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foto archivio

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Il gol dell'ex: la Salernitana sbanca Cosenza con la zampata di Tutino ed è capolista

Granata in vetta grazie al gol del proprio attaccante, ex di turno. Clamoroso al 76': il Cosenza opera tre cambi ma in campo restano dodici giocatori calabresi

Gennaro Tutino si invola al 5' della ripresa, fa gol, alza le mani verso la curva cosentina sguarnita e si commuove, sommerso da baci e abbracci degli altri giocatori della Salernitana. Nel mucchio festoso sbuca Andrè Anderson, autore di un assist sontuoso. Con la zampata del suo attaccante numero 9, i granata sbancano Cosenza e volano di nuovo in vetta alla classifica di Serie B. E' la solita Bersagliera targata Castori: resiste e si compatta, studia, prende le misure agli avversari, riparte in contropiede e nel primo tempo può far male una, due, tre volte. Poi passa all'incasso alla ripresa, con un'azione da manuale che vale il primato.

Il commento di Castori

"Abbiamo mostrato crescita di qualità tattica e di squadra. Ci sono tanti meriti. La vittoria non fa una grinza ed è stata legittimata con un atteggiamento tattico superlativo - esordisce Castori - E' stata una grande prestazione, la squadra non ha concesso nulla e il nostro portiere si è limitato all'ordinaria amministrazione. Siamo stati bravi nelle marcature preventive. Quando si gioca con grande aggressività, ci sono anche errori tecnici ma è un rischio da mettere in conto. C'erano tante assenze ma non le ho lamentate all'inizio e non lo faccio a fine partita. Le assenze devono essere un motivo di ulteriore sprone. E' stata fatta una grande partita, siamo andati quattro volte davanti al portiere". Mantovani non giocava dal 9 giugno 2019. L'elogio di Castori: "La prestazione di tutti è stata superlativa. I ragazzi si allenano tutti con grande intensità e questo per me è un dogma. Mantovani rientrava dopo aver giocato a Genova contro la Sampdoria. Oggi ha fatto in pieno il suo dovere, come Bogdan e come gli altri". Anderson a cavallo tra le linee è stato devastante, pregevole l'assist per Tutino. L'attaccante ha sbloccato ma poi ha fatto un po' arrabbiare Castori: "André in mezzo al campo ha un raggio d'azione più ampio. E' un calciatore di squilibrio e fa male. Tutino ha fatto gol, ha corso, è stato attivo. Ha perso quel pallone e ci ha fatto penare. C'è stato questo episodio ma è andata bene". La tattica: "Avevo già pensato di dispormi a tre durante la settimana. Avevo visto che il Cosenza attacca la profondità e che sono rapidi e veloci. Con un atteggiamento come il nostro, siamo andati sulla pressione frontale e li abbiamo messi in difficoltà. Adesso siamo davanti a tutti ed è meglio far vedere a tutti il numero di targa. Si prova una grande soddisfazione. Il campionato è lungo dobbiamo essere umili. Se voliamo alto, si va in comfort e poi non siamo più così affamati".

Il protagonista

"Contenti del risultato su un campo difficile e contro una squadra forte - dice Tutino - Il gol è venuto fuori grazie ad una invenzione di Anderson che mi ha servito in corridoio. Sono stato bravo a trovare un angolo non facile e mi sono rifatto per l'errore del primo tempo. Dobbiamo seguire solo le indicazioni di Castori e mettere in campo le sue indicazioni. Il segreto è allenarsi oltre i propri limiti. Siamo tutti di buon livello e la dimostrazione l'hanno data oggi Bogdan e Mantovani. Servirà l'apporto di tutti nelle partite ogni tre giorni. Per tutto il gruppo questo primo posto significa un premio ai nostri sforzi. Il risultato è la gioia più bella. Ora lo stadio è inaccessibile e con il Cittadella ci sarebbe stato il pienone o quasi. Dispiace non vederli sui gradoni. Non c'è l'abbraccio ma l'affetto lo sentiamo Ho segnato e ho pianto perché non mi vergogno a dire che Cosenza resterà per sempre nel mio cuore. Una serata speciale che stavo rovinando con una ingenuità, perdendo un pallone sanguinoso per il loro contropiede, a fine partita". Un episodio che non cancella la serata speciale: "Contento per i tifosi che meritavano questo primo posto, che mancava da tempo. Contento per Castori che mi ha valorizzato sfruttandomi da punta centrale. Il mio pensiero va anche a Maradona, nella settimana della sua scomparsa".

La tattica

Castori cambia copione tattico: la Salernitana contro il Cosenza si dispone a specchio (3-4-1-2) e rinuncia in avvio anche al terzino sinistro Baraye, oltre agli infortunati Aya, Lopez e Veseli rimasti a casa. L'allenatore granata sceglie la formula con il trequartista: spazio ad André Anderson dietro le punte Djuric e Tutino, quest'ultimo ex di turno insieme a Casasola.

La cronaca

Intensa, a viso aperto, senza esclusione di falli e di palle gol. Così prende forma Cosenza-Salernitana. Le prime occasioni fioccano in area granata: dapprima Baez conclude alto di testa (4'), imitato da Tiritiello che schiaccia centrale. La Salernitana si fa viva su palla inattiva e la prima si materializza sulle zolle di Tutino. Il grande ex, dopo sponda di Casasola (calcio di punizione di Di Tacchio) ha il tempo di stoppare ma il pallone si perde sulla pista d'atletica del "San Vito-Marulla". Al 19' ci prova anche Andrè Anderson ma la sua conclusione è sporcata dalla deviazione provvidenziale di Tiritiello. I granata restano guardinghi e si fiondano in ribaltamento. Il Cosenza, invece, fa l'andatura e prova ad alimentare Carretta e Baez. Proprio Carretta, al 26', grazia la Salernitana su cross da sinistra, non intercettato da Gyomber. La partita è senza padrone e le squadre si affrontano a viso aperto. Le occasioni migliori, però, le confeziona la Salernitana dopo la mezz'ora. Un tris di palle gol che meriterebbero migliore sorte, più precisione e anche un pizzico di fortuna in più. Il primo snodo al 32': scappa via Kupisz ma è altruista - cerca Tutino anziché fare percorso netto battendo a rete - e sbaglia. Al 35' è gigantesca la palla gol sul piede sinistro di Andrè Anderson lanciato a rete da Tutino. L'ex Lazio, però, non angola il tiro e colpisce la sagoma di Falcone. Poi il tap-in finisce sull'esterno della rete. Al 36', ancora Tutino si traveste da assist man e manda in corridoio Dziczek (gravato da ammonizione a fine primo tempo, come Di Tacchio). L'inserimento del polacco è sontuoso, immediata la conclusione in diagonale ma Falcone si supera, respingendo di piede, d'istinto. Il Cosenza reagisce - cross teso di Carretta, sforbiciata di Baez, alta di un soffio - ma è ancora di marca granata l'ultima occasione del primo tempo. Fa tutto Andrè Anderson: il brasiliano chiede e ottiene triangolazione da Djuric, slalomeggia ma in area non angola il tiro e Falcone va in presa plastica. "Prima o poi possiamo fargli male", dice Valerio Mantovani all'intervallo, al microfono di Dazn, dopo aver assaporato il gusto del ritorno in campo da titolare che mancava dal 9 giugno, giorno del playout di ritorno a Venezia.

La ripresa

Si apre con un'altra palla gol per la Salernitana. Sugli sviluppi di calcio d'angolo concesso da Idda e battuto da Dziczek, Djuric si arrampica e indirizza di testa ma non trova il bersaglio grosso (49'). Il vantaggio granata, però, si materializza dopo un giro di lancette. Andrè Anderson diventa il genio della lampada e lancia in profondità Tutino, ex di turno. Mente fredda e cuore caldo, l'attaccante della Salernitana aggira il portiere e fa passare il pallone sotto le gambe di Idda. Poi piange ricordando i suoi trascorsi in Sila (50'). I centrocampisti della Salernitana sono entranbi condizionati dall'ammonizione subita. Perciò Castori, per non correre rischi ma anche per cautelarsi in una condizione di vantaggio da amministrare, sfila Dziczek e utilizza le caratteristiche di Schiavone, piazzandolo davanti alla difesa. Al 65' gli uomini di Castori potrebbero chiudere i conti: Schiavone batte il calcio d'angolo e in area si avventano Bogdan e Djuric, colpendo il pallone quasi in contemponea, fuori di un metro. E' ammonito anche Anderson. Castori rimedia con Capezzi e sostituisce il brasiliano. Il colpo di grazia può arrivare al 74': Kupisz servito in corridoio di destra si invola e guarda a più riprese Djuric che corre su binario parallelo. Al momento di servirlo, però, non è lucido e l'azione svanisce. Clamoroso al 76': il Cosenza opera tre cambi ma in campo restano in dodici. L'arbitro Dionisi lo fa notare e il gioco si ferma per alcuni istanti. Nella circostanza, viene ammonito Ba che era entrato al posto di Bruccini. Dopo pochi minuti, Ba ferma irregolarmente Tutino e viene espulso per somma di ammonizioni. Clamorosa anche la palla gol che all'84' fallisce il Cosenza. Gliela porge su un piatto d'argento Tutino che gigioneggia sulla trequarti, ha il compagno libero sulla destra ma indugia nel palleggio. Castori gli dà il cambio subito dopo: al suo posto Cicerelli. Gondo, invece, dà il cambio a Djuric. Tra le proteste del Cosenza, che si lamenta per i 4' di recuperi considerati margine esiguo, Petre svetta in area di rigore granata e mette i brividi a Belec. E' l'ultimo assalto. Vince la Salernitana e fa festa. 

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