figlio della fatica, gli costa l'ammonizione che lo porterà in diffida. Nel sacrificio - il baricentro che arretra, il palleggio lasciato al Venezia - la Salernitana scopre pericolosamente il fianco al conteopiede e Sepe fa il miracolo su Okereke al 12'. Non basta. Nonostante il grande lavoro di Djuric che va a fare anche lo stopper, il Venezia pareggia al 14': colpo di testa di Caldara, altro miracolo di Sepe ma Henry è più lesto di tutti, in tap-in. La Salernitana reagisce subito: tiro cross di Bonazzoli, Ederson non ha il guizzo. Nicola spariglia: fuori Lassana e Bonazzoli, dentro Kastanos e Verdi. Si fa male anche il portiere Sepe. Deve entrare Belec. Brividi anche al 20': la girata di Svoboda sibila vicino al palo alla destra di Belec. Occorrono calma e piedi buoni, perché l'episodio è dietro l'angolo. E arriva al 22': ribaltamento sulla fascia destra, Ederson porta palla avanti e vince il rimpallo, si illumina la zolla di Verdi, che scarica in rete con la rabbia dei forti e la classe dei predestinati. Servono forze fresche e Davide Nicola manda in campo Ruggeri, al posto di Zortea. Il Venezia non molla ed i granata si difendono con le unghie, i denti, i falli. Quello di Bohinen costa il cartellino giallo che porta anche lui in diffida. Djuric è esausto ma resta stoicamente in campo a saltare. Nuovo stacco di testa al 35', in area veneta: pallone fuori. Come quello scagliato da Aramu, tra i sospiri del 37'. Al 39' esce anche Milan Djuric, stremato, tra gli applausi. Entra Perotti e fa quello che deve: pressing alto, possesso, guadagna falli, ammonizioni e fa espellere Ampadu al 45', nello stadio che diventa bolgia.

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