La Salernitana sconfitta dal Benevento nel derby: la rabbia dei tifosi

In tribuna i co-patron granata Lotito e Mezzaroma, contestati insieme alla dirigenza. I sanniti passano con Insigne e ringraziano Micai per la involontaria complicità. Poi potrebbero raddoppiare ma Coda grazia la Salernitana

Passa il Benevento, la Salernitana è alle corde, contestata (tutta, società compresa) dalla tifoseria. I co-patron dalla tribuna osservano, la Salernitana traballa e poi capitola, colpita dal Benevento che passa con Insigne, agevolato da Micai protagonista di una topica. Coda grazia i granata  che provano l'assalto con Rosina, Di Gennaro e Calaiò ma è troppo tardi. Il Benevento non aveva mai vinto all'Arechi e passa a Salerno dopo 43 anni (l'ultima volta allo stadio Vestuti). E' la terza sconfitta consecutiva tra le mura amiche, la quarta nelle ultime cinque interne. Al fischio di chiusura, la contestazione degli ultras si sposta dalla curva alla tribuna, mentre le forze dell'ordine si schierano a protezione. Cori contro Lotito ("Salerno non è la Lazio"), la dirigenza, i calciatori definiti "mercenari".

La tattica

In attacco Jallow, in panchina Calaiò, Walter Lopez dal primo minuto. Gregucci conferma per dieci undicesimi la formazione che aveva "sparato a salve" contro il Padova e si affida al centrocampo muscolare (con Minala e senza Di Gennaro) per fronteggiare i dirimpettai beneventani che hanno quantità e qualità. Bucchi, allenatore dei sanniti, ha gli attaccanti in grande spolvero e riparte dalla coppia gol: riconferma Insigne, fratello d'arte, e gli affianca Massimo Coda, vecchio bomber della Salernitana, alla sua centesima partita in serie B, se si considerano solo quelle giocate nella stagione regolare. Caldirola al posto dell'acciaccato Di Chiara. Crisetig confermato in regia. Cambiano le mezzali: Del Pinto e Buonaiuto al posto di Tello e Bandinelli, quest'ultimo neppure in panchina.

Primo tempo

Il derby si accende in prossimità del quarto d'ora: prima Insigne ricama per Improta che da sinistra angola troppo il tiro, mirando al palo lungo. La Salernitana replica subito con un traversone dalla sinistra di Walter Lopez. Caldirola si lascia scavalcare, Casasola ci arriva in corsa e di slancio ma alza troppo la traiettoria, impattando di testa. Mentre nei distinti qualche tifoso srotola lo striscione "Liberate la Salernitana", i granata si distendono sulla destra e al 24' costruiscono la migliore occasione del primo tempo: cross di Djavan Anderson, in area svetta con il tempismo del centravanti l'altro Anderson, il brasiliano Andrè, ma la conclusione è centrale, tra le braccia di Montipò. Al 25' il Benevento può fare malissimo: Coda si traveste da ispirato assist man e apre la difesa granata servendo a Buonaiuto un pallone che il sannita colpisce di punta e in anticipo, quasi da futsalero. Micai è prodigioso distendendosi sulla propria destra. E' il momento migliore per la squadra giallorossa che va vicinissima al bersaglio ancora con Coda, stavolta in avvitamento, su cross di Letizia.

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Secondo tempo

Al primo affondo, il Benevento è in vantaggio. Insigne scappa via a destra, alza la testa e con un cross mancino, carico d'effetto, cerca un compagno smarcato sul palo lungo; Micai abbandona la porta e si distende a mano aperta, per evitare il tap-in e il calcio d'angolo. Vien fuori un intervento goffo, una specie di bagher: il pallone rimbalza alle sue spalle e finisce nel sacco. Nel tentativo di ridare brio alla Salernitana inserendo un giocatore di maggiore tasso tecnico, Gregucci chiama in causa Rosina e sfila Perticone. Casasola scala al posto del difensore e Djavan Anderson va a fare il quarto a destra. Illumina, invece, la scena Insigne per il Benevento. Il fratello d'arte serve a Coda (17') un assist al bacio ma il centravanti spreca, centrando la sagoma di Micai. Entrano anche Di Gennaro e Calaiò, ma non c'è più tempo, non c'è più spazio, non c'è più la Salernitana.

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