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Il rigore dei sogni: Tutino spinge la Salernitana al secondo posto

Ci pensa lui, fa gol ancora Gondo, l'ivoriano con le treccine: il quarto sigillo in tre partite potrebbe valere il sogno ma la rete dei friulani potrebbe spegnere tutto. Poi la rete di Tutino, dal dischetto, al 95', fa scoppiare di gioia la Salernitana

Calcio di rigore: Domizzi, che era al Venezia nello spareggio playout, rivede l'incubo. Calcio di rigore: il sogno, la vertigine, si materializza al 95'. Tutino guadagna l'oro colato e trasforma il penalty più pesante della stagione. La Salernitana è seconda, complice la sconfitta del Lecce a Monza. "E' merito del lavoro che facciamo durante la settimana, non molliamo niente fino alla fine". Il flash di Gondo all'intervallo, al microfono di Dazn, è la fotografia della Salernitana, il manifesto della riscossa. Ci pensa lui, fa gol ancora lui, l'ivoriano con le treccine: il quarto sigillo in tre partite (il primo in assoluto fuori casa) vale il sogno, un pensiero stupendo. I granata all'intervallo, complice il contemporaneo vantaggio del Monza in casa contro il Lecce, cullano la speranza del secondo posto e della Serie A diretta, senza passare per i playoff, ma non si fanno sopraffare dall'ansia. Anzi, vicini al sorpasso, i castorizzati si compattano ulteriormente all'intervallo, mettono altro olio negli ingranaggi, alzano, muro e diga, subiscono il pareggio e poi rimediano al quinto minuto di recupero. E' il sogno, finestra spalancata: ora la Salernitana è artefice del proprio destino, perché venerdì all'Arechi c'è l'Empoli già promosso in A, lunedì si va a Pescara. "Ero sicuro di far gol, ho preso la palla. I giocatori importanti devono fare la differenza nei momenti importanti. Ora dipende tutto da noi. dedico tutto alla mia famiglia. Era la partita più importante della stagione, che volevo giocare dall'inizio. Non è stato facile per me restare fuori", dice Tutino a Dazn.

Il commento di Bocchini

"Ce l'abbiamo messa tutta e dedichiamo tutto a Castori, il nostro leader, che sta soffrendo più di tutti in una stanza, in isolamento. In questo campionato - dice l'allenatore in seconda, Riccardo Bocchini - nulla è scontato e prevedibile. Abbiamo preso il gol su un contrasto al limite dell'area. Ora viviamo altissime emozioni. La partita, quando siamo andati sul pari, l'abbiamo cambiata mettendo giocatori di squilibrio. Hanno creato la condizione per stare ancora lì e cullare il sogno". Al momento del calcio di rigore, Castori "era collegato con noi via televisione e via etere. Ci teniamo strette queste motivazioni. Dopo una vittoria del genere - tirata contro una rivale che ci ha reso la vita difficile. E' stata una esplosione di abbracci, ma nel limite del possibile, perché facciamo tamponi ogni due giorni. Dobbiamo ricaricarci subito, contro una squadra che ha vinto il campionato ed è fortissima. Adesso siamo padroni del nostro destino e dipende da noi. Non dobbiamo assolutamente pensare a quello che accade negli altri campi e nelle altre parti d'Italia, perché faremmo un errore grandissimo. Per imparare a vincere bisogna vincere, perché è l'unico metodo per acquisire autostima e capacità di lettura. Questo fa parte di ciò che deve proporre una squadra. Mi è capitato tante volte di giocarci la gloria calcistica: non si molla mai. Sull'1-1, nonostante avessimo giocato con molti giocatori di squilibrio per scelta tecnica, la squadra è stata lucidissima. Adesso faremo un giornio di scarico e un giorno di rifinitura: vale per tutti. Coulibaly, per fare un esempio, ha bisogno di giocare per recuperare".

La tattica

Gondo adesso è inversione Terminator ma la Salernitana gioco bene di gruppo, di collettivo. A ciascuno il suo: Casasola sfreccia; Kupisz, Capezzi e Di Tacchio recuperano infinità di palloni, in raddoppio; Djuric si sacrifica e i dioscuri di difesa fanno buona guardia. Modulo 4-4-2 per i granata: Gondo e Djuric in attacco, conferme per Kiyine - largo a sinistra - e per Capezzi, tra i migliori dell'ultimo match contro il Monza. La Salernitana deve vincere e contro il Pordenone cerca passo, idee, cross per la testa del centravanti bosniaco, che rientra dalla squalifica e scalza Tutino in formazione titolare. All'arrivo in aeroporto e all'esterno dello stadio Teghil di Lignano, nel rispetto delle norme anti Covid, i tifosi del Nord Est accolgono e incitano Di Tacchio e compagni.

La zampata di Cedric

Domizzi, allenatore del Pordenone che da calciatore fu l'ultimo ad arrendersi nel Venezia durante lo spareggio playout, lascia ciondolare Ciurria. Il primo pericolo, però, prende forma dalla fascia sinistra: al 2' Falasco scappa via e crossa, Zammarini è tutto solo e gira di testa ma la conclusione è centrale. Belec blocca a terra. Poi è l'ora di Gondo. E' uno schema molto simile a quello che permise di sbancare Ascoli. Lancio lungo di Casasola - diritto per diritto - l'attaccante ivoriano va spalla a spalla con Barison, lo supera e dal vertice destro dell'area lascia partire un delizioso pallonetto che s'insacca nell'angolo opposto, scavalcando il portiere. Salernitana in vantaggio al 7', quarto gol in tre partite di Gondo e dedica per Dziczek, a favore di telecamera.

Casasola in grande spolvero

Al 10', la Bersagliera ci riprova: stesso assist-man (Casasola con un cross da destra) e stesso terminale offensivo. Gondo, però, alza la mira di testa e il pallone supera la traversa. Al 21' la Salernitana costruisce e spreca: break di Casasola che indirizza in corridoio per Kupisz; il centrocampista polacco ci arriva in corsa e sbilanciato, tirando fuori. Quando Mallamo sfugge alla marcatura, il Pordenone, al 25', va vicinissimo al pareggio: il cross è preciso da sinistra, Ciurria impatta bene di testa ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Belec. Casasola domina il duello con Falasco: dribbling e contro dribbling, poi il tiro cross che Perisan deve respingere di piede. Ciurria, però, è sempre in agguato: al 40' si gira e tira, fuori di un soffio.

La ripresa

Il secondo tempo si apre con una conclusione del Pordenone con Butic, al 47'. E' un'occasione potenzialmente pericoloso ma l'attaccante neroverde allarga il piatto sinistro e il pallone fila via, controllato da Belec. E' "generosa" anche la Salernitana al 51': Djuric e soprattutto Jaroszynski hanno l'opportunità di battere a rete ma preferiscono la rifinitura. Il successivo cross, da destra, è agganciato di testa dal capitano Di Tacchio, senza fortuna. Poi vola Belec sulla propria destra, al 62', per neutralizzare il sinistro a giro di Butic. Kiyine giogioneggia, si fa ammonire ma era in diffida: salterà la sfida all'Empoli. Si gioca sul filo delle emozioni: cross dalla destra, Gondo stacca ma viene anticipato da Vogliacco e colpito fortuitamente all'occhio.

La doccia fredda e la gioia

Al 69', il lampo del Pordenone: segna Misuraca con un bolide dal limite dell'area. Mentre Bocchini si accinge ad effettuare due cambi (Coulibaly e Kristoffersen), poi bloccati, si illumina la mattonella del bravo giocatore friulano. 1-1, tutto da rifare per la Salernitana a venti minuti dal termine. Il cambio matura al 74': entrano Tutino, Coulibaly e Cicerelli, escono Kiyine, Capezzi e Djuric. I granata replicano al 77' (Jaroszynski al cross, Bogdan di testa: parato) ma rischiano grosso all'81'. Solo la manona di Belec li tiene a galla, sul tiro di Camporese. Bocchini mischia di nuovo le carte e inserisce Anderson per Kupisz. Pare finita ma non per i castorizzati: ultimo minuto di recupero, Barison atterra Tutino ed è calcio di rigore. Batte Tutino, poi è l'apoteosi.

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