Giro d'Italia a vela, a 91 anni: Mario Battilanti approda a Scario

Mario, in grande forma, questa mattina si è concesso anche un bagno di fronte a Scario: "Finché c’è il sole godiamocelo. Ogni istante è prezioso, non bisogna sprecare il tempo"

E' approdato in Cilento, il novantunenne che sta facendo il giro di Italia a vela. Mario Battilanti è entrato in porto questa mattina, a Scario, con l’equipaggio di #Forza91, partito da Napoli ieri per la quinta tappa del giro d’Italia. Partito da Fezzano di Portovenere il 27 settembre scorso,  insieme a Paolo Zannini (56 anni) a bordo di Lumiere III,  Mario ha già percorso circa 340 miglia grazie a una generosa staffetta di velisti dell’associazione La Nave di Carta, della Lega Navale Italiana e dell’Unione Italia Vela Solidale, che si danno il cambio per consentirgli di realizzare in tutta sicurezza il suo sogno.

Da Napoli, dove ha sostato per due giorni in attesa di migliori condizioni meteo, sono partiti con #Forza91, Vincenzo Scibile (47 anni) e Filomena Pane (32 anni), soci della Lega Navale di Napoli. Mario, in grande forma, questa mattina si è concesso anche un bagno di fronte a Scario: "Finché c’è il sole godiamocelo. Ogni istante è prezioso, non bisogna sprecare il tempo". Di fianco a lui, come sempre, l’amico Paolo, perché questa impresa velica che non batterà nessun record è soprattutto un grande inno all’amicizia tra generazioni di gente di mare.

Parla Paolo Zannini, l’amico di Mario

Questo giro d’Italia si arricchisce di tappa in tappa di nuovi amici. Qui Scario abbiamo avuto un’accoglienza meravigliosa e siamo onorati che insieme al presidente della Sezione della Lega Navale, Vito D’Andrea, sia arrivato anche Giuseppe Scarano, presidente del Consiglio comunale.

Chi è Mario Battilanti

Nato a Taranto nel 1929, a soli 15 mesi arriva alla Spezia al seguito del padre, sottufficiale dell’Esercito, artigliere, esperto artificiere e di balistica. In piena guerra la famiglia si trasferisce nuovamente in Puglia dove resta fino alla fine del conflitto. Poi di nuovo il trasferimento al Nord, destinazione Torino dove il giovane Mario deve fare i conti con le diffidenze che ogni emigrante doveva affrontare a quel tempo. Fa di tutto, dal venditore di rossetti e caramelle al manovale, fino a quando non riesce ad entrare alla Fiat come “persona di fiducia”, in pratica uomo delle pulizie. «Pulivo gli uffici dei dirigenti, da Valletta in giù» ricorda. Però vuole anche studiare e prendere il diploma di perito elettrotecnico. Lo ferma la tubercolosi, due anni di sanatorio. Lui va oltre. I polmoni sono danneggiati, ma lui non rinuncia a fare apnea. Il fisico è provato, ma lui va in barca appena può. Il mare è il suo banco di prova. Non si arrende e continua a studiare e a lavorare in Fiat. Riesce a prendere il diploma di geometra e a fare carriera, diventa uno dei responsabili della gestione del personale. Ma il mare lo chiama continuamente. Scuola di vela a Caprera: "Dovevo diventare istruttore, ma non mi piacevano le derive. Mi annoiavo a morte", ricorda. Estati a Pianosa dove lo zio è direttore del carcere, navigazioni in Mediterraneo e con la pensione riesce finalmente a dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: il mare.

Il diario di viaggio è on line sulla pagina FB di La Nave di carta e sul sito Navedicarta.it 

 

 
 

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