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Pazza serie B: frena anche l'Empoli, la Salernitana resta prima "in condominio"

Nove vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte, quest'ultime rimediate fuori casa. La squadra di Castori ha costruito le proprie certezze e messo a nudo le proprie difficoltà. Le prime migliorabili e le seconde azzerabili intervenendo con nuovi acquisti

Nove vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte, quest'ultime rimediate fuori casa. La Salernitana ha costruito nel 2020 le proprie certezze e messo a nudo le proprie difficoltà. Le prime migliorabili e le seconde azzerabili intervenendo con nuovi acquisti, come auspicano i tifosi. E' stato un anno lungo, faticoso, fatto di frenate e accelerazioni.

Mascherina e tamponi

Tutto si era fermato dopo la trasferta di Perugia, a marzo. Mentre Gian Piero Ventura, arrivato con l'obiettivo di riempire lo stadio "perché sarebbe - disse - una libidine più grande della vittoria del campionato", chiedeva acquisti e pazienza, il calcio rallentava alla ricerca di ossigeno, in tutti i sensi. Mascherine, "bolla" e bollettini, contagi, porte chiuse e protocolli. Zero incassi, spalti vuoti, da tempo si gioca nell'acquario, in assenza di suoni e di passione. La Salernitana ha dovuto rinunciare al proprio popolo che raramente ha potuto incoraggiarla dal vivo, salvo farlo a fine luglio, in occasione della sfida casalinga allo Spezia. Furono accesi fumogeni all'esterno dellpo stadio, fioccarono daspo poi revocati. In campo, invece, la fogliolina non divenne più platano: Salernitana tramortita, fuori dai playoff, tutto da rifare e da ricostruire.

L'avvento di Castori

La proprietà, osteggiata a più riprese dalla tifoseria che le chiede di passare la mano (multiproprietà) ed è adesso infuriata per il volo a Milano organizzato con il charter brandizzato con il logo, i colori e l'anno di fondazione della Lazio, è ripartita da Castori, liquidato frettolosamente anni fa, durante la gestione Lombardi. Castori - è inutile girarci intorno - non è partito con i favori del pronostico, anzi tra dubbi, preconcetti e finanche fotomontaggi. Andava e va sempre giudicato, invece, da professionista per quello che produce in campo. E in campo, dentro il rettangolo di gioco che è sempre giudice, ha saputo metter su una Salernitana aggressiva, con il volto cattivo. Pure gli ultras, nel bilancio di fine 2020, lo hanno scritto: "No a questa proprietà ma sostegno a chi in campo suda e onora la nostra casacca", ha spiegato Direttivo Salerno. La Salernitana di Castori lo sta facendo e la sconfitta di Monza non può cancellare quanto di buono la squadra ha saputo costruire, un mattone dopo l'altro. L'allenatore ha avuto il merito di indicare giocatori da ossatura base, che la società ha ingaggiato: Belec è una sicurezza (ma sullo sfondo c'è sempre la grana Micai, che non va sottovalutata, soprattutto in termini di ingaggio e di uscite-entrate in sede di mercato), Gyomber un dioscuro, Tutino un califfo, insieme al gigante Djuric. Occorre adesso completare l'opera.

Il mercato

La partita giocata e persa a Monza è servita a mettere in luce e rendere inequivocabile ciò che era già stato evidenziato dalle precedenti partite. La Salernitana ha bisogno di rinforzarsi sulla fascia destra e sinistra: insomma occorrono un numero 3 e anche un numero 2 che possano consentire a Lopez ed a Casasola di rifiatare o di giocare in base alle caratteristiche dell'avversario, non da stakanovisti. Occorre un centrocampista di ritmo e qualità: Castori sta alternando Schiavone e Capezzi, Di Tacchio e Kupisz, poi c'è Dziczek. Non basta. Urge qualcuno che nell'organico non c'è. Infine la Salernitana ha bisogno di un numero... 16. Non vuol dire fortuna ma un attaccante di riserva, un bomber di scorta, che accetti di inserirsi in equilibri già consolidati. E' probabilmente la scelta più complicata, perché è legata anche al mercato di Giannetti, che ha la stima - tra gli altri - di Breda a Pescara. Occorre, però, un altro attaccante che faccia l'uovo. Già, un uovo, non a caso: "Speriamo di essere primi anche a Pasqua", aveva detto Castori. Il campionato di Serie B, pazza maratona che dà la gloria non solo al più forte ma anche a chi ha più benzina nel serbatoio e riesce anche ad evitare esaltazione e depressione, ha costretto ad una frenata anche l'Empoli, che ha pareggiato in rimonta, in casa, contro l'Ascoli. La Salernitana resta prima in classifica, sebbene in condominio.

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